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Sindrome di Turner e igroma cistico settato. Ho dato vita eterna ad un angelo

di mammenellarete - 07.01.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ero felice poiché aspettavo una bambina. Ma purtroppo i medici diagnosticarono sindrome di Turner e igroma cistico settato e mi dissero che aveva poche possibilità. La piccola non ce l'ha fatta. Mi auguro con tutto il cuore che tutte le mamme in una situazione simile alla mia possano abbracciare vivi e sani i loro figli. Nessun altro figlio, se ne avremo altri, potrà mai sostituirla.

Dopo due settimane di silenzio, ho deciso di buttare fuori il mio dolore, per non permettergli di consumarmi dentro... Tutto ebbe inizio quest'estate, dopo il lockdown e la pandemia, capimmo che, nonostante tutte le difficoltà della vita, allargare la nostra famiglia con un altro figlio sarebbe stato il regalo più prezioso.

Avevemo già il nostro ometto di 7 anni e mezzo e dopo varie chiaccheratine fatte con lui riguardo ad un/una eventuale fratello/sorella capimmo che era anche un suo grande desiderio condividere la vita in famiglia con un altro bambino/a. Io ero ancora un po' spaventata perché il primo parto non fu proprio una passeggiata: 22 ore di travaglio ed epsiotomia, ma decisi di essere ottimista e pensai che ne sarebbe valsa la pena di soffrire un giorno intero di parto pur di rivivere questo meraviglioso percorso ed essere di nuovo mamma.

Il giorno di Ferragosto feci il primo test: 2 linee perfettamente marcate, positivo! Per l'emozione mi bloccai, ero felice ma anche molto impaurita, non riuscivo a gioire! Corsi in camera da letto da mio marito per dargli la splendida notizia! Lui era pazzo di gioia, lui voleva questo figlio molto più di me (lo dico perché inizialmente i miei sentimenti erano confusi, nel mio cuore più di tutto regnava la paura).

Il giorno dopo comprai il test Clearblu che mi indicò 2/3 settimane di gravidanza. Feci poi anche le beta e i primi esami che risultarono essere a posto. Cercai subito online il calcolatore per la data presunta del parto: era intorno al 25 di aprile 2021. Rimasi ancora più delusa immaginandomi che non sarei potuta andare al matrimonio di mio fratello: sentivo come se l'avessi fatto apposta... era da tanto che aspettavo di andarci, doveva essere il 20 di giugno del 2020 ma, a causa della pandemia, lo spostò al 17 aprile 2021.

Glielo dissi fra le lacrime che sarebbe diventato di nuovo zio, perché pensavo di deluderlo.Comunicammo poi a tutti i familiari più stretti la splendida notizia. Passò solo una settimana ed iniziarono delle fortissime nausee, mi sembrava costantemente di essere sulle montagne russe, finché la ginecologa mi prescrisse un farmaco che fu la mia salvezza.

Sentivo spesso dei piccoli crampetti alla pancia, ma pensai che fosse normale, soprattutto nel primo trimestre. Un altro sintomo che ebbi fu un forte dolore alla schiena, molto frequente nel primo trimestre. A nove settimane feci la prima ecografia, risultava tutto in ordine, il suo cuoricino batteva forte! Non immaginavo nemmeno lontanamente a cosa sarei andata incontro da lì a poco...

Mi fu detto di fare il Bitest, lo vidi come un semplice esame di routine, non mi preoccupava minimamente... Ma un segno ora che ci penso c'era stato... ogni volta che chiamavo, non riuscivo a prendere l'appuntamento... dopo circa una settimana di tentativi riuscii a prenderlo per l'otto ottobre del 2020, data in cui iniziò il mio calvario....

A dire la verità posso dire di aver avuto anche un sogno premonitore, sognai questo/a bambino/a nudo,con solo il pannolino nella culla, senza coperte e in mezzo ad una bufera di vento, con me e suo fratello accanto alla culla che cercavamo di proteggerlo in tutti i modi. Sapevo da mia mamma che sognare qualcuno nudo vuol dire malattia... ma non volli darci peso, sperai che fosse solo un incubo.

La mia storia

Quando mio figlio seppe che sarebbe diventato il fratello maggiore non ci credeva, era felicissimo, mi accarezzva spesso la pancia e dava molti bacetti, era di una tenerezza unica... Io desideravo avere una femminuccia visto che il mio principe già ce l'avevo, dentro di me pregavo sempre che fosse sano/a, ma non me ne preoccupavo più di tanto,l a salute la davo un po' per scontata. All'appuntamento del Bitest avevo già 12 settimane di gravidanza.

