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Incinta con l'endometriosi: il mio miracolo!

Di mammenellarete
10 marzo 2014
Ho conosciuto mio marito quando avevo 18 anni, mentre lui ne aveva 30...
Questi 12 anni di differenza sembravano un ostacolo per tutti, tranne che per noi! Infatti, 3 anni dopo abbiamo deciso di sposarci, quando tutti ci davano dei pazzi! Troppo poco tempo che ci conoscevamo, troppo giovane io...
In ogni caso felici ed innamorati come non mai un paio di anni più tardi abbiamo deciso di coronare questo sogno con l'arrivo di un bambino.
I mesi passavano, uno dietro l'altro, ma ogni 30 giorni, cascasse il Mondo, mi si ripresentava una delusione.
E poi un anno, e la decisione di fare delle indagini, che ovviamente hanno dato esito negativo,
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a parte un unico valore del sangue dei miei esami.

 

Ma mi avevano rassicurato che non era nulla di che, di rilassarmi, di non pensare a nulla, di farmi una bella vacanza, e tutto questo avrebbe portato alla realizzazione del nostro sogno.

 

Dopo quasi due anni ho iniziato ad avere sintomi strani, dolori forti durante il ciclo, fino a quando, girando per vari ambulatori, medici, ginecologi, mi hanno diagnosticato l'endometriosi.

 

Purtroppo avevo bisogno di un intervento, anche piuttosto invasivo: utero ed intestino erano intaccati, oltretutto in modo profondo.

 

Leggevo su internet mille opinioni, e la cosa mi debilitava psicologicamente: ero giovanissima, con una malattia dolorosa in modo incredibile, e che di più portava una parziale sterilità... Ma nel mio caso la sterilità era totale fino all'intervento.

 

Arriva il ricovero, l'operazione durata 5 ore, la permanenza in ospedale e il recupero lento.

 

Un mese più tardi, al post-operatorio, mi spiegano che le biopsie sono positive, segnalano dei problemi, e mi prenotano un secondo intervento, sei mesi più tardi, terminate varie terapie.

 

Ero devastata fisicamente e psicologicamente, ed avere al mio fianco un grande, grandissimo marito, era l'unica cosa che mi faceva tirare avanti.

 

Il secondo intervento porta buone notizie, ma l'asportazione di una tuba intaccata ed infetta. A quel punto ho deciso solo di pensare a me, alla mia salute, e questo è quello che ho spiegato al mio ginecologo e a quello staff specializzato nella lotta di questa malattia silenziosa.

 

32 giorni dopo questa frase io e mio marito vivevamo un momento di intensa paura/emozione: avevo un ritardo, io, che non sono andata in ritardo nemmeno dopo la fine della cura degli ormoni.

 

Avevamo paura che il mio corpo riflettesse un nuovo disagio per colpa dell'endometriosi, ma allo stesso tempo sapevamo che il ritardo non era mai stato un sintomo ed un problema!

 

Pensiamo che per prima cosa sia giusto prenotare un controllo dal ginecologo, ma prima, per metterci il cuore in pace, che sarebbe meglio eseguire un test di gravidanza... E' stato tutto troppo ridicolo! Io ero sicura dell'esito negativo, ero abituata alle delusioni, al dolore, ai pianti! Così ho mandato mio marito a comprarne uno mentre ero dalla parrucchiera, subito dopo pranzo!

 

Sapevo che al mio ritorno sarei stata a casa da sola, era un sabato pomeriggio, e mio marito consegna dei lavori di modellismo ad un negozio di rivendita.

 

Entrata a casa la scatola mi guardava minacciosa da sopra il tavolo, quasi mi stesse sfidando. Avevo il cuore in gola, tremavo ed avevo le mani fredde. Questo test mi spaventava a morte, ma dovevo farlo, subito, senza aspettare oltre.

 

Una volta in bagno, e dopo aver letto le istruzioni circa 3 volte, l'ho eseguito, e mentre infilavo il cappuccio sul tampone era già comparso il + di positivo. Sinceramente credevo che in tutti i test comparisse, per poi sparire o rimanere in base all'esito, così non curante l'ho appoggiato sul mobile, con gli occhi incollati all'orologio, in attesa di questi fantomatici tre minuti...

 

Poi mi sono voltata, e questo + era lì, più bello che mai, chiaro e deciso, pronto a dirmi che tutto da quel momento in poi sarebbe cambiato.

 

Devo dire che subito dopo ho trascorso 10 minuti, test in pugno, a camminare avanti ed indietro per il corridoio, scuotendo la testa, in lacrime, ripetendo ad alta voce: "Non ci credo, non credo, non ci credo", e poi mi fermavo, guardavo negli occhi la mia gatta (Ok, non ero proprio sola), che a sua volta mi osservava come se fossi una pazza, e mi passavo la mano sulla fronte, incredula, allibita, terrorizzata perché avevo paura di essere felice.

 

Ho telefonato prima ad una mia carissima amica, che aveva partorito solo un mese prima, volendomi al suo fianco in sala parto, e le ho urlato "LU, CREDI NEI MIRACOLI?", e ho pianto, tanto, mentre lei è scoppiata in lacrime, capendo tutto in un solo istante (ammetto che mentre scrivo sto piangendo ancora).

 

Poi ho telefonato a mio marito, ancora in auto con due suoi amici. Non aveva reazione, non ci credeva, non sapeva come uscire nello stato catatonico di sorpresa ed incredulità. Mi ha fatto tanto ridere, sembrava un bambino a Natale, mentre trova sotto l'albero mille regali, e non sa da dove iniziare.

 

Poi sono corsa dai miei genitori, dai miei suoceri, con il test in mano. (LEGGI ANCHE: ENDOMETRIOSI E GRAVIDANZA: CE L'HO FATTA!)

 

Ora penso che giravo con una spugnetta imbevuta di pipì tra le mani di casa in casa, ma in quel momento era come se avessi tra le mani il Sacro Graal.

 

Una settimana dopo abbiamo ascoltato il suo cuore, e da lì tutto è stato una salita. La mia gravidanza è stata un incanto, avevo solo tanto tanto sonno, ed alla fine la mia Serena Maria è arrivata come una scheggia! 2 h e 15 minuti in tutto, un parto meraviglioso, naturale al massimo.

 

Non l'hanno nemmeno toccata quando è uscita, l'hanno lasciata scivolare sul letto, per poi prenderla e finalmente darmela tra le mie braccia, mentre il papà tagliava orgoglioso come non mai il suo cordone.

 

Ora Serena Maria ha 17 mesi, è il nostro sogno divenuto realtà, e non c'è giorno, ora, minuto e secondo in cui io non ringrazi il cielo per avermela donata!

 

di Clara

 

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

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