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Aborti spontanei ripetuti. Vi racconto il mio dolore

di mammenellarete - 25.10.2021 - Scrivici

embrione
Fonte: Shutterstock
Dopo vari aborti spontanei ripetuti e tanto dolore, ho avuto il mio bambino a 35 settimane con cesareo d'urgenza perché podalico, dopo tre giorni di contrazioni. Si vede che sentiva il mio bisogno di tenerlo tra le mie braccia.

Nel 2016 partorisco la mia Arianna, parto naturale, 3 chili e 250 di amore puro. Arrivata subito, senza neanche accorgermene… Ero dell'idea di lasciarla figlia unica, perché faccio la maestra e di bimbi pensavo di averne abbastanza. Ma Arianna è una donnina e aveva bisogno di compagnia… così nel settembre 2019 scopro di essere incinta. Dopo 4 settimane però, subisco un aborto spontaneo… Lì per lì ho sofferto, ma mi sono ripresa subito…

Passano i mesi. Sento fastidio allo stomaco, arriva San Valentino 2020. Faccio il test: incinta… felicità alle stelle, lo dico a mio marito durante la cena; sembra tutto normale, a parte la forte nausea. Faccio la prima visita a sei settimane e si sente il battito. Ma sembra ci siano due sacche. Siamo in piena pandemia: ansia al massimo, malati ovunque…

Altra visita: il mio ginecologo senza parole, non riesce quasi a dirmelo. Non c'è più battito, cado in preda allo sconforto, vorrei il raschiamento subito, ma proviamo ad aspettare che scenda per via naturale… e così avviene… ma dopo altre due settimane.

4 Aprile 2020. A casa. Dolori assurdi, forti perdite, emorragia che non si ferma e corsa in ospedale. Mi operano d'urgenza e mi fanno due sacche di trasfusioni. Questa volta è stata dura. Avevo già anche il panciottino pronunciato… ho pianto tanto… ma a casa avevo la mia Arianna vicino. Lei, la mia forza, e mio marito, che ha sofferto con me.

C'era il "lock down", tutti a casa. Ho sempre lavorato comunque, anche dall'ospedale rispondevo alle e-mail dei genitori e correggevo compiti. Per me è stato meglio così, a casa poi mi sono ripresa fisicamente, anche se poi ho fatto i conti con le mie paure… Vacanza. Misano Adriatico… Relax… ma avevo un pensiero fisso: volevo dare un fratellino o una sorellina alla mia Arianna…

Aborti spontanei ripetuti. Vi racconto il mio dolore

Settembre 2020: sono incinta. Ansia. Paura. Resto a casa da lavoro per gravidanza a rischio… Chissà se la porterò a termine. Facciamo test Dna, visite di controllo… la gravidanza parte bene. Ma mi faccio seguire da una psicologa… È tutto regolare fino a gennaio 2021, quando la mia migliore amica perde il proprio bambino durante il travaglio… è lontana, è a Napoli.

Non posso fare nulla… il covid ci costringe nelle nostre rispettive regioni. Io accuso il colpo psicologicamente. Cerco di starle vicino per quel che posso. La mia pancia sta bene comunque, ma dopo due settimane anche un'altra mia cara amica vive una situazione orribile.

Partorisce il suo bimbo con cesareo d'urgenza, ma il suo angioletto non ce la fa… e muore qualche giorno dopo. Sono senza parole. Porto avanti il mio pancione tra ansie e paure. Piango tutti i giorni, faccio pensieri assurdi. Sento il mio pancione sempre più pesante… passano i giorni, sembro serena, ma non lo sono.

Partorisco il mio Andrea a 35 settimane… con cesareo d'urgenza perché podalico, dopo tre giorni di contrazioni. Si vede che sentiva il mio bisogno di tenerlo tra le mie braccia. Il mio piccolo Principe sta bene, dopo tutto quello che ho superato. Ma dentro soffro ancora tanto per i miei aborti, per i lutti delle mie amiche. Soffro per loro e prego il Signore perché anche loro possano vivere la mia stessa gioia… dopo tanto dolore.

di Carmen
 
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