Storia

Ho avuto due gemelle a 41 anni grazie alla fecondazione assistita

Di mammenellarete
gemelli

21 Gennaio 2016 | Aggiornato il 12 Ottobre 2017
Non dimenticherò mai la voce tremante del mio compagno e gli occhi lucidi mentre mi diceva che sarebbe diventato papà. Siamo diventati genitori, io a 41 anni, di due gemelli grazie alla fecondazione assistita. Avevo già una figlia di 14 anni, avuta da un precedente matrimonio. Ciò che mi ha insegnato questa mia esperienza è che nella vita non bisogna mai spaventarsi o arrendersi davanti agli ostacoli e anche se non è una passeggiata per una donna affrontare cure ormonali, prelievi di ovuli, impianti, sconforto quando purtroppo le cose vanno male, tutto verrà ripagato quando avrai fra le tue braccia il frutto di così tanto amore.

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Leggo spesso le "storie di vita" che pubblicate, le trovo utili sia a livello pratico che a livello spirituale. Penso che condividere le proprie esperienze su una cosa così delicata come gravidanza e bimbi possa aiutare altre persone.

 

Scrivo per condividere con voi e con altri genitori la mia esperienza, in modo tale da poter dare qualche speranza o consiglio visto l'argomento. Sono ridiventata mamma a 41 anni di due splendide gemelle a seguito di una icsi-fivet. L'Icsi è una tecnica di procreazione medicalmente assistita. In pratica uno spermatozoo viene iniettato all’interno del citoplasma (la sostanza gelatinosa che circonda il nucleo) di un solo uovo. L’uovo viene penetrato con un ago microscopico e lo spermatozoo iniettato in modo che la fecondazione abbia luogo in vitro. L’embrione che ne risulta viene quindi impiantato nell’utero. E si usa in particolare nei casi di infertilità maschile.

 

Avevo già una figlia di 14 anni, avuta da un precedente matrimonio in modo naturale, quando incontrai il mio attuale compagno. Quindi la nostra storia iniziò quattro anni fa, ci conoscemmo e ci innamorammo subito, anche se vivevamo in due città a 450 km di distanza una dall'altra.

 

Un week end al mese ci spostavamo per poter stare insieme: vacanze, festività, insomma la vita che fanno le persone che si amano a distanza. Anche lui era separato ma senza figli perché la precedente compagna, di fronte all'iter inseminazione artificiale, si era bloccata per paure infondate.

 

Il grande amore che provavo e provo invece io nei confronti del mio compagno non ha dato spazio a nessun timore e la voglia naturale che viene a due persone che si amano di procreare insieme ci ha fatto iniziare un iter nonostante la distanza e i tanti problemi.

 

Ci rivolgemmo ad un dottore e ad una struttura che ci seguisse e subito si presentò l'ostacolo età: la mia! 40 anni sono tanti per il calendario biologico e quindi ci diedero il 5% di possibilità. Fiduciosi affrontammo la prima icsi-fivet, ma nonostante l'impianto di 5 embrioni, non andò a buon fine.

 

Considerando l'età, l'ospedale cui mi rivolsi mi diede subito l'opportunità di riprovare solo dopo 6 mesi una nuova icsi-fivet: anche in questo caso gli embrioni erano 5. La paura mista alla speranza che provammo nei giorni successivi - visto l'esito della precedente icsi - ci attanagliava tutti i giorni.

 

Fino al giorno precedente a quello del prelievo del sangue per effettuare il test di gravidanza... sono una persona molto ansiosa e non ho resistito! Acquistai un test di gravidanza fai da te e provai. Tre interminabili minuti e... una linea rosa marcata e poi una linea rosa appena visibile.

 

Il cuore batteva all'impazzata. Provavo gioia mista a paura. Scattai una foto e la mandai al mio compagno, aspettando la sua chiamata. Era una meravigliosa notizia, ma insieme decidemmo di aspettare ad esultare.

 

Quindi la mattina seguente mi recai a fare il prelievo.

Ore 16.00, il prelievo era pronto ed era positivo! Cominciammo ad esultare anche se, perché l'esito fosse veramente confermato, l'iter della fecondazione assistita prevedeva un secondo prelievo. Effettuai questo secondo prelievo 2 giorni dopo, che confermò in modo "anomalo" la gravidanza.

 

Dopo 10 giorni la prima ecografia come da iter e... sorpresa! La crescita anomala dell'ormone della gravidanza era dovuta a due splendide camere gestionali che vedevamo nel monitor. Non dimenticherò mai la voce tremante del mio compagno e gli occhi lucidi mentre mi diceva che sarebbe diventato papà.

 

Ciò che mi ha insegnato questa mia esperienza è che nella vita non bisogna mai spaventarsi o arrendersi davanti agli ostacoli e anche se non è una passeggiata per una donna affrontare cure ormonali, prelievi di ovuli, impianti, sconforto quando purtroppo le cose vanno male, tutto verrà ripagato quando avrai fra le tue braccia il frutto di così (o nel mio caso i frutti) tanto amore.

 

di Ketty

 

(storia arrivata come messaggio privato sulla pagina facebook di nostrofiglio.it)

Aborti spontanei, ripetuti... e poi incinta! 

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