Epidurale

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Parto cesareo
Mi dissero che il mio bimbo era morto. Poi il miracolo
Durante il parto, dopo avermi fatto l'epidurale, i medici mi dissero che il bimbo non aveva più battito cardiaco. In quel momento mi sentii malissimo. Andammo di corsa in sala operatoria. Mi fecero un taglio cesareo d'urgenza in codice rosso, avevo quattro ginecologi, quattro ostetriche e l'anestesista. Dopo solo tre minuti, per fortuna, nacque il mio ometto e appena ascoltai il suo pianto, mi sentii la mamma più felice del mondo!
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Epidurale
Parto cesareo: la mia esperienza difficile dopo l'epidurale
Scrivo per raccontarvi l'esperienza del mio parto cesareo. Il 13 febbraio persi il tappo mucoso. Andai in ospedale e mi dissero che ancora c'era molto tempo da aspettare per il parto. Controllarono la bimba, dicendomi che stava bene, quindi decisero di rimandarmi a casa.

Poco dopo cominciarono le contrazioni: le percepivo ogni 5 minuti. Tornammo in ospedale, ma mi dissero ancora una volta che la bimba stava bene, quindi fummo ancora una volta costretti ad andare a casa.

Allora mi recai per sicurezza dal ginecologo: mi aiutò con le mani ad allineare il collo dell'utero ed ebbi le contrazioni ancora più forti. Tornammo in ospedale di nuovo, ma i medici dissero che 
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Dall’epidurale alla meditazione
Beatrice Benfenati, insegnante di yoga con più di trent'anni di esperienza fra le prime in Italia a proporre corsi in gravidanza e di sostegno post-parto nel centro AsiaDojo di Bologna, ci invita alla ri-scoperta del nostro primo rapporto significativo con il mondo: la nascita.
Beatrice ha raccolto tutta la sua esperienza in un libro dedicato alla sacralità della nascita e pubblicato da Edizioni Eugea. “Dall'epidurale alla meditazione”, questo il titolo del libro, si inserisce nel vivo di un dibattito attualissimo, che si muove tra gli scandali per il preoccupante incremento di parti cesarei negli ospedali italiani e la rivendicazione delle donne al diritto a un parto senza dolore, e offre un nuovo livello di profondità alla dualità della scelta tra epidurale e parto naturale.
Beatrice Benfenati segnala l'esistenza di un'altra “Via”, da preparare giorno per giorno durante la gravidanza, imparando ad ascoltare il proprio corpo attraverso le asana e a leggere correttamente le proprie emozioni attraverso la meditazione. “Quando la donna si scopre in attesa si domanda inevitabilmente si ritrova tra due fuochi: da un lato la gioia e dall’altro la paura per la grossa responsabilità che dovrà affrontare. A queste due emozioni, spesso, se ne aggiunge una terza: il senso di colpa per non sentirsi solo felice, per i dubbi che emergono e che nessuno l’ha educata ad affrontare. [...] Per la nostra cultura la gravidanza è solo un cambiamento del corpo, non ci si domanda perché popolazioni “primitive” l’abbiano considerata un’iniziazione e l’abbiano trattata con un senso di sacralità. In realtà è un contatto diretto col Mistero che siamo e con i sentimenti che lo evocano: l’irreversibilità, la mancanza di controllo, la domanda sul senso, l’inadeguatezza, il fascino e il timore”.
Vediamo insieme la presentazione del suo libro: