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Secondo figlio: tra lacrime e buio, dopo 5 anni arriva la luce

di mammenellarete - 08.03.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Questa è la storia di una mamma che ha vissuto diversi aborti e tra momenti di buio e lacrime alla fine vede la luce

In questo articolo

Secondo figlio: tra lacrime e buio, dopo 5 anni arriva la luce

Sono una donna di 39 anni, felicemente sposata da 14. Il mio sogno è sempre stato quello di diventare mamma.
La mia prima gravidanza è stata tranquilla fino a 8 mesi poi, per complicanze ho avuto un parto cesareo d'urgenza ma, ringraziando Dio è andato tutto bene.

Seconda gravidanza

La mia seconda gravidanza era iniziata molto bene, tra ecografia e controlli ero arrivata a 4 mesi, ma un giorno mi sono sentita strana, nessun dolore o perdite, solo intuito.
Chiamo il mio ginecologo per andare a fare una visita e lui mi dice con tanta freddezza che non c'era più battito. Purtroppo la mia piccola non c'era più.
Faccio il raschiamento e con il cuore spezzato, indosso una maschera con un finto sorriso e torno a casa dalla mia piccola che aveva bisogno di me.

Terza gravidanza

Passano un po' di mesi e riscopro di essere incinta. La mia terza gravidanza, io strafelice ma piena di paure.

Ma le mie paure si trasformano in realtà, il battito del cuore del piccolo nella mia pancia si ferma di nuovo. Non ho saputo il sesso, ma questa terribile esperienza mi distrugge mentalmente al punto di non voler più avere altri figli e di vivere con un macigno dentro.

Quarta gravidanza

Passa un anno da quell'aborto e rimango incinta di nuovo. La mia quarta gravidanza non cercata. Non mi aspettavo niente, mi affido a Dio. 
Tra riposo e ovuli arrivo al quinto mese e la gravidanza procede bene, ma il giorno prima della strutturale perdo la gravidanza. Niente battito.

Ma come era possibile! I medici mi chiedono di indagare sulla questione ma io ero sconvolta e annebbiata e dissi di non volere, senza sapere perché.

Io sempre più convinta che per il Signore Dio non dovevo più diventare mamma, era diventata la mia unica giustificazione.

Ma arriviamo all'anno più brutto della mia vita, si perché se fino adesso il mio cuore si era spezzato arriva l'anno dove il mio cuore si spegne.
Io e mio marito decidiamo di avere un figlio abbiamo pensato che dopo tutto il dolore che abbiamo avuto una gioia la meritavamo.

Quinta gravidanza

Rimango incinta per la quinta volta, una gravidanza tra nausea e ferro basso ma è un bel maschietto. Tutto bene, vado avanti controlli frequenti ed ecografie ogni 20 giorni, vado avanti proseguo alla grande arrivo ad 8 e mezzo. Con taglio cesareo nasce il mio bambino, bello come il sole, due occhi grandi e delle belle corde vocali, si perché urlava tanto.

Mi portano in camera e viene il primario del nido che mi dice che il mio bambino ha un po' di anemia, (non me lo portano in stanza) ma che sta bene mangia e piange. Io mi tranquillizzo ma voglio andare a vedere il mio bambino.
 
Mentre sto per alzarmi dal letto per andare al nido vengo fermata dalla mia ginecologa che mi dice che al di fuori del taglio cesareo ho avuto anche un piccolo intervento e non posso alzarmi perché il dolore sarebbe stato ancora più forte. Erano passate appena due ore. Io provo ad alzarmi ma, credetemi non ci riuscivo, il dolore era intenso.

Chiamo il nido per sapere del mio piccolo mi passano l'infermiera che si stava occupando di lui e con tono molto dolce e amorevole mi dice che piange sempre e mangia. Io mi faccio una risata. Nel frattempo io cerco sempre di rialzarmi ma con scarsi risultati.

Ore 23.59 squilla il mio telefono, era il nido. Mi dice - signora lei è sola in stanza? Non c'è nessuno che fa la notte con lei? - io rispondo di no perché non è ho bisogno, mi staccano dicendomi - va bene.

Dopo quella telefonata non so cosa mi passa per la testa ma chiamo subito mio marito e gli dico di venire subito perché c'è qualcosa che non va.

Metto i piedi a terra e mi alzo di botto. Nel farlo, strappo i punti finali del cesareo da entrambi i lati, ma non accuso il dolore, so solo che devo correre nel nido. Nel frattempo che prendo per una mano il catetere e nell'altra il lavaggio arrivano due infermiere con la sedia a rotelle. Mi fanno sedere e ci avviamo per il corridoio.
Quando mi giro verso le infermiere e chiedo cosa stesse succedendo, mi mette una mano sulla spalla e mi fa una carezza. Io capisco che qualcosa è successo e rimango in silenzio, entro nel nido e mi trovo davanti il primario del nido e le infermiere tutte in fila davanti a me e il primario mi dice - signora suo figlio è stato un guerriero ma purtroppo il suo cuore si è fermato e in quel momento anche il mio cuore si è fermato.

Io sola in quel corridoio lungo e freddo sento solo le mie urla che rimbombano, dopo 5 minuti si aggiungono anche quelle di mio marito che aveva capito dalle mie urla strazianti che il nostro piccolo nn c'era più. Rimango nel nido con il mio bambino tra le braccia, lo vesto, gli metto la tutina bella e lo stringo a me.
Mi viene chiesto di fare l'autopsia, rispondo di no anche se in quel momento dico sempre di no, sto male, nn capisco niente sono morta con lui.
Faccio il funerale, torno a casa la mia vita è distrutta, mia figlia che sa tutto perché ha 7 anni non parla nn mi chiede nulla piange e mi asciuga le lacrime. Io che cerco di andare avanti ma è difficile. Notti insonnia e depressione che ormai vivevano con me.
Ora ho imparato a convivere con lei.

Dopo 5 anni di buio, la luce

Sono passati 5 anni da quel giorno, sopravvivo con questo dolore, ma non sono più nel buio, non mi faccio buttare giù dalla depressione. Combatto e vado avanti.
Dopo 5 anni ho avuto una splendida bambina, che adesso ha 2 anni e l'ho chiamata come il fratellino.
Il mio bambino vive con me nel mio cuore e lo amerò sempre.

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