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Mamme con data di scadenza: no alla fecondazione assistita oltre i 43 anni

di mammenellarete - 21.09.2011 - Scrivici

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L'età di accesso alla fecondazione assistita è da sempre al centro di accesi dibattiti, ne è da esempio la vicenda della bimba tolta ai genitori dal tribunale per i minorenni di Torino. La questione è talmente spinosa che da alcuni mesi alcuni specialisti, riuniti a un tavolo tecnico, stanno valutando le proposte per regolare in modo unitario il termine d'età per l'accesso alle tecniche di fecondazione assistita e i limiti dei costi a carico del Servizio sanitario pubblico.

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Il tavolo tecnico, organizzato nell’ambito della Conferenza delle Regioni e presieduto dall’andrologo Carlo Foresta (docente dall’Università di Padova e direttore del Centro di crioconservazione dei gameti maschili dello stesso ateneo), ha presentato un documento che stabilisce il limite d'età della donna a 43 anni.

«Il tavolo tecnico – spiega Foresta – ha il compito di analizzare le problematiche e di proporle alla Conferenza Stato-Regioni» che potrà farle proprie e renderle esecutive. Ogni Regione ha i suoi rappresentanti in questo tavolo tecnico che è stato organizzato presso la commissione Salute, coordinata dall’assessore veneto alla Sanità Luca Coletto. «Ora ci stiamo occupando di questioni tecnico-organizzative – aggiunge Foresta – perché ci sono molte differenze tra le Regioni su come catalogare le attività della fecondazione assistita».

Un vivace dibattito si era acceso tre mesi fa, quando la Regione Veneto ha stabilito di concedere l’accesso, a carico del Servizio sanitario pubblico, le tecniche di fecondazione assistita alle donne fino all’età di 50 anni. «Una decisione – osserva Foresta – dettata da considerazioni di carattere sociale-umanitario, non tecnico-scientifica, ma basata anche sull’osservazione che, secondo i dati Istat, ogni anno in Italia nascono 1200 bambini da mamme di età compresa tra 45 e 50 anni».

L'argomento più difficile da dipanare era senza dubbio quello del limite d'età, i prossimi argomenti al centro dell’attenzione del tavolo tecnico interregionale saranno quello per definire un atteggiamento comune per quel che riguarda sia le tariffe di rimborso per le strutture, sia il limite di trattamenti rimborsabili per ciascuna paziente.

Sulle pagine dell'Avvenire si evidenziava l'importanza di questo limite d'età, ma voi care mamme, cosa pensate, c'è un limite di età al desiderio di maternità? Credete sia giusto porre un termine? In fondo l'aspettativa di vita si è allungata di molto nel corso dei secoli, quindi forse avere un figlio a 50 anni non è poi così diverso da averlo a 30, voi che ne dite?

E non dimentichiamo che stiamo parlando di un termine che ha più valenza economica che scientifica perchè, si sa, pagando anche a 50 anni si può avere un figlio, e allora perchè porre questo limite?

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