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Volevo un parto naturale

di mammenellarete - 18.09.2013 - Scrivici

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Vorrei raccontarvi la storia della nascita della mia Aurora. Quello che mi aspettavo era una gravidanza serena e un parto naturale. Ci tenevo tanto, e venendo da una famiglia in cui tutte hanno avuto questo, non credevo ci sarebbero stati problemi ... La vita in realtà aveva in serbo per me qualcos'altro :) A 28 settimane ho cominciato a soffrire di pressione alta, proteinuria, gambe gonfissime. A 36 settimane la situazione è degenerata. In realtà io mi autoconvincevo di star benissimo, ma le analisi dicevano giorno dopo giorno il contrario. Do il mio ultimo esame universitario venerdì 28 giugno 2013, il lunedì vado al controllo tutta felice di potermi godere senza lo stress universitario il mio ultimo mese di gravidanza. Ma i risultati delle analisi si rivelano peggiorati , la pressione con tutti i farmaci che assumevo era 160/110. Il ginecologo mi dice che mi trovo in un limbo : la situazione può peggiorare da un momento all'altro e il rischio per me e la mia piccola aumenta. Io scoppio a piangere: La mia bimba è troppo piccola, potrebbe non respirare, non ho nulla pronto, neanche la borsa! Come farò? Mi prescrive le punture al cortisone, mi dice di monitorare ogni tre ore la pressione e nel caso di un aumento di correre al pronto soccorso, altrimenti mi dice di vederci dopo tre giorni. Giovedì 4 luglio, io e mio marito andiamo al controllo. Le analisi peggiorano e mi dicono che la mattina dopo mi avrebbero fatto il cesareo: la pressione era troppo instabile e avrei rischiato con un parto naturale. Non ci volevo credere: io volevo un parto naturale e invece a 36 settimane mi avrebbero fatto un cesareo. LEGGI TUTTO SUL PARTO  La notte non riesco a dormire, parlo alla mia piccola, le chiedo scusa perché per colpa mia la faranno uscire un mese prima da quel ventre che protegge ma che nel mio caso poteva ucciderla. Mi sentivo così in colpa. A un certo punti mi alzo e comincio meccanicamente a lavarmi e preparmi. Mi sentivo in una dimensione senza tempo e senza spazio. Mi guardo allo specchio e mi dico che devo essere forte, ormai sono quasi una mamma e le mamme sono forti! Alle 7 del 5 luglio 2013 sono in clinica, mi sistemo nella camera, mi preparano e alle 8 sono in sala. Mio marito mi tiene la mano, l'anestesista è visibilmente preoccupato, parla a bassa voce con il ginecologo e io mi ripeto di essere forte, che ce la devo fare, che andrà tutto bene. Mi fanno la spinale, mi fanno sdraiare, mio marito è vicino a me, io comincio a sentir formicolare e un gran caldo alle gambe. Mi prude il viso, cominciò a grattarmi. Poi sento odore di pollo e so che il bisturi elettrico ha cominciato a fare il suo dovere. Continuò a grattarmi e l'unica cosa a cui riesco a pensare è se la mia bimba sarà in grado di respirare. LEGGI TUTTO SUL PARTO CESAREO Alle 8.27 vedo gli occhi di mio marito brillare, sento il pianto della mia Aurora, le lacrime scorrono sul viso lavando via tutta la paura delle ultime settimane.

rrei raccontarvi la storia della nascita della mia Aurora. Quello che mi aspettavo era una gravidanza serena e un parto naturale. Ci tenevo tanto, e venendo da una famiglia in cui tutte hanno avuto questo, non credevo ci sarebbero stati problemi ... La vita in realtà aveva in serbo per me qualcos'altro :)

 

A 28 settimane ho cominciato a soffrire di pressione alta, proteinuria, gambe gonfissime.

 

A 36 settimane la situazione è degenerata. In realtà io mi autoconvincevo di star benissimo, ma le analisi dicevano giorno dopo giorno il contrario.

 

Do il mio ultimo esame universitario venerdì 28 giugno 2013, il lunedì vado al controllo tutta felice di potermi godere senza lo stress universitario il mio ultimo mese di gravidanza.

 

Ma i risultati delle analisi si rivelano peggiorati , la pressione con tutti i farmaci che assumevo era 160/110. Il ginecologo mi dice che mi trovo in un limbo : la situazione può peggiorare da un momento all'altro e il rischio per me e la mia piccola aumenta.

 

Io scoppio a piangere: La mia bimba è troppo piccola, potrebbe non respirare, non ho nulla pronto, neanche la borsa! Come farò?

 

Mi prescrive le punture al cortisone, mi dice di monitorare ogni tre ore la pressione e nel caso di un aumento di correre al pronto soccorso, altrimenti mi dice di vederci dopo tre giorni.

 

Giovedì 4 luglio, io e mio marito andiamo al controllo. Le analisi peggiorano e mi dicono che la mattina dopo mi avrebbero fatto il cesareo: la pressione era troppo instabile e avrei rischiato con un parto naturale.

 

Non ci volevo credere: io volevo un parto naturale e invece a 36 settimane mi avrebbero fatto un cesareo.

 

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La notte non riesco a dormire, parlo alla mia piccola, le chiedo scusa perché per colpa mia la faranno uscire un mese prima da quel ventre che protegge ma che nel mio caso poteva ucciderla. Mi sentivo così in colpa.

 

A un certo punti mi alzo e comincio meccanicamente a lavarmi e preparmi. Mi sentivo in una dimensione senza tempo e senza spazio. Mi guardo allo specchio e mi dico che devo essere forte, ormai sono quasi una mamma e le mamme sono forti! Alle 7 del 5 luglio 2013 sono in clinica, mi sistemo nella camera, mi preparano e alle 8 sono in sala.

 

Mio marito mi tiene la mano, l'anestesista è visibilmente preoccupato, parla a bassa voce con il ginecologo e io mi ripeto di essere forte, che ce la devo fare, che andrà tutto bene. Mi fanno la spinale, mi fanno sdraiare, mio marito è vicino a me, io comincio a sentir formicolare e un gran caldo alle gambe.

 

Mi prude il viso, cominciò a grattarmi. Poi sento odore di pollo e so che il bisturi elettrico ha cominciato a fare il suo dovere. Continuò a grattarmi e l'unica cosa a cui riesco a pensare è se la mia bimba sarà in grado di respirare.

 

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Alle 8.27 vedo gli occhi di mio marito brillare, sento il pianto della mia Aurora, le lacrime scorrono sul viso lavando via tutta la paura delle ultime settimane.

 

Me la avvicinano: è lei, è perfetta, respira...

 

La prima immagine della mia piccola rimarrà scolpita nella mia mente per sempre: così piccola, così fragile, ma così bella, perfetta in ogni dettaglio!

 

Mi dicono che la portano nell'altra stanza per il bagnetto: sento i miei muscoli rilassarsi , chiudo gli occhi. Ora può succedere qualsiasi cosa, Aurora sta bene..

 

E tutto il resto non ha senso: non ho avuto il mio parto naturale, non ho avuto una gravidanza serena, ma quando stringo la mia piccola tra le braccia e lei mi sorride sento di essere la donna più fortunata del mondo.

 

di Marzia

 

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