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Cisti ovariche e infertilità. Mia figlia, il mio miracolo

di mammenellarete - 14.01.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Dopo vari interventi a cisti ovariche, i medici mi dissero che non potevo avere figli. Finché, anni dopo, un giorno scoprii casualmente e mentre ero a lavoro di essere incinta. Crollai letteralmente a terra, piansi, risi, poi gridai forte: "Sono incintaaaaa". Ora ho una stellina di ben 8 mesi, la mia Cristiana. Care donne, fidatevi.
Sono Bianca e ho 33 anni. La mia storia comincia nel 2013, quando ebbi il primo intervento laparoscopico alle cisti ovariche. Dolori atroci, svenimento, nausea, non capivo cosa fosse, non avendo nessun rapporto con nessuno ed essendo da sola. Il verdetto fu dato dal dottore. Mi sottoposi al primo intervento, poi al secondo nel giro di 2 anni. Tutto okay fino a quel momento. 
 
Nel 2017 conobbi mio marito, gli spiegai il mio dolore e cosa era successo. Fu comprensivo con me, mi chiese di sposarlo, gli avevo detto che non potevo avere dei figli. Mi aveva guardato negli occhi e mi aveva detto che c'erano altre possibilità di concepire un figlio tanto desiderato, facendo una FIV.
 
Dopo il matrimonio facemmo varie analisi sia lui che io, i suoi esami erano migliori dei miei. Vari dottori mi confermarono che non potevo avere dei figli. Arrivai al punto di pensare che stavo diventando pazza. Brancolavo nel buio. Mi dissi che se quella era la croce che dovevo portare, l'avrei dovuta accettare. Come si può immaginare il mio umore non era dei migliori. Lo stress era ancora più forte, vedevo ad ogni passo donne incinte. Tutti mi chiedevano spesso: "Quando vi decidete a fare un figlio?".

Infertilità. Mia figlia, il mio miracolo

Ma dentro di me bruciavano le lacrime, nessuno sapeva quanto dolore sentivo. Andammo a fare il viaggio di nozze, ci divertimmo. Tornati, provammo a fare davvero di tutto per avere un figlio. Rientrai a lavoro, i miei colleghi mi furono vicini. Mi accorsi che avevo due settimane di ritardo del ciclo guardando il calendario sul telefonino. I brutti pensieri tornarno nella mia mente, pensai a un altro intervento. "Dio, non è possibile", pensai.

La mia collega di lavoro mi disse: "Vai in farmacia, prendi un test e fallo. Non ti cambia niente, ma almeno sei tranquilla". Le dissi subito di no, perché  non volevo fare un altro test negativo. Sarei rimasta troppo male. Alla fine speranzosa e con le dita incrociate andai a prendere il test. Rientrai e lo feci.

Nel giro di 5 minuti il locale si riempì di gente. Lavoro in un benzinaio. Dimenticai di guardare il test. Poi mi ricordai e mi dissi: "Ma vediamo un po'". Lo aprii piano piano e vidi due righe rosse. Crollai letteralmente a terra, piansi, risi, poi gridai forte: "Sono incintaaaaa". Non feci caso neanche al fatto che il locale era pieno ancora di gente. Tutti mi guardarono in maniera strana, non capendo la mia felicità. Ora ho una stellina di ben 8 mesi, il mio soffione, la mia Cristiana. Care donne, fidatevi, un grosso abbraccio.

di Bianca

(storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook)

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