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La gravidanza patologica e il feto terminale: perché evitare un aborto secondo La Quercia Millenaria

Di mammenellarete
25 luglio 2011
Mamme nella Rete intervista La Quercia Millenaria, onlus dedicata all'informazione sulle malformazioni del feto e sulle opzioni di scelta per non rinunciare al bambino.
Mamme nella Rete: Di che cosa si occupa la vostra associazione e quali famiglie si rivolgono a voi?
La Quercia Millenaria: la nostra associazione si occupa di fornire sostegno alla coppia in attesa di un figlio, nel momento in cui riceva in altri centri una diagnosi di malformazione fetale da lieve a molto grave, o comunque di una patologia materna legata alla gravidanza che possa comprometterne la normale
evoluzione.
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MNR: Oltre alla vostra esperienza personale, di quali competenze vi avvalete per supportare genitori in difficoltà?

 

Q.M: Il nostro supporto si attua su vari fronti, in primis è un supporto medico. Abbiamo infatti la fortuna di poter collaborare con il Centro Diagnosi e Terapia Fetale del Policlinico Agostino Gemelli di Roma, uno dei tre Centri di eccellenza in Italia, per l'appunto un centro di III livello. Qui vengono svolte le consulenze con l'equipe del prof. Giuseppe Noia, che ne è il responsabile, e poi le ecografie, eventuali terapie materne e fetali per salvaguardare la salute del piccolo e della sua mamma, tutto in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, e cioè, trattandosi di gravidanze a rischio, gratuitamente. Poi c'è l'esperienza delle nostre famiglie, che sono normalmente presenti ai colloqui, alle ecografie, durante le terapie intra-utero e persino in sala parto! Se necessario, c'è la possibilità di un sostegno psicologico e, per chi ne fa richiesta, spirituale.

 


MNR: Come possiamo definire una gravidanza patologica?

Q.M: La gravidanza è patologica quando subentra una qualunque condizione che ne altera il normale sviluppo fisiologico. Può essere una infezione vaginale, come una infezione virale, la scoperta di un gene materno o paterno alterato di cui si ignorava l'esistenza, o la scoperta per l'appunto di alterazioni fetali di tipo morfologico o genico nel corso dei vari esami ecografici o del sangue.

 

MNR: Quando si parla di feto terminale, a quale spettro di malformazioni ci riferiamo?
Q.M: Un feto terminale, è scientificamente un bambino "incompatibile con la vita", cioè un bambino che a causa delle sue patologie non avrà possibilità di vita autonoma, al di fuori del grembo materno. In questa categoria di bambini rientrano coloro che sono portatori di anencefalia (assenza di materia cerebrale, secondaria a corrosione da liquido amniotico nel caso di mancata chiusura della calotta cranica (acrania), la agenesia renale bilaterale (mancanza di entrambi i reni), la trisomia 13 e la 18, anche se con qualche eccezione di bimbi vissuti qualche mese o anno.

 

MNR: Possono l'informazione scientifica e l'analisi delle possibilità mediche aiutare una coppia a scegliere di non interrompere una gravidanza patologica?
Q.M: Sicuramente una corretta informazione scientifica può aiutare i genitori a scegliere per la vita. Molte interruzioni di gravidanza potrebbero essere evitate con l'informazione corretta, e purtroppo c'è molta ignoranza medica su questo tema. Principalmente, questo succede perchè in pochissimi centri c'è una reale conoscenza dell'evoluzione naturale di alcune patologie. Al Gemelli, proprio perchè è una istituzione confessionale dove non si praticano interruzioni, c'è un desiderio di far avanzare la ricerca relativa alla diagnosi prenatale, allo scopo di "vedere per curare" e non "vedere per eliminare". Ne consegue che molti genitori, pur dinanzi a diagnosi catastrofiche, vanno avanti, dando alla scienza la possibilità di conoscere realmente l'evoluzione naturale di alcune patologie, fino a sconfinare nella sperimentazione e conseguenze concretizzazione di cure atte a salvare la vita di un bambino o a migliorarne sensibilmente la qualità in caso di handicap. Questo è un gesto coraggioso di molte famiglie provate dalla sofferenza, che divengono però sale per altre famiglie, paragonabile per eroicità alla donazione di organi.

 

MNR: Quale aiuto concreto fornisce la vostra associazione a una coppia che cresce un bambino felice ma con malformazioni?
Q.M:
Sicuramente i nostri specialisti sono in grado di dare indicazioni per la gestione delle più svariate disabilità. Il resto lo fanno brillantemente le famiglie. E' evidente come il miglior medico di un figlio, spesso, è proprio la mamma, e le comunità virtuali in rete sono un ottimo appoggio per i genitori che possono confrontarsi, indirizzarsi l'un l'altro per una migliore gestione del proprio bambino speciale. Non di rado, càpita che alcuni ausili risultino sconosciuti persino al personale di reparto, e che invece le mamme ne siano informatissime! I bambini "felici con malformazioni" sono numerosissimi, e possiamo dire in tutta sincerità che un bambino felice è tale perchè è amato così come è.

 

Grazie infinite a Sabrina Pietrangeli, Presidente dell'associazione e mamma di un bambino "felice, ma con malformazione" !

 

Per conoscere meglio Sabrina: La Quercia Millenaria

 

Per sostenere l'associazione:

 

IBAN: IT 26 J 03069 05118 615268186304 Banca Intesa San Paolo
CONTO CORRENTE POSTALE N. 75690149 Poste Italiane

 

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