Home Storie Voglio un figlio

Infertilità e Fivet. Il mio miracolo

di mammenellarete - 29.10.2020 - Scrivici

neonato
Fonte: Shutterstock
Dopo tanti anni di infertilità, sono riuscita a diventare mamma dopo il quarto tentativo di Fivet. Vi racconto la storia dell'arrivo del mio miracolo.

Avevo 19 anni quando iniziani a provare a diventare mamma. Passarono i mesi e niente, ogni mese arrivava il ciclo. All'inizio non mi preoccupai: pensavo fosse normale che dovesse passare un po' di tempo. Dopo ormai 6 mesi, iniziai a preoccuparmi, andai dal medico di famiglia per farmi prescrivere le analisi necessarie.


Feci tutto nel giro di un mese ed era tutto okay, il medico mi disse che era normale provare fino a un anno e mezzo. Infatti passarono due anni e convinsi mio marito a fare l'esame della spermiogramma. Venne fuori che i suoi spermatozoi erano troppo "deboli", che morivano per "strada" e che la possibilità di rimanere incinta era troppo bassa.


Mi cadde il cielo in testa, non riuscivo a credere di avere pochissime possibilità di diventare mamma. Era il mio desiderio più grande, il mio sogno. Quanto piangevo ogni mese, quando arrivava il ciclo. Era una delusione. Decidemmo con mio marito di provare e di sperare fino ai miei 25 anni per una gravidanza. Ci buttammo sul lavoro, che era la nostra "consolazione". Arrivammo a festeggiare i miei 30 anni.


Le mie sorelle mi parlarono della fivet, erano informate su come funzionava e su quanto costava. Così parlammo a lungo e valutammo ogni conseguenza. Ci registrammo nell'ospedale vicino a noi, nel quale ci dissero che i tempi erano lunghi, così prendemmo la decisione di essere seguiti privatamente.


La prima volta era tutto nuovo per noi. Facemmo tanti esami e spendemmo tanti soldi, ma eravamo fiduciosi. Fu un percorso difficile e stressante soprattutto per me. Tra visite e tanti medicinali, io speravo tanto in una gravidanza. Invece niente... tutto negativo: la prima, la seconda e la terza volta, tutto ciò nel giro di due anni. 


Ero devastata, mio marito mi disse "basta": perché ormai non arrivava, era meglio lasciare perdere. Non riuscivo a darmi pace e non volevo rassegnarmi: era il mio sogno più grande, non poteva finire così. Poi un giorno incontrai una conoscente, che mi disse che era incinta e mi raccontò che aveva fatto la fivet. Mi disse anche il nome della ginecologa. Io parlai con mio marito, gli dissi che questa era l'ultima volta che ci provavo. Così, feci un po' di ricerche in Internet e trovai la clinica dove lavorava la ginecologa.

La contattai e presi un appuntamento: me lo diedero dopo 10 giorni, non vedevo l'ora: ero in ansia e speravo tanto. Arrivò il grande giorno: il 12 gennaio 2016 parlammo, io spiegai la nostra situazione e da quel giorno iniziò la mia quarta preparazione per la fivet. Prenotai tutti gli esami e ad aprile iniziai la terapia, il 22 maggio 2016 entrai in sala operatoria dove mi prelevarono ovociti. Dopo tre giorni andai di nuovo in sala operatoria per il trasferimento degli embrioni. Dopo 15 giorni dovevo fare l'esame dell'hcg per vedere come era andata. Furono due settimane lunghissime...

Infertilità e Fivet. Il mio miracolo

Arrivò il grande giorno: l'11 giugno 2016. Non dimenticherò mai la telefonata della ginecologa: "Signora, ce l'abbiamo fatta". Non riuscivo a crederci, ero felicissima. Mi fissò il giorno per la prima ecografia tre settimane dopo, l'8 luglio. Il giorno 7 andai in bagno a fare pipì e, mentre tornavo in ufficio, mi sentii "calda". Tornai in bagno e vidi sangue. Mi crollò il mondo addosso.


Chiamai la ginecologa, che mi disse di andare subito in clinica. Mi fece l'ecografia interna. Ero piena di sangue. Mi prescrisse punture di progesterone. Bisognava aspettare e sperare.


Tornai da lei dopo una settimana. Ero sicura che ci fosse perché avevo sempre il senso di vomito, la dottoressa confermò che c'era solo un embrione (avevamo deciso di trasferirne due). Ecco spiegata l'emorragia: uno non c'era più. Ogni 5 settimanenandavo a fare un controllo. Alla 11esima settimana mi dissero che avevo la placenta bassa.


Speravamo che salisse e invece non si muoveva. Alla 19esima settimana la dottoressa mi disse "placenta previa centrale". Dovevo stare attenta non fare sforzi e soprattutto dovevo correre al pronto soccorso nel caso di perdite rosse. Altro che dolce attesa! Ero sempre stressata e preoccupata, speravo di arrivare alla 36esima settimana.

Il tempo non passava quasi mai, ero tutto il giorno a casa. Alla 25 settimana avevo tutto pronto: avevo comprato, lavato e stirato tutto, in attesa dell'arrivo del piccolo. Il 18 gennaio stabilirono la data del cesareo. Il 27 gennaio è nato il mio miracolo. 

di Rubi 
 

(storia arrivata come messaggio sulla pagina Facebook di Nostrofiglio.it)

Vuoi scriverci la tua storia? Manda una email a redazione@nostrofiglio.it

TI POTREBBE INTERESSARE