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Tre piccoli angeli che non dimenticherò mai

di mammenellarete - 24.06.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Francesca ci racconta un'esperienza di dolore: la perdita dei suoi tre piccoli angeli. Francesca si sveglia ogni giorno con la speranza di avere un giorno un bimbo tra le braccia.

In questo articolo

Tre piccoli angeli che non dimenticherò mai

Siamo due giovani che, dopo un intervento chirurgico di mio marito per rimuovere un tumore (miracolosamente diventato benigno), abbiamo deciso di avere un bambino e dare una svolta a quella vita un po' buia.

Mese dopo mese il ciclo c'era sempre, così i primi controlli dopo un anno.

Scopriamo un varicocele di 3/4 stadio. L'anno successivo un altro intervento e attesa.. Passa un altro anno e stavolta sono io a controllarmi e mi dicono di avere le ovaie multifollicolari e di non avere ovulazione.

Tentativo di PMA

Così inizio a prendere farmaci a destra e a manca, ma niente. A giugno del 2022 ci sposiamo e a settembre decido di andare da uno specialista di PMA.

Dopo diverse visite non si riscontrano problemi, se non l'ovulazione che non avveniva ogni mese. Inizio una cura a base di estrogeni con delle punture ogni mese. A settembre niente, ad ottobre sembra niente, ma poi a novembre inizio a stare male.

Dolori forti, corro in ospedale. I dottori dicono iperstimolazione ovarica, le ovaie 14 cm, mi mandano a casa, passa una settimana e inizia la nausea e il vomito così faccio le beta e risulto incinta ma i globuli bianchi a 39000.

Chiamo il dottore, piango di gioia per il numero delle beta che incredula, per la prima volta, era superiore a 5, ma vengo immediatamente ricoverata per i globuli bianchi! Non si vedeva ancora niente, quindi hanno iniziato a farmi tutte le cure possibili senza considerare la gravidanza, che continuava senza paura. Finalmente raggiungiamo i 1000 delle beta e iniziano a considerare la gravidanza. Nel frattempo, visite dopo visite, iniziamo a vedere due camere.

Che dire, io e mio marito non ci credevamo mica, finalmente il sogno si avverava ma io stavo avendo tanti problemi. Il liquido si era sparso dappertutto, anche nei polmoni e avevo problemi respiratori.

Ma resistevo perché quella gravidanza l'avevo desiderata troppo! Oltre alle camere si vedono anche due puntini e poi.. e poi ci dicono che c'è una terza camera!

Erano tre, tre piccoli che mamma e papà avrebbero amato più di sé stessi. Avevamo pianto giorno e notte per averli e finalmente erano lì.

Passano 20 giorni, esco dall'ospedale e mi dicono di fare riposo assoluto, di stare "allettata" perché era una gravidanza a rischio.

Passavo i mesi a fare visite ogni 15 giorni e quei tre piccoli crescevano tanto, anche più del dovuto, erano dei guerrieri insieme a questa mamma che si limitava di "vivere" pur di portare avanti la gravidanza.

A gennaio minaccia d'aborto, ma imperterrita supero anche quella. Arriva febbraio, festeggio il compleanno da futura mamma e poi durante la visita si accorgono che l'utero si era accorciato, così l'indomani tampone vaginale e mi preparano per un cerchiaggio. Cerchiaggio che non viene fatto nonostante io sia ricoverata in ospedale. Passo 22 giorni in quell'ospedale che ormai era quasi casa per me!

La perdita del primo bimbo

Arriva il 3 marzo e due contrazioni si fanno sentire e subito dopo le acque si rompono. Un piccolino si era spinto troppo in basso, e tra una contrazione e un'altra si aspettava che uscisse. Ero già a 19 settimane, passa la notte, arriviamo a l'indomani mattina e ancora niente. Così decidono di "tirarmelo fuori" simulando un parto, ma in realtà ricordo ancora i dolori di essere tagliata e quelle pinze che sembrava mi stessero strappando via tutto.

Finisce quell'incubo e gli altri due restano dentro per miracolo, ma le contrazioni non sono passate, passano i giorni e le contrazioni sempre a 4/5 minuti forti che non mi davano tregua. Non mangio, sono senza forze, su quel letto bloccata e quella gioia che piano piano svaniva.

I miei piccoli si facevano sentire sempre e mi davano quella forza di andare avanti anche quando un giorno avevo detto a mio marito che avrei mollato tutto se non fossi riuscita a portare alla luce la gravidanza.

La perdita degli altri due piccoli

Purtroppo il 9 di marzo si rompe un altro sacchetto e questa volta faccio un vero e proprio parto ed escono tutti e due. Ero alla 20esima settimana e tutto si finì.. stavo rischiando la mia vita, la rianimazione era pronta, subito trasfusione di sangue e plasma ma io non reagivo, io me ne ero andata insieme a loro e forse non sono ancora tornata del tutto.

Per me è stata una sconfitta personale non riuscire a tenerli li con me, piango ancora tutti i giorni perché per una volta eravamo felici e invece non sono stata così forte da superare tutto, non mi importava di rischiare la mia vita, volevo i miei piccoli che da sempre sentivo di essere tre maschietti e così fu.

Ogni giorno mi sveglio con una speranza nel cuore

Volevo dire a tutte che una perdita del genere e le sofferenze subite non si scorderanno mai, ma ogni giorno mi sveglio con la speranza che un giorno potrò nuovamente provare quell'emozione e finalmente avere tra le braccia un bambino mio. Per adesso ho dato una svolta grazie alla new entry in casa, quella che io considero una figlia ma "pelosa", la mia Diana di appena 5 mesi che mi da un motivo per alzarmi la mattina, che mi impegna le giornate, che si mette sopra di me appena sente il mio pianto.

Piccoli mie non vi scorderò mai

Volevo dire a tutte che in queste situazioni si pensa di non farcela ma dentro so di potercela fare e che prima o poi il sole tornerà a splendere perché non può piovere per sempre, quindi facciamoci forza! Siamo Donne e non possiamo abbatterci, siamo già noi una forza, andiamo avanti che qualcosa di bello succederà anche per noi.

Ciao piccoli miei non vi scorderò mai.

Questa esperienza ci è stata raccontata da Francesca

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