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Un parto cesareo traumatico

di mammenellarete - 08.05.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Questa è l'esperienza di mamma Cristina che ha deciso di raccontare il suo parto cesareo traumatico

In questo articolo

Un parto cesareo traumatico

Ho immaginato il mio parto fin da quando ho scoperto di essere incinta, ho ascoltato e letto tante esperienze.
Per questo quel giorno sono entrata in sala parto preparata, mai avrei pensato ad una cosa del genere.

Dopo una gravidanza abbastanza tranquilla, il 13 dicembre alle 4 del mattino mi si rompono le acque. Corro in ospedale, dove mi fanno il primo tracciato e mi ricoverano. Le prime contrazioni partono alle 7 del mattino. Alle 13 chiedo l'iniezione dell'epidurale e l'ostetrica accurandosi che fossi già abbastanza dilatata mi porta in sala parto e così mi viene fatta la prima dose.
Passano così parecchie ore, per un totale di tre epidurali.

Alle 22 avviene il cambio turno e l'ostetrica visitandomi si rende conto, non solo che l'ostetrica precedente si era sbagliata e non fossi abbastanza dilatata, ma anche che il mio collo dell'utero non si era mai accorciato. Così decidono di portarmi in sala operatoria dopo per 14 ore di travaglio, per farmi un parto cesareo.

L'inizio della terribile esperienza

Alle 23:15 nasce la mia piccola. Mentre la tirano fuori sento i medici dire che la mia bimba è "piccola". Nessuno che si preoccupa di tranquillizzarmi e dirmi che la bimba sta bene. Mi agito e mi addormento.

Mi risveglio qualche ora dopo chiedendo della mia bambina. Mi rispondono che sta bene ma che essendo piccina l'avrebbero tenuta un po' in incubatrice. Me la portano solo alle 3 di notte, nonostante io non mi potessi alzare dal letto me la lasciano in camera distante un metro, senza neanche farmela vedere (cosa che rimpiangerò per tutta la vita)
La vedo così la mattina dopo.

Sembra tutto a posto, fino a quando la mattina dopo avverto dei dolori lancinanti all'addome. Mi visitano e mi dicono "normale , il cesareo è un intervento a tutti gli effetti".

È iniziato il calvario. Giornate piene di dolore, febbre alta, non riuscivo a camminare e non riuscivo a vedere bene.


Dopo ben 5 giorni di ricovero (dove mi avevano convinto che ero io esagerata e soprattutto mi convincevano a dire al dottore di dimettermi) mi fanno un eco transvaginale  dove però tutto risulta normale.

Solo al settimo giorno e al cambio medico, mi viene fatta un'eco addominale e si rendono conto di una grossa raccolta di sangue. Così iniziano l'antibiotico dove però per ben 4 giorni non fa effetto.

Allora cambiano antibiotico, togliendomi così anche l'allattamento per 6 giorni (la bambina abituandosi al biberon non si è più attaccata al seno).
Dimessa dopo 17 giorni di ricovero, senza una scusa, senza un saluto, come se tutto fosse normale .

Consapevolezza

Ora mi chiedo, quanto è normale? 

Rovinare il giorno che doveva essere il giorno più bello della mia vita, portarmi ancora questa brutta esperienza dietro a distanza di 5 mesi … piangere ogni volta che penso al fatto di non aver visto il viso della mia bimba appena nata … di non aver avuto nessuno che mi stringesse la mano durante il cesareo, di sentirmi in colpa e sbagliata.

Di avermi fatto credere che fossi io esagerata, io incapace di sopportare il dolore, sentirmi dire "è un intervento a tutti gli effetti che cosa si aspettava" come se avessi deciso io tutto ciò.

Essermi sfogata e aver avuto il coraggio di scrivere le mie emozioni è un inizio che mi ha portato a capire di aver bisogno di chiedere aiuto per superare questo mio trauma.

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