La vidi sul monitor ed il mio cuore sussultò di gioia. Fu in quel momento che riuscii a rallegrarmi e capire il miracolo che avevo dentro di me, ma durò pochi secondi perché il dottore fece un faccia strana e mi disse che la situazione non era per niente buona, il feto aveva un igroma cistico dietro la nuca di dimensioni importanti... mi disse che era inutile fare anche il prelievo perché la situazione era brutta, disse che dovevo fare subito la villocentesi perché c'era il rischio di trisomie e di malformazioni cardiache o chissà di quale altra cosa, che il suo cuoricino prima o poi avrebbe smesso di battere...

La prognosi sua e di altri medici era del tutto negativa, mi consigliarono di abortire. Ma noi non potevamo nemmeno concepire l'idea di uccidere la nostra piccolina, per nessuna ragione, la amavamo già con tutto il cuore. Per non fare soffrire suo fratello gli raccontammo che non eravamo sicuri che il fratellino/sorellina sarebbe arrivato, gli dicemmo che era stato uno sbaglio, così se le cose si fosse conclusa nel modo positivo gli avremmo fatto una bella sorpresa. Feci la villocentesi e dopo 4 giorni la genetista mi chiamò per dirmi che non aveva le trisomie ma la sindrome di Turner e che quindi era una femminuccia.Non l'avevo mai sentita nominare questa malattia, ci informammo bene e capimmo che non era il peggio del peggio...

Semplicemente avremmo dovuto farle fare tanti controlli, avremmo dovuto somministrale l'ormone della crescita e non avrebbe potuto avere figli, ci accontentavamo comunque, ci aggrappavamo a qualsiasi speranza...Tramite un uomo di buon cuore arrivammo dal più esperto professore di malformazioni fetali che decise di seguirci per il resto della gravidanza in quanto ha un'associazione dedita a ciò... Stabilì che l'avrebbe controllata ogni 2 settimane, per vedere come sarebbe evoluta la crescita dell'igroma.

Già sin dalla prima visita ci fece capire che la situazione era tra quelle che non sarebbero finite bene, perché quest' igroma presentava un doppio contorno ed era anche settato. Ci disse che solo in un miracolo potevamo sperare e noi fino all'ultimo ci sperammo. Ci vide per 2 mesi... ogni 2 settimane io pregavo e piangevo sempre prima della visita perché avevo tanto timore che la situazione precipitasse sempre più. La pancia continuava a crescere, misi su 7 kg, cercavo in tutti i modi di nasconderla sotto larghi vestiti per non destare sospetti a suo fratello.

Proprio nel momento in cui avrei dovuto sfoggiarla con fierezza e gioia, dovevo inghiottire lacrime di dolore pensando che l'avrei persa da un momento all'altro, è una sofferenza atroce che non auguro al peggior nemico. La chiamammo Maria, consacrata al cuore della Vergine Santissima, con la speranza che si sarebbe sempre presa cura della mia piccola. Mercoledì 23 dicembre all'ultima visita ci fu data la dolorosissima notizia:"Non c'è più battito". La mia principessa era arrivata a 22 settimane più 2 giorni.

Nonstante fossimo consapevoli che poteva succedere non eravamo pronti. Nell'udire la notizia rimasi ammutolita su quel lettino, impietrita guardando scendere le lacrime sul volto di mio marito sotto la mascherina. Cercai di essere forte per lui e per tutta la sera fu come se non provassi alcun sentimento. Mio figlio l'avevo già preparato... gli dissi che forse un giorno la mamma sarebbe andata per poco tempo all'ospedale per farsi le punture alla schiena che le faceva tanto male.

Il borsone con tutto l'occorrente era già pronto in macchina da più di un mese. Anche la tutina ed il cappellino che le avevo comprato insieme ad una copertina in cui avvolgerla c'erano. Il momento in cui li comprai, con la morte nel cuore, fu il più brutto della mia vita in assoluto, ma mi feci forza perché non volevo che il suo corpicino nella bara fosse depositato nudo.La amavo più di tutto e avrei attraversato ogni tempesta per lei.

Fui ricoverata quella sera e la mattina del 24 dicembre mi fu indotto il parto. Dopo circa 8 ore dolorose di travaglio la partorii, ma ci fu bisogno anche del raschiamento perché la placenta non era intera. Dopo tutto il calvario cercai di farmi tanta forza per cercare di rimettermi subito e tornare a casa per passare il Natale insieme a mio figlio. Sapevo che lei era un angelo tra le braccia della Madonna e che sicuramente ora stava bene, anche se noi eravamo e siamo a pezzi.

Il 30 dicembre ha ricevuto il battesimo di desiderio e le abbiamo fatto il funerale. Forse domani riuscirò a passare al cimitero per metterle dei fiori freschi. Mi auguro con tutto il cuore che tutte le mamme in una situazione simile alla mia possano abbracciare vivi e sani i loro figli. Nessun altro figlio, se ne avremo altri, potrà mai sostituirla. Abbiamo trascorso 23 settimane di infinito amore e tristezza, non mi pento di nulla, so di aver dato vita eterna ad un angelo in paradiso. Mamme vi prego, non abortite mai i vostri figli!

di una mamma 

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