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La mia storia dopo un aborto

di mammenellarete - 27.09.2017 - Scrivici

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Fonte: pixabay
Stavamo cercando il nostro bimbo da due anni. Un bimbo che non arrivava. Quando scoprii di essere incinta. La mia gioia durò poco. Il 9 agosto 2016 metà del mio Cuore si è fermato insieme a lui. Il cuoricino del mio bimbo non batteva più. Il mio compagno e mio nipote mi hanno dato la forza per superare il mio lutto. Poco dopo però, ho avuto un'altra gravidanza. Questa volta è andata benissimo! Voglio solo dire a tutte le mamme e future mamme che cercano una gravidanza di non demordere e di non abbattersi perché dopo la tempesta c’è sempre il sole e sarà il sole più bello che abbiate mai visto. 

Salve mamme voglio raccontare la mia storia.

Era il 4 luglio del 2016 quando dopo due anni di tentativi e varie cure ho scoperto di essere incinta.

Quasi non mi sembrava vero, io e il mio compagno eravamo così emozionati finalmente ce l’avevamo fatta!! Chiamai subito il ginecologo e disse di fare le beta, erano basse mi disse di ripetere le analisi dopo quattro giorni e così feci.

Usciti i risultati le beta raddoppiarono quasi, ma il ginecologo mi disse che anche se erano aumentate dovevo comunque aspettare per vedere qualcosa in eco. Dopo un mese finalmente vedo un puntino, quel puntino diventò in un attimo la mia vita! Visto che era la prima prima gravidanza ho cercato di stare il più a riposo possibile, il mio compagno mi aiutava con le faccende domestiche, c’è facevo poco e niente.

Dopo poco più di un mese dalla scoperta di quel puntino andando in bagno mi accorsi di avere delle macchioline e preoccupata chiamai il dottore che mi disse di stare tranquilla e di andare allo studio.

Una volta fatta la visita mi disse che andava tutto bene il suo cuoricino batteva, ma non me lo fece sentire anche se io non vedo l’ora di sentirlo.

Tornai a casa tranquilla ,ma sapevo che c’era qualcosa che non andava, me lo sentivo, stetti a letto per tutto il tempo.

Ho preso tutte le precauzioni possibili, non toccai nemmeno una sigaretta (sono sempre stata una fumatrice accanita), mangiavo solo carne rigorosamente ben cotta ecc.. ma non bastò.

Dopo qualche settimana ebbi di nuovo delle macchie però più intese, questa volta corsi subito in ospedale, li mi visitò una dottoressa (se così si può definire) che mi disse che lei non vedeva assolutamente niente, (ero di 6 settimane).

Io avevo le ecografie che il mio ginecologo mi fece e le dissi: "Ma com’è possibile, io ho visto il suo cuore battere!"

Le feci vedere sulle ecografie il mio bambino, lei insisteva sul fatto che non si poteva definire bambino e neanche feto perché non c’era assolutamente niente. Me lo disse con una freddezza incredibile!

Io ero a pezzi.

Appena uscita dall’ospedale chiamai il mio ginecologo e gli spiegai la situazione.

Mi fece andare subito al suo studio e mi disse che il feto c’era. Mi fece vedere il suo cuore battere, il mio puntino era 8.5 mm. Mi ero calmata ma il fatto di non riuscire a sentire il cuoricino mi dava da pensare.

Dopo due settimane andai allo studio per prescrivere le solite analisi di routine, ma il dottore mi volle visitare lo stesso. Quel giorno mi accompagnarono mia mamma e mia cugina (venne per la prima volta). Mi misi sul lettino, il mio bel pancino di fuori e appena il dottore appoggiò l’ecografo vidi che cambiò espressione. Divenne serio tutto d’un tratto, girò lo schermo e non disse una parola. Uscì fuori e venne con un altro dottore, mi visitò e mi disse che il cuoricino del mio bambino si era fermato.

Non posso mai dimenticare la sensazione che ho provato in quel momento. Ho sentito mancare la terra sotto i piedi. Non ci potevo credere! Dopo aver aspettato tanto ce l’avevamo fatta e in un secondo tutto era svanito.

