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Resto incinta ben 600 km lontana da casa: così si realizza il mio sogno

di mammenellarete - 19.03.2014 - Scrivici

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Il nostro tesoro è arrivato prima di quanto sperassimo, è stato praticamente lui a dircelo, visto che né io, né il suo papà ce ne siamo accorti! Convivevamo già da qualche anno e, più che a pensare a fare una famiglia, abbiamo pensato a comprare una bella casa, a lavorare duro e a concederci qualche viaggio. Quando sembrava il momento giusto, avevo infatti sospeso la pillola su consiglio della ginecologa che mi segue da sempre, arriva la classica doccia fredda: mi spediscono dal lavoro una lettera di trasferimento! Di lì a 15 giorni vado a lavorare a 600 km da casa! Decidiamo, visti i tempi, di provare e di non arrendermi subito, ma non ho una casa né altro e soprattutto sono sola.

La mia vita in quei cinque mesi cambia, lavoro sodo come sempre e mi faccio ben volere da tutti, anche se mi chiamano "la napoletana" (e io non sono del sud...). Paradossalmente si rafforza il legame con il mio compagno, siamo uniti più che mai.

 

Sotto le scale della minuscola casa in cui stavo, c'era una Madonnina con un viso dolcissimo, era lei che salutavo la mattina presto e che rivedevo alla sera, è a lei a cui non accorgendomene, ho rivolto qualche preghiera...

 

Arriva Pasqua e scendo a casa, mia madre mi vede diversa, ma non domanda nulla, io so solo che mi sento stanca (penso che sia dovuto ai viaggi, allo stress) ed ho il seno gonfio. Il mio compagno mi accenna vagamente ad un sogno che aveva fatto qualche settimana prima, a un bimbo sorridente che gli dice che sarebbe arrivato presto...

 

Facendo due conti, decidiamo di fare il test: è positivo e sono incinta di sette settimane! Da quel momento in poi solo gioia! Sebbene le mie ovaie policistiche ed il ciclo da sempre ballerino, è bastata una sola volta, un solo tentativo.

 

Era un sabato pomeriggio, subito dopo siamo andati al cinema, abbiamo cenato con un gelato buonissimo e dei panzerotti fritti spettacolari. Rientrati a casa mi sono sentita male ma ho pensato che fosse dovuto a quello che avevo mangiato (-;

 

Ho vissuto la gravidanza come un immenso dono, mi sono goduta ogni giorno e sembravo di stare in uno stato di grazia paradisiaca. Ci sono stati problemi, che conoscevo benissimo e di cui non parlo molto, ma li ho affrontati con coraggio e con il sorriso che mi contraddistingue.

 

Anche quando, in sala operatoria durante il cesareo, sono entrati due ematologi (uno per me ed uno per il mio bambino) non mi sono persa d'animo, ho lottato ed ho pensato solo a lui. Alla fine è andato tutto bene e tutti mi hanno fatto i complimenti!

 

La ripresa è stata lampo, tutti dicevano che a partorire è stato il mio compagno e non io!

 

Ora il nostro tesoro ha tre mesi, è bellissimo e soprattutto uguale a quel bimbo che aveva sognato suo papà!

 

Per quanto riguarda me, non so cosa sarà del mio futuro lavorativo, di sicuro voglio che la nostra sia una famiglia unita... e lo siamo più che mai!

 

di Rita

 

(messaggio arrivato per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

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