Aborto spontaneo

Aborto spontaneo alla dodicesima settimana. Penso sempre all'angelo che non ho potuto stringere a me

Di mammenellarete
donna

02 Marzo 2018 | Aggiornato il 06 Agosto 2018
Dopo quattro gravidanze andate bene, rimasi incinta per la quinta volta. Ma alla dodicesima settimana abortii spontaneamente. Vissi l'esperienza molto male, ero disperata. Poi per fortuna, piano piano, mi ripresi. Pochi mesi dopo rimasi di nuovo incinta, per fortuna andò tutto bene e a gennaio del 2017 nacque Gioele, il mio quinto figlio. Ogni tanto vado ancora a rivedere l'ecografia del mio piccolo angelo, che non ho potuto mai stringere a me. Lo porterò per sempre nel mio cuore.

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Ero sposata con mio marito da 15 anni e con enorme sorpresa, dopo 4 bimbi meravigliosi, il 22 luglio 2015, scoprimmo di aspettare un altro tesoro.

 

Inizialmente fummo presi un po' dall'ansia, ma poi divenimmo felicissimi. Non so perché, ma per la prima volta non me la sentii di dirlo subito agli altri bimbi, ai miei genitori e ai parenti.

 

Trascorsero serenamente i primi tre mesi tra lavoro e impegni vari. Continuavo a provare tutti i sentimenti tipici della gravidanza, perciò ero più che tranquilla. Eppure, la notte prima di fare l'ecografia della dodicesima settimana, mi svegliai agitata perché sognai di aver perso il bimbo.

 

Mi dissi che era stato solo un brutto sogno e mi accarezzai la pancia. Il primo settembre io e mio marito ci recammo all'ospedale per l'ecografia. Mi sdraiai e mio marito era vicino a me e mi teneva la mano... quando la dottoressa iniziò a fare l'ecografia da sola capii che c'era qualcosa che non andava.

 

Poiché nello schermo vedevo il bimbo immobile e non scorgevo il cuoricino battere (dopo 4 gravidanze un po’ me ne intendevo), iniziai a preoccuparmi. Infatti non tardò molto ad arrivare la sentenza della dottoressa: “Mi dispiace ma vi devo dare una brutta notizia, non c'è battito. Probabilmente si è fermato una settimana fa”. Mi rivestii senza dire una parola, anzi con molta freddezza chiesi alla dottoressa cosa dovevo fare per risolvere questa cosa.

 

Dopo avermi spiegato come dovevo comportarmi, andai via da quello studio senza versare una lacrima. Invece mio marito era molto addolorato. Non feci in tempo ad arrivare al parcheggio che cominciai a piangere disperatamente! La mattina dopo, cioè il 2 settembre, mi svegliai e diedi gli auguri a mio marito visto che era il nostro anniversario di matrimonio. Ci recammo poi in ospedale.

 

Mi fecero un'altra ecografia per accertarsi che non ci fosse battito e nel pomeriggio mi fecero il raschiamento. La sera, quando ritornammo a casa, gli altri miei bimbi ci avevano organizzato una festa. Loro infatti sapevano che eravamo andati a trascorrere qualche oretta da soli per festeggiare l'anniversario.

 

Fu difficilissimo far finta di stare bene perché ero tanto stanca per l'effetto dell'anestesia e per quanto avevo pianto durante la strada del ritorno. I giorni successivi furono bruttissimi! Stavo molto male. Mi dava fastidio anche quando uno dei bimbi mi si avvicinava... poi per fortuna, piano piano, mi ripresi.

 

Pochi mesi dopo rimasi di nuovo incinta, per fortuna andò tutto bene e il 29 gennaio 2017 nacque il nostro Gioele. Ogni tanto vado ancora a rivedere l'ecografia del mio piccolo angelo, che non ho potuto mai stringere a me. Lo porterò per sempre nel mio cuore.

 

di Clara 

 

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