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Siete arrivati senza aspettarmi nulla in cambio

di Nostrofiglio Redazione - 20.02.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
"Siete arrivati senza aspettarmi nulla in cambio" è la storia di una coppia alla ricerca di un figlio. Le fatiche affrontate, la presa di coscienza, la nascita di due gemelli

In questo articolo

Siete arrivati senza aspettarmi nulla in cambio

Tutto iniziò nel 2020. Il covid mi fece capire una cosa: la famiglia; ovvero l'importanza della famiglia. Di fronte alle difficoltà dello stare insieme, la lontananza, la preoccupazione della salute dei tuoi cari, il lavoro che si ferma, l'isolamento, la mancanza di vita al di fuori delle quattro mura.. cosa c'è di più importante della famiglia e dell'amore che puoi dare e ricevere?
 
Da lì decisi di avere un figlio con il mio compagno che da poco è diventato mio marito.
 
Sentivo l'orologio biologico scorrere inesorabile, avevo fretta di averlo subito e così cominciai a calcolare ogni rapporto per massimizzare le probabilità di rimanere incinta.
Ogni mese era un'angoscia perché ormai lo avevo bene in testa. Lo volevo. Subito!
 
Diversi mesi dopo, scoprii che ben tre mie amiche erano in dolce attesa, tre! E io mi sentivo sempre meno adatta; perché per me è sempre tutto più difficile? Perché io non riesco a concepire?
 
Nel frattempo sembrava che la vita tornasse quasi alla normalità, si ricominciava ad uscire, a frequentare persone e luoghi d'interesse, ovviamente vedevo solo carrozzine e neonati attorno a me.
 
Arrivò agosto. Le ferie, il meritato momento di relax nel quale potevo notare quante famiglie felici si godevano qualche giorno di sole e di mare, giocando insieme a riva, bagnati dalle onde , costruendo castelli di sabbia, aspettando la sera per passeggiare tutti insieme , cullando i lori piccoli con il rumore del mare. Io guardavo quelle famiglie e sprofondavo sempre più nel desiderio di godere anche io di quei momenti che si allontanavano giorno dopo giorno.
 
Mentre la testa poteva aggrapparsi solo a mille domande, passarono quattro mesi ma poi scoprii finalmente di aspettare il mio bambino!
 
Ero in estasi ma volevo tenere solo per me ed il mio compagno questa notizia, fino al momento giusto.
 
Comprai due ciucci da regalare ai nonni, per Natale, si perché scoprii a Novembre la tanto desiderata gravidanza e Natale era proprio il momento migliore per fare questo regalo ai nonni!
 
Purtroppo il Covid tornò a bussare alla porta. Sembrava svanire il sogno del mio Natale magico, ma prima ancora che questo maledetto virus rovinasse i piani, ebbi una perdita di sangue.
 
Io faccio la parrucchiera, ho un salone mio. Sto molte ore in piedi e a Dicembre lo stress lavorativo è al massimo. Mi ricordo che andai in bagno per i forti dolori. Ormai ero di 6 settimane, mi accorsi del sangue sugli slip. Piansi. Dovetti tornare di là, in negozio facendo finta di nulla. Ero sola, non potevo scappare via con le clienti sedute …
 
La sera tornai a casa , era il 24 dicembre. La vigilia. I suoceri mi aspettavano per lo scambio dei regali e per il panettone. Niente cena per via del covid. Andai al pronto soccorso, speravo non fosse nulla di che, su internet c'era scritto che poteva essere normale, ma immaginavo che normale non fosse.
 
Il mio compagno mi aspettava in auto perché non poteva entrare allora, subito mi misero sulla carrozzina per portarmi in reparto, mi visitarono e mi dissero subito che del feto non c'era ombra
In negozio, nel momento dell'accaduto, vidi una strana "pallina,  un grumo molto grosso di sangue. In quel momento mi si gelò il sangue. Quello poteva essere il mio bambino. Bambino che se ne andò così, in un wc. Scoppiai a piangere e corsi in auto dal fidanzato.
 
Decisi di passare per malata e andai a casa, lasciando solo lui dai suoceri per la vigilia. La più triste della mia vita.
Tolsi i pacchetti dei ciucci da sotto l'albero e li misi in uno scatolone. Da allora passarono mesi e mesi, calcoli, prove, ansie e paranoie.
 
Niente. Il ginecologo mi "abbandonò " liquidandomi con : "Vai in un centro di fecondazione assistita, io non so che farci, apparentemente sembra tutto ok." E così , intrapresi questo percorso .
 
