Storia

Ho quattro figli, ma ne ho persi due al sesto mese di gravidanza

Di mammenellarete
pancione
18 Dicembre 2017
Ci sono due bambini che riempiono le nostre giornate, due bambini che ci sorridono e ci abbracciano forte... tuttavia voi ne vedrete due, ma io ho quattro figli! 
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Ciao, mi chiamo Mariarosaria e ho 4 figli. Vorrei raccontarvi di quanto sia difficile star dietro ad ognuno di loro, ma che gioia immensa provo ogni volta che li stringo a me... Invece no.

Due dei miei bambini li ho persi al sesto mese di gravidanza perciò non li ho mai visti né so di che colore sarebbero stati i loro occhi, eppure ci sono!

 

Cinque anni fa, durante la prima gravidanza ho vissuto su una nuvoletta: stavo benissimo e dormivo tanto, sognando il momento in cui sarebbe nato il mio piccolino. Poi, un sabato notte, a 24 settimane +3, ho cominciato ad avvertire dolori alla pancia e la mattina dopo in ospedale mi hanno detto che avevo avuto una cattiva digestione... ma i dolori non sono passati e il lunedì mattina quell'immagine immobile nello schermo chi se la dimentica più?!? Allora mi hanno somministrato due ovuli e alla sera ho partorito mio figlio tra lacrime e incredulità. Sono seguite notti insonni e attacchi di panico, ho pianto disperata e guidato su strade isolate con lo stereo a palla per poter urlare tanto da tornare a casa senza voce. Ma tutti dicevano che era più comune di quanto si pensasse, specie durante la prima gravidanza, e allora dopo quattro mesi rimasi incinta una seconda volta (dopo aver fatto indagini genetiche ed esami di ogni tipo il cui esito non poteva spiegare l'accaduto). Fino alla 19esima settimana (in cui chiaramente ho cominciato a sentire i suoi movimenti) io e mio marito abbiamo girato 4-5 pronto soccorsi diversi solo per la paura che succedesse qualcosa, ma andava davvero tutto bene e il luglio seguente era nata la nostra principessa!

 

Il dolore per la perdita del primo bambino mi ha segnato per sempre, ma quando abbiamo deciso di avere un altro bambino ci siamo affidati alla fede, alla statistica, ai ricordi della seconda gravidanza che era stata perfetta.... E invece no. Di nuovo. Stavolta a 12 settimane, dopo una visita particolarmente invasiva, ho avuto un distacco di placenta che nel giro di poco tempo risultava però risolto... Ma la placenta non aveva ripreso a fare il suo dovere e a 25 settimane mi è stata riscontrata una flussimetria gravemente alterata, un ritardo di crescita e la diminuzione del liquido amniotico. Disperata, ho chiesto che facessero nascere il mio bambino, ma mi è stato detto che era impossibile, allora ho pregato di essere ricoverata perché speravo di riuscire a portare avanti la gravidanza fino al momento in cui sarebbe stato sicuro partorire. Non poteva succedere di nuovo! Il mio bimbo doveva sopravvivere! E poi io? Si poteva sopravvivere ad un tale dolore....un'altra volta? Dopo quattro giorni il cuore del mio bambino non batteva più, e dopo altri tre giorni e due compresse ho partorito il mio terzo figlio. Morto. E posso dire che lì sono morta un po' anche io.

 

È ritornato come un boomerang il dolore di entrambe le perdite: ero stordita, arrabbiata col mondo e mi sentivo rifiutata insieme ai miei bambini perché a nessuno piace sentir raccontare di bambini che muoiono... ma io avevo un disperato bisogno di parlare del mio dolore, dei miei sogni infranti e così ho cominciato a pensare di non dover parlare per forza con amici o parenti e mi sono imbattuta nell'associazione CiaoLapo il cui obiettivo è quello di dare accoglienza ai genitori colpiti da lutto perinatale, ma anche informare e sensibilizzare la società civile e il personale medico. Mi ha fatto davvero bene parlare e conoscere altre persone che provavano le mie stesse emozioni e forse anche grazie al loro supporto io e mio marito abbiamo deciso di riprovarci ancora!

 

Mille speranze, diecimila paure, un milione di sogni... Fino all'ottavo mese tutto perfetto, ma poi ho cominciato ad avere sbalzi di pressione e sono stata ricoverata per cinque settimane vissute tra il dolore di lasciare sola la mia bambina a casa e il dovere di fare di tutto per proteggere questa nuova vita. Nonostante il ricovero la pressione continuava ad andare su e giù e perciò è stato necessario operare d'urgenza a 36 settimane e far nascere il mio piccolo/grande guerriero!

Quando siamo tornati a casa non mi è sembrato vero, ancora oggi guardo i miei figli vicini e mi sembra un sogno! Ci sono due bambini che riempiono le nostre giornate, due bambini che ci sorridono e ci abbracciano forte... tuttavia voi ne vedrete due, ma io ho quattro figli!

 

di mamma Mariarosa

 

 

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