Fecondazione assistita

Ho creduto per anni di essere sterile: alla prima Fivet sono rimasta incinta

Di mammenellarete
incinta
14 Dicembre 2016
Ricordo ancora la voce del medico che si avvicinò al mio letto e mi disse: "Mi dispiace ma le ovaie sono troppo piccole, sono fibrose e atrofiche. Ti consiglio di rivolgerti all'estero poiché le possibilità di riuscita qui sono nulle! Mi dispiace!" Sprofondai nella tristezza. in seguito mi rivolsi a un altro ginecologo e al primo tentativo di Fivet scoprii che avevo prodotto tantissimi follicoli. Poco tempo dopo rimasi incinta. Non arrendetevi mai, credeteci sempre fino alla fine e cercate di inseguire con la persona che amate, questo sogno bellissimo! La felicità potrebbe essere dietro l'angolo e non lo sapete ancora!
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Scrivo in anonimo per raccontare l’esperienza della mia gravidanza e dare forza alle coppie e alle donne che si arrendono e/o sono convinte che non avranno mai la gioia di avere un bimbo.

 

Avevo sedici anni, il mio ciclo era normale, regolarissimo, fino a quando un giorno qualcosa iniziò ad andare storto e decise di sparire del tutto. Dopo un po’ d’attesa, avevo capito che qualcosa non andava, mi rivolsi a diversi ginecologi ed eseguii un bel po’ di visite, analisi ormonali, risonanze magnetiche per valutare le dimensioni ipofisarie.

 

Ogni medico aveva qualche esame in più da farmi eseguire e ogni volta la mia speranza di ritornare "normale" si riaccendeva e si spegneva, quando, ritornando a visita tutti dicevano: "Per ora deve assumere la pillola anti concezionale e nel momento in cui desidererà una gravidanza, si farà una biopsia ovarica per analizzare il tessuto e in seguito si proveranno tecniche di fecondazione assistita, ma al momento utero e ovaie sono atrofiche e non si sa quale potrà essere la risposta da qui a 10 anni!" 

 

Ovviamente credo sia inutile descrivere lo stato d'animo di una ragazzina che ancora tra i banchi di scuola, mentre tutte parlavano di ciclo e di dolori mestruali, si sentiva sempre più diversa dalle altre. Nella testa risuonava sempre la mia diversità, che per me era ormai diventata un’ossessione, ma non per il mio ragazzo.

 

Lui mi ha sempre sostenuto e anche solo con uno sguardo è sempre riuscito a darmi il coraggio di combattere il mio senso di frustrazione e angoscia. "Ce la faremo", mi diceva, "fidati!" Passarono gli anni e dopo vari cicli di pillola ormai ne ero quasi dipendente, quella falsa mestruazione mi faceva sentire più viva, più donna e così andai avanti, fino al giorno in cui decisi, un po’ prima del mio matrimonio, d’accordo col ginecologo che mi seguiva in quel periodo, di sottopormi a un intervento di laparoscopia diagnostica per valutare il tessuto ovarico e capire se c'erano speranze di poter avere tra noi un piccolo pargoletto!

 

E così 3 anni fa la triste notizia. Ricordo ancora la voce del medico che si avvicinò al mio letto e mi disse: "Mi dispiace ma le ovaie sono troppo piccole, sono fibrose e atrofiche". Ho eseguito un drilling ovarico (tagli), ma la situazione è critica. Ti consiglio di rivolgerti all'estero poiché le possibilità di riuscita qui sono nulle! Mi dispiace!"

 

Fu così che sprofondai nel nulla cosmico, ad un passo dalle nozze iniziai a guardare la cameretta della nostra casa e pensai che mai l’avremmo riempita con una culletta o un peluche perché io ormai ero rassegnata e persa. Tranne mio marito, lui no. Continuava a dirmi che ce l’avremmo fatta ed io a volte ci credevo, altre annuivo solo per chiudere il discorso e placare il pianto.

 

Dopo il matrimonio, una visita da un nuovo ginecologo che si occupa di sterilità di coppia, il quale riaccese le nostre speranze dicendoci: "Proviamo a eseguire una stimolazione e poi passiamo alla fivet per essere certi che tutto vada per il meglio". Così ci lanciammo a capofitto in quest’avventura che bloccammo fin da subito, dopo il primo ciclo di terapia, non perché non funzionò, ma anzi funzionò fin troppo bene. Produssi troppi follicoli e le ovaie erano quasi impazzite, così prestammo molta attenzione visto che il rischio di gravidanza plurigemellare era molto alta!

 

Inutile descrivere il nostro stupore, la voglia di riprovarci subito e perché no, la nostra incredulità su quello che stava accadendo. La certezza mia di essere sterile, covata per oltre dieci anni, si stava via via affievolendo, forse in quella cameretta ci sarebbe entrata prima o poi una culletta o forse mio marito aveva ragione… Ci riprovammo dopo qualche mese e il medico decise di eseguire solamente una stimolazione ovarica, senza alcuna tecnica di PMA perché secondo lui non serviva!

 

E così: stimolazione, due follicoli prodotti, compitini a casa per una settimana e... test di gravidanza positivo!! Inutile dirvi il resto, mi sono dilungata eccessivamente, ma oggi posso solo testimoniare di essere stata una persona molto fortunata... ma 3 anni fa vi assicuro che guardavo la mia vita da un’altra prospettiva. Non arrendetevi mai, credeteci sempre fino alla fine e cercate di inseguire con la persona che amate, questo sogno bellissimo! La felicità potrebbe essere dietro l'angolo e non lo sapete ancora!

 

di una mamma

 

(storia arrivata alla pagina Facebook)

Tutto sulla fecondazione in vitro

Fivet e incinta, anche quando nessuno ci credeva

 

Sono una mamma felice di tre gemelli

 

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