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La procreazione assistita

di mammenellarete - 02.02.2009 - Scrivici

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La procreazione assistita è l’insieme di tecniche mediche che permettono ad una coppia di avere un bambino senza avere un rapporto sessuale. In Italia è regolamentata dalla legge 40, deliberata dal Parlamento nel 2004 e ridefinita in alcuni suoi punti nel 2008. La legge del 2004 definisce le “linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione assistita”. L’articolo 1 ne descrive le finalità: 1. Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito. 2. Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità.

Nel 2008 le modifiche hanno riguardato in sintesi:

 

-la possibilità per le coppie in cui l’uomo è affetto da malattie sessualmente trasmissibili (HIV, epatite B e C) di ricorrere alla fecondazione assistita, in quanto queste malattie causerebbero l’infezione del feto e della mamma

 

-il sostegno psicologico della coppia tramite degli esperti

 

-l’eliminazione di quella parte di legge che limitava l’indagine a quella osservazionale.

 


Ma quali sono le tecniche di procreazione assistita?

 

In genere, l’ inseminazione artificiale viene scelta quando l’uomo non produce la giusta quantità di sperma; gli spermatozoi non riescono a muoversi a sufficienza; vi sono malformazioni fisiche dell’organo maschile, impotenza o eiaculazione precoce.
E’ un’operazione ambulatoriale che permette allo sperma maschile di raggiungere l’utero femminile senza avere un rapporto sessuale. Viene detta inseminazione intracervicale, se lo sperma raggiunge il collo dell’utero e inseminazione intrauterina, se raggiunge il fondo dell’utero.
L’inseminazione viene detta: omologa, se lo sperma utilizzato è quello del partner, o eterologa, se si utilizza lo sperma di un donatore dalla banca del seme.

 

La fecondazione in vitro (F. I. VE. T. ) viene scelta, invece, quando gli spermatozoi non riescono a raggiungere l’ovulo o quando, le tube della donna non sono integre e non sono curabili chirurgicamente.
La tecnica consiste nel prelevare alcuni ovuli dalla donna (a cui spesso vengono somministrati dei farmaci per stimolarne la produzione) tramite una sonda endovaginale e inserirli in una provetta per lasciarli maturare. Lo stesso viene fatto con gli spermatozoi.
Al momento del contatto tra ovuli e spermatozoi, dovrebbe avvenire la fecondazione. Talvolta si applica un ICSI, ossia lo spermatozoo viene iniettato direttamente nell’ovulo.
Dopo due o tre giorni, gli ovuli fecondati (embrioni) vengono introdotti nell’utero per via vaginale, di modo che la gravidanza continui.

 

Vi sono anche altre tecniche di procreazione assistita, come quella che ha scelto la nostra mammanellarete Silvia: il monitoraggio dell'ovulazione.


 

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