Ripetevo al dottore di controllare bene, di vedere meglio. Gli dissi che sarei andata il giorno dopo per avere conferma, ma il dottore era convintissimo.

Il 9 agosto 2016 metà del mio Cuore si è fermato insieme a lui (ne parlo al maschile perché sono convinta che fosse stato un bel maschietto).

Tornai a casa distrutta. Il mio compagno lasciò il lavoro e venne subito a casa amareggiato. Stava male ma non lo dava a vedere. Faceva il duro solo per aiutarmi. Lui e mio nipote mi hanno dato la forza tanta forza per superare il mio lutto!

Il giorno dopo dovetti andare in ospedale per il raschiamento. Ho sempre avuto paura delle siringhe ecc ma in quel momento non pensavo a niente. Mi feci fare tutti i prelievi prima dell’operazione... sembravo un vegetale. Non parlavo, ero immobile, una volta fatto tutto, ricordo di essere entrata in sala operatoria e poi non ricordo più niente.

Dopo mezz’ora mi svegliai e vidi il mio compagno vicino che mi teneva la mano. Sarei dovuta rimanere lì, ma non c’è la facevo. Chiesi al mio dottore se potevo tornare a casa anche perché fisicamente stavo bene.

Dopo due ore mentre stavo a casa mi chiamò il dottore e mi disse che il mio gruppo sanguigno è 0- e che quasi sicuramente è stata questa la causa che ha portato alla morte del mio bambino, perché il mio corpo ha formato anticorpi che hanno attaccato il feto.

Il giorno dopo dovetti andare in ospedale per fare una siringa che si chiama AntiD che mi avrebbe fatto da copertura per una futura gravidanza.

A distanza di tempo piano piano iniziai a conviverci.

Il dottore mi disse di ripetere le beta per vedere se i valori si fossero abbassati e di dover aspettare il capo parto per cercare di nuovo la cicogna.

Feci le analisi il 2 settembre e le beta erano scese a 2, quindi si stava stabilizzando tutto.

Dopo qualche settimana vedo che il ciclo non tornava: io sapevo che dopo 40 giorni sarebbe dovuto tornare, però non feci peso alla cosa anche perché pensavo fosse impossibile essere di nuovo incinta.

Agli inizi di ottobre, sotto consiglio di mia sorella (mi ha praticamente minacciata) rifeci le beta perché del capo parto nemmeno l’ombra. Aspettai i risultati delle analisi il pomeriggio ma quel giorno si dimenticarono di caricarli su internet quindi chiamai e chiesi l’esito (ero assolutamente scettica). La segretaria mi disse semplicemente "181" e io le dissi e quindi? Mia sorella appena sentì 181 diede un urlo e ripeteva:"Sei incinta! Sei incinta!"

Ma non la credevo... aspettavo che la signorina del laboratorio mi desse conferma. Ad un tratto mi disse: "Signora, le beta sono a 181, vuol dire che è positivo, congratulazioni".

Io chiusi semplicemente il telefono. Devo essere sincera: non ero contenta, ma avevo solamente un ansia assurda. Chiamai il ginecologo e con tatto mi disse di non metterci il pensiero e di ripetere le beta dopo quattro giorni e di regolarci poi di conseguenza. Andai subito dopo quattro giorni, ritirai subito l’esito. Erano arrivate a 6000 in soli quattro giorni!! Non ci potevo credere!

Chiamai il dottore e mi rassicurò e mi disse che questa volta sarebbe andata bene. E così è stato.

Ho avuto una gravidanza magnifica: poche nausee e poco bruciore di stomaco, poco tutto.

Il 9 giugno 2017 con taglio cesareo è nata l’amore della mia vita, mia figlia.

Voglio solo dire a tutte le mamme e future mamme che cercano una gravidanza di non demordere e di non abbattersi perché dopo la tempesta c’è sempre il sole e sarà il sole più bello che abbiate mai visto. Bisogna solo avere pazienza, coraggio e fede.

Mamma Jessica

(storia arrivata come messaggio privato a redazione@nostrofiglio)

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