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La procreazione assistita in Italia: cosa si può fare

di mammenellarete - 02.09.2011 - Scrivici

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La legge italiana definisce la procreazione assistita come l'insieme degli artifici medico-chirurgici finalizzati al «favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dall'infertilità umana, qualora non vi siano altri metodi efficaci per rimuovere le cause di sterilità o di infertilità».

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Alle tecniche di procreazione assistita possono accedere «coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi». È vietato il ricorso a tecniche fecondazione eterologa e l'eugenetica. L'articolo 14 vieta la crioconservazione degli embrioni, per ridurre il soprannumero di embrioni creato in corso di procreazione assistita. La crioconservazione è però consentita per temporanea e documentata causa di forza maggiore, non prevedibile al momento della fecondazione.

La legge italiana è dunque molto rigida rispetto al tema, per questo molte coppie decidono di andare all'estero per cercare di avere un figlio, non solo per sottoporsi ai trattamenti proibiti in Italia. Delle coppie italiane che si recano all'estero il 60% lo fa per sottoporsi a:

  • donazione di seme
  • donazione di ovociti
  • per la diagnosi genetica pre-impianto

Tutte cose proibite in Italia.

Il dato interessante è che il restante 40% delle coppie va all'estero perché crede che i trattamenti di fecondazione siano più efficaci in paesi dove esiste una legge più liberale.

E tu cosa pensi rispetto alla procreazione assistita? È giusta una legge così rigida?

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