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Raschiamento annullato: c'è battito!

di Saby - 25.02.2014 - Scrivici

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Ho desiderato un figlio ancor prima di sposar mio marito, amavo i bambini e non vedevo l’ora di averne uno tutto mio, da amare, coccolare, accudire, un bambino che mi avrebbe chiamato mamma e che io avrei chiamato figlio. Appena sposata, pur avendo un lavoro che toglieva molto tempo a casa e famiglia, ho messo il desiderio di maternità al primo posto e con mio marito ho deciso di provarci. Il mio test gravidanza segnò subito positivo ma quel piccolo feto non è mai diventato bambino perché un aborto spontaneo mandò mi frantumi i miei sogni. Riproviamoci, la prossima volta andrà meglio, ma ogni volta la mia gravidanza si interrompeva e per una donna è davvero dura accettare aborti spontanei quando desidera fortemente un figlio.

Poi la decisione, andiamo da un dottore!

I dottori però non sono tutti uguali e i primi consultati non son riusciti a risolvere il mio problema, nessuna risposta certa, ipotesi su ipotesi, e io inerme e spaventata cominciavo a perdere le speranze.

I mesi passavano, passò un anno, poi un anno e mezzo, niente cambiava, nessun bambino, nessun pancione, solo aborti spontanei, gravidanze interrotte, figli mai nati che ancora porto nel mio cuore, che ancora rimpiango, che ancora sogno, figli miei, che porto nel cuore ma di cui non saprò mai il colore degli occhi, il profumo della pelle, bambini a cui non ho mai dato un nome e nemmeno un volto.

Poi la svolta, poi il dottore pagato profumatamente che ha risolto tutto per magia. “Signora, lei ha una semplice infezione, vedrà che tra qualche settimana aspetterà un bambino”

Comincio la mia cura, le tre settimane passarono, ma un giorno per una perdita di sangue improvvisa mi recai in ospedale. Quanto dolore, quanta paura, quanto coraggio frantumato davanti ai miei occhi quando il dottore di turno, assonnato e un po’ spazientito ci disse a me che avevamo perso quel bambino.

Niente battito, signora, niente di niente, se vuole le faccio un raschiamento!” (Leggi anche, non c'è battito)

Guardavo quel monitor silenzioso, guardavo quella sacca, che a parer del dottore era vuota, eppure vuota a me non sembrava, qualcosa però mi spingeva a crederci ancora, non accettai quel raschiamento e richiamai il mio dottore di fiducia, lui mi aveva assicurato che tutto sarebbe andato bene! Lui mi fissò un appuntamento d’urgenza.

Km su km, ansia, paura, sconforto… arrivo in ospedale, nessuna visita approfondita, ero lì per un favore.

Il dottore aveva poco tempo, io ero in piedi con la borsa ancora al collo, i collant abbassati e il ventre scoperto, io e quel figlio che avevo perso, io e… un battito di cuore. Tum, tum, tum…. ecco cosa ho sentito. Era mia figlia quella, era quel feto che volevano raschiare, era un cuore che batteva e che mi ha reso madre.

“E’ tutto a posto signora, può andare, lei aspetta un bambino!”

Io… Io madre, lui padre, noi famiglia, dopo una lunga attesa, dopo mesi di sconforto, dopo ansie e preoccupazioni avevamo vinto, vinto la nostra battaglia, vinto contro tutto, anche contro le nostre paure.

La mia gravidanza non è stata affatto facile, i nove mesi seguenti sono stati difficili e interminabili, però sono passati, a Luglio di 6 anni fa la mia Angelica è venuta al mondo ed io ho coronato il sogno della mia vita.

Ringrazio ancora la mia famiglia che mi ha sostenuta psicologicamente ed economicamente in tutto il percorso pre e gravidanza, ringrazio mio marito che con me ha lottato senza mai arrendersi, e ringrazio me stessa che non accettando quel raschiamento ho salvato mia figlia.

Lei era mia, ed io l’ho riconosciuta anche se il suo cuore era così piccino e debole da non far rumore.

L’istinto di una madre non sbaglia mai, io non ho sbagliato.

Storia di Raffaella, scritta da Sabina B.

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Due aborti e tanta paura. A mio marito diagnosticano una traslocazione cromosomica bilanciata; era questa che mi causava gli aborti spontanei ripetuti. Pensavamo alla fecondazione artificiale, ma poi…

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