Incinta a 38 anni

Felicemente incinta a 38 anni e con "scarsa riserva ovarica". Vivete giorno per giorno

Di mammenellarete
13 novembre 2019
Sono rimasta incinta a 38 anni, subito dopo aver intrapreso un percorso con la Pma a causa di "scarsa riserva ovarica". Ero disperata, eppure la cicogna è arrivata. Oggi sono a 20 giorni dalla mia Dpp, ho passato una gravidanza bellissima, senza fastidi o malesseri. Non perdete le speranze, ogni cosa avrà i suoi tempi, ma non accanitevi troppo, l'ossessione non porta a cose buone.
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Nuova relazione, nuove speranze, soprattutto quella che inseguivo da almeno 20 anni. Avere un figlio. "Alla soglia dei 40, l'orologio biologico inizia a farsi sentire", mi disse mio padre. Ed io lo ascoltai. Per fortuna questa volta accanto a me avevo un uomo che desiderava anche lui una famiglia, un figlio. Ci decidemmo, quasi subito, per non perdere tempo.

 

Smisi la pillola, presa per 6 anni di fila senza sosta. Iniziai subito ad assumere l'acido folico. Una relazione a distanza ha i suoi lati negativi per quanto riguarda queste cose. Dovevamo accontentarci di vederci nel week end, quando andava bene. Poi la svolta decisiva, il suo trasferimento da me. Organizzammo subito un appuntamento con la mia ginecologa. Ci fece fare una serie di analisi, che ci avrebbero rivelato se c'era qualcosa che non andava bene. Dopo 20 giorni d'attesa, arrivarono i risultati. Un esame in particolare aveva un valore troppo basso.

 

La chiamai subito per chiedere informazioni. "Scarsa riserva ovarica" fu la risposta, sentii il centro di Pma in ospedale. Li sentii subito. Andammo a colloquio con il primario. Dopo la visione degli esiti, l'esordio fu: "Qui non c'è tempo da perdere, sembra proprio che tu stia andando in menopausa o che abbia sempre avuto poca riserva ovarica, e bisogna accelerare i tempi, se non vogliamo ricorrere all'ovodonazione. Quindi Fivet subito". Restai senza parole, piansi tutto il giorno, come era mai possibile?!?

 

A 38 anni mi parlavano di menopausa, ma io sentivo tutti i giorni di donne che a 52/55 anni avevano ancora il ciclo. Caddi in una specie di depressione, persi parecchi chili e nulla sembrava colmare quel vuoto che avevo dentro. Cercai di reagire, ma in solitudine, sotto la doccia, piangevo tutte le lacrime che avevo... Poi la famosa chiamata dall'ospedale. Era pronto il protocollo. Il 2 aprile dovevo andare a ritirarlo. Non mi aspettavo tanta celerità.

 

Intanto il mio ciclo non arrivava, avevo due giorni di ritardo. In procinto di dover partire per quel weekend, decisi di acquistare un test al supermercato. Lo feci la mattina dopo. Due linee. Lessi il significato. Positivo. Non volevo illudermi. Andai nel laboratorio analisi a fare il prelievo del sangue per le beta. Nel pomeriggio arrivò sul cellulare il risultato. 17900... l'indomani contattai la ginecologa, che mi consigliò di ripeterlo dopo due giorni. 31500... la richiamai. Mi disse che potevamo fissare il primo appuntamento per la gravidanza due settimane dopo.

 

Un turbinio di emozioni fecero capolino. Andammo alla visita, la prima. 8 mm, un cuoricino minuscolo che batteva e tutto al posto giusto. Niente gravidanza extrauterina. Oggi sono a 20 giorni dalla mia Dpp, ho passato una gravidanza bellissima, senza fastidi o malesseri. Ho lavorato fino a stamattina, e mi sono imposta di darci un taglio e di godermi questi ultimi 20 gg in completo relax, prima che arrivi il mio tesoro più bello.

 

Non perdete le speranze, ogni cosa avrà i suoi tempi, ma non accanitevi troppo, l'ossessione non porta a cose buone. Vivete le vostre storie d'amore, godetevi giorno per giorno e quando oramai non ci pensate più, vedrete che un positivo può essere dietro l'angolo, e che a distanza di 40 settimane potrebbe venire a trovarvi la cicogna.

 

di Sonja

 

(storia arrivata alla pagina Facebook di Nostrofiglio.it)

 

 

 

e Un lungo iter di fecondazione assistita, ma oggi stringo tra le braccia Giorgia

 

Mamma a 40 anni? Ecco tutto quello che devi sapere

Mamma a 35 o 40 anni, o anche di più? Sì, si può fare, e anzi oggi lo si fa sempre più spesso. Soprattutto in Italia, che detiene il primato europeo di donne con il primo figlio a 40 anni ed è uno dei primi paesi in Europa in cui più della metà delle donne ha il primo figlio dopo i 30 anni.

In molti casi le cose filano lisce, senza particolari problemi, ma non si può darlo per scontato e per questo serve qualche attenzione in più. "Chi cerca un figlio dopo i 35 anni dovrebbe sapere che con l'età aumentano i rischi di infertilità, di aborto spontaneo e di anomalie cromosomiche del feto. E che un'eventuale gravidanza sarà per definizione a rischio" avverte Chiara Benedetto, direttore di una delle strutture di ginecologia e ostetricia dell'Ospedale Sant'Anna di Torino e professore ordinario all'Università.

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