Aborto interno

Aborto a causa di una brutta infezione. Non dimenticherò mai il mio piccolo

Di mammenellarete
donnatriste
12 Luglio 2019
Ho avuto un aborto alla diciottesima settimana a causa di una brutta infezione vaginale, per la quale rischiavo la setticemia. Ho amato il mio piccolo dal primo momento in cui ho saputo della sua esistenza e la sua assenza è un vuoto incolmabile. Ad oggi rimangono ignote le cause dell'infezione, la mia ginecologa dice che è una fortuna che non ci sia una causa e che sia stata solo una tragica fatalità. Ora so che il mio bimbo è un angioletto e lo sento sempre vicino.
 
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Tra pochi giorni sarà il 12 luglio, il giorno in cui tu saresti dovuto nascere. Io già ti immaginavo ed immaginavo la tua sorellina vestita a festa che veniva a conoscerti in una splendida giornata di sole.

 

Ed invece il nostro sogno di una vita a 4 si è interrotto il 5 febbraio 2019, quando tu, a sole 18 settimane di gravidanza, sei nato. A novembre 2018 io e il tuo papà abbiamo scoperto di aspettarti e io sentivo che eri un maschietto, il piccolo Gioele che tanto avevamo desiderato.

 

Eh sì, non so il perché, ma io e il tuo papà ogni volta che fantasticavamo su una possibile gravidanza pensavamo sempre ad un bimbo che avrebbe portato il tuo nome. La gravidanza, a parte alcune perdite alla settima settimana, procedeva bene. Io non avevo nausea, mi sentivo in piena forma ed avevo messo su soltanto un chilo.

 

Il 30 gennaio ci fu una piccolissima perdita, io ero molto spaventata e così andai subito in pronto soccorso. Dopo una visita ginecologica ed un'ecografia il ginecologo mi disse che l' utero era chiuso, che in vagina non c'erano tracce di sangue e che il bambino stava bene.

 

Io, rincuorata, andai a casa, ma il giorno dopo cominciai ad essere molto triste, mi sentivo angosciata e nel mio profondo sentivo che c'era qualcosa che non andava bene. Il 2 febbraio, dopo aver messo a letto la tua sorellina, sentii delle contrazioni, andai a letto, ma iniziai ad avere forti brividi e andando in bagno ebbi delle grosse perdite rosse.

 

Corsi nuovamente in pronto soccorso, avevo la febbre alta e il sacco amniotico era in vagina. Tu eri ancora vivo, ma io avevo contratto una brutta infezione vaginale ed ero a rischio setticemia.

 

Mi ricoverarono, la mia situazione era molto grave, ma decisero di aspettare e di non indurmi il parto per vedere se la terapia faceva effetto. Beh... quelli furono i giorni più brutti della mia vita, non mi avevano dato nessuno speranza di arrivare alla fine della gravidanza, la terapia antibiotica non stava funzionando ed io stavo sempre più male.

 

Tu continuavi a tenere duro ed ogni volta che dopo un'ecografia sentivo il tuo cuoricino battere, mi sentivo morire. Ricordo ancora l'ultima ecografia: il giorno in cui sei nato, quasi consapevole di quello che ci stava succedendo, avevi le mani alla testa.

 

Dopo due giorni di ricovero, le mie condizioni erano peggiorate e così mi indussero il parto, un parto indolore e veloce. Ti ho abbracciato, ti ho tenuto tra le mie braccia, eri uguale alla tua sorellina ed avevi il mio nasino.

 

Ti ho amato dal primo momento in cui ho saputo della tua esistenza e la tua assenza è un vuoto incolmabile. Ad oggi rimangono ignote le cause di questa infezione, la mia ginecologa dice che è una fortuna che non ci sia una causa e che sia stata solo una tragica fatalità. Ora so che tu sei un angioletto e anche se non ci sei, ti sento sempre vicino.

 

di Anonima

 

(storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook)

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