Mi iscrissi in ospedale alla fecondazione assistita. Iniziai a settembre, fui richiamata a novembre per la prima visita. Da lì mi programmarono altre visite per capire il problema che si scoprì poi non sussistere; mi misi in attesa e a marzo mi chiamarono per iniziare le terapie.
Erano delle punture di ormoni, che avrebbero portato a maturazione alcuni ovuli, poi avrebbero inserito lo sperma su quell'ovulo "maturato a dovere". 
 
Ebbi il covid per cui dovetti disdire la mia fecondazione dopo un mese di terapia. Uno spreco inutile . Una tristezza infinita. Dovevo aspettare ancora un mese. Ci riprovai ad aprile. Portai a termine tutto il processo.
 
Aspettai con ansia il momento per fare il test di gravidanza. Negativo ovviamente. Perché sapevo che non poteva andarmi così bene. Non a me.
 
Mi vollerò visitare, notarono che le ovaie con questi trattamenti follicolari erano compromesse. Mi dissero che avremmo dovuto sospendere queste cure finché non sarebbero tornate normali. Io caddi in disperazione, ma con l'aiuto di una mia cara amica, riuscii ad uscire dallo sconforto e ad accettate il fato. Probabilmente non dovevo diventare madre, almeno ora.
 
I miei figli non dovevano arrivare per egoismo, perché io li volevo, dovevano arrivare quando era il loro momento e se fosse stato il loro momento.

Lo sentivo, lo sapevo, questa volta è la mia volta

Ebbi un cambio drastico di visuale. Non dovevo essere egoista. Dovevo accettare che mio figlio o i miei figli, arrivassero non per riempire una ferita, non per andare al mare insieme, non per non farmi sentire sola ma semplicemente per donare a loro la vita senza aspettarmi nulla in cambio.
 
E così, il mese successivo partii per un piccolo viaggio. Andai al matrimonio di una cara amica, iniziai ad uscire e a non pensarci più. Quel mese non feci l'amore programmato. Anzi lo feci solo una volta perché ero talmente stanca della meccanicità e soprattutto delle false speranze, che avevo bisogno di una pausa, di non sperare nel test di gravidanza e così mi allontanai fisicamente dal mio compagno. 
 
Mi distrassi con i preparativi del mio matrimonio che organizzammo in fretta. A Settembre 2022 volevamo realizzare almeno questo sogno d'amore. E così fu. 
 
Il giorno del mio compleanno, il dieci giugno, il ciclo era in ritardo di due settimane. Rridendo feci un test di gravidanza ma sapevo benissimo che dopo tutti i tentativi andati male, non potevo di certo essere incinta avendo avuto un solo rapporto!
Invece fu proprio così.
Incredula piansi, risi e poi piansi ancora. Che bella sorpresa potevo fare al mio futuro marito quella sera!
Anche lui non poteva credere al miracolo!
 
Dopo mesi di disperazione, due fecondazioni andate male, rimasi incinta nell'unico mese in cui avemmo avuto un solo rapporto e senza nessun aiuto ormonale. Questo era il miracolo. Sapevo che stavolta sarebbe andato tutto bene perché era destino. Era un'assurdità, era per forza il momento giusto. Una probabilità quasi inesistente di concepire rispetto ai sacrifici fatti nei due anni precedenti.
 
Dopo solo un mese prenotai la prima ecografia. Sentivo che fossero due bimbi. Ridendo, il mio futuro marito mi disse di "non gufare "ma io gufai benissimo.  "Signora sono due bambini ". Risi, piansi e risi ancora! Lo sapevo. Lo sentivo! Questa volta è la mia volta.
 
Mi sposai con il pancione, nelle foto eravamo in quattro. Non poteva esserci cosa più bella. Tutte le visite andarono bene, anche se non mancarono preoccupazioni. Quando sono due gemelli ci sono molte più visite e approfondimenti che possono rilevare anche le più piccole anomalie.
 
Decisi comunque di essere sempre positiva perché questa era una gravidanza karmica. E così fu. L'otto dicembre duemilaventidue, sotto la protezione della Madonna, nacquero con due mesi di anticipo i miei gemellini. Trenta settimane e quattro giorni. Molto prematuri, con un peso di poco più di un chilo e mezzo.
Passai le mie giornate in terapia intensiva, triste ma con la consapevole che sarebbe andato tutto bene. Così è stato. Ad oggi è poco più di un mese che li stringo tra le mie braccia, belli, forti e sani.
 
Scrivendo questa lettera nel cuore della notte, coccolandoli mentre piangono per le coliche, mi accorgo di essere fortunata nonostante tutti i sacrifici, compreso quello di non dormire!
 

Questa storia è stata condivisa da Simona, 34 anni, che ha deciso di scriverci per dare speranza ad altre mamme come lei.

 

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