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Il giorno in cui scoprimmo che il suo cuoricino non batteva più

di mammenellarete - 09.04.2015 - Scrivici

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Prima gravidanza...cercata. Ed eccomi, al primo colpo. Eccomi, incinta. Questa gravidanza è partita male fin da subito: perdite, corse all'ospedale, ma il cuoricino c'era sempre... finché non mi fecero un esame istologico per alterazione del pap test. Mi rassicurarono che era compatibile con la gravidanza, ma persi il mio piccolino, lo persi due giorni dopo. Aborto interno all'undicesima settimana. Il mondo mi crollò addosso. Mi fissarono il raschiamento quattro giorni dopo... un'agonia. Dopo tre mesi rimasi incinta di nuovo e ora aspetto il secondo... ma non ho mai dimenticato il fagottino perso proprio in questo periodo.

Mi svegliai il 2 di febbraio con uno strano senso di nausea. Il primo pensiero che mi passò per la mente fu: "Cavoli sono incinta".

Avevamo avuto un unico rapporto non protetto a gennaio. Corsi subito in farmacia... ero euforica...

Corsi a casa ed ero incinta...!

Mio marito tornò a casa all'ora di pranzo e ad aspettarlo sulla tavola in bella vista c'era il test. Non capiva. Ed io: "Si, si, sono incinta...".

La sera stessa andammo a dirlo a casa dei suoi genitori e poi dai miei tutti euforici.

Cominciai da subito ad avere dolori forti alla pancia per cui con il solo test di gravidanza andai in ospedale dove fummo trattati malissimo. Mi dissero: "Signora, il test positivo non significa niente, lei non è incinta, qui non si fanno le beta. Ma se lunedì le beta superano le 11000 lei ha una gravidanza extrauterina..."

Lunedì corsi a fare le beta e superavano gli undicimila. Decidemmo di cambiare ospedale.

Mi fecero la visita e la camera gestazionale era lì... ero alla sesta settimana, ancora presto per vedere il cuoricino...

Tornammo a casa saltando dalla gioia, imprecando contro i primi medici che ci avevano terrorizzato. Nel frattempo avevo fatto il pap test e aspettavo l'esito...

La gravidanza procedeva non troppo bene. Ogni due per tre perdevo sangue e andavamo in pronto soccorso. Ma il frugoletto era lì, forte più che mai.

Il tragitto ogni volta verso l'ospedale era un'agonia... non riuscivamo a parlare.

Ma poi, finita la visita si respirava. Ma arrivò anche l'esito del pap test: mi trovarono alterazioni e mi invitavano per il giorno 14 marzo 2012 a fare la colposcopia ed esame istologico. Telefonai dicendogli che ero incinta, ma mi rassicurarono che non c'erano problemi....

Mi presentai da sola, non sapevo cosa aspettarmi... mi fecero l'esame istologico (finii e guidai che mi veniva da svenire).

Due giorni dopo persi un sacco di sangue e andammo in ospedale. Mi dissero che il cuore non batteva più. Erano le 9 della mattina...

Ovviamente mi dissero che l'esame istologico non c'entrava niente... Si... credici. Peccato che con le future gravidanze mi vietarono di fare colposcopie...

Ma torniamo alle 9 del mattino. Il mondo mi crollò addosso. Mi dissero che non c'era posto per fare il raschiamento e che sarei dovuta tornare il 20. Era il primo intervento che facevo. Il raschiamento...

Quattro giorni d'agonia in cui sai che non hai più il frugoletto, ma è lì ancora dentro di te...

Feci il raschiamento. Mi fecero firmare 3mila fogli di consensi vari, ma l'unica cosa che capii era che dovevo aspettare 3 mesi prima di rimanere incinta di nuovo. Pensai che erano matti, io lo volevo subito.

Passò una settimana e mi arrivò la seconda mazzata. Esito dell'esame istologico: avevo un cin1-2-3 con probabilità che diventasse un tumore... non potevo reggere anche a questo...

Mi dissero: "La contatteremo per l'intervento..."

Io non avevo tempo da perdere, volevo un figlio, volevo fare l'intervento subito. Così io e mio marito decidemmo di andare al CRO di Aviano. Subito il primario mi tranquilizzò. E il 30 aprile mi fece l'intervento.

Dopo un mese potevo riprovare a rimanere incinta. Ci riprovammo dopo 20 giorni. E anche qui beccai la cicogna al primo colpo. Chiamai subito il primario per paura di aver affrettato i tempi e invece mi disse che se ero rimasta incinta il mio collo dell'utero era tornato nella norma. Anche in questa gravidanza ebbi perdite di sangue, ma il mio ginecologo mi visitava ogni 10 giorni, ero in una botte di ferro.

Scoprimmo che era un maschietto. Eravamo e siamo matti di lui. Non mi feci mancare niente, nemmeno in questa gravidanza: preeclampsia e orticaria gravidica.

Alla fine me lo fecero nascere a 37 sett+5giorni. Un pacioccone di 3550 grammi.

Tornammo a casa... Passai i primi 40 giorni a casa: il tempo era brutto, era inverno. E mi si presentò l'ombra della depressione post partum. Avevo paura di tenerlo in braccio, per cui ho deciso subito di andare dallo psichiatra. Mi trasferii per 3 mesi a casa dei miei genitori. Per tutti noi e per mio marito non fu facile. Non era facile starmi vicino e capirmi, ma un po' alla volta ne uscii.

Continuo ancora oggi ad andare dallo psichiatra per sentirmi rassicurare anche se so che potrei camminare da sola, ma adesso sono incinta di nuovo, aspetto una femminuccia. Ho fatto coppietta...

Sono innamorata pazza dei miei figli e di mio marito...e per prevenire una seconda depressione post parto ho preferito continuare andare dallo psichiatra per avere sostegno. Ci vado più perché non so bene come mi sentirò dopo il parto che per come sto ora.

Questa è la mia testimonianza...

tre anni impegnativi...

ma sono qui felice e con un angioletto in cielo che veglia sul mio primo figlio e sulla patatina che a settembre arriverà.

(La mamma che ha scritto questa storia ha scelto di rimanere anonima)

Leggi anche la storia: Non c'è battito

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