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Un lunghissimo travaglio, ma il dolore è sparito appena ho visto mio figlio

di mammenellarete - 08.06.2015 - Scrivici

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Fonte: Alamy.com
Scrivo per raccontare l'esperienza del mio primo parto . Ho vissuto un lunghissimo travaglio e, in più, i dottori hanno scoperto all'ultimo momento che mio figlio era in una posizione non favorevole alla nascita: aveva la testa rivolta verso l'alto e girata a destra. Per fortuna tutto è andato bene: ho dato alla luce il mio meraviglioso bimbo con parto cesareo . Il dolore e l'attesa sono spariti nell'istante in cui ho visto il suo volto per la prima volta.  

Giunta alla quarantesima settimana più quattro giorni, andai nel laboratorio dell'ospedale dove a breve avrei partorito. Dovevo fare un tracciato di routine: i dottori me lo fecero ripetere tre volte perché il mio bimbo non si muoveva molto.

 

I medici non capivano perché il mio bimbo non accennava a muoversi e per questo motivo mi mandarono al pronto soccorso ostetrico. Lì, dopo un altro tracciato, mi ricoverarono perché dagli esami risultava che ero già in travaglio. Il tracciato riportava contrazioni alte, ma in realtà io non avvertivo nulla.

 

Sicura che avrei partorito da lì a poco, iniziai a sentirmi molto emozionata. Ma la mia eccitazione calò man mano che passavano le ore. Trascorsero addirittura giorni e non accadde nulla. Ero già alla quarantunesima settimana inoltrata.

 

I medici mi dissero che il mio era stato un "falso travaglio", ma che ormai a quel punto della gravidanza non potevano più dimettermi. Allora rimasi in ospedale fino al giorno in cui decisero di indurmi il parto. Ero giunta alla quarantunesima settimana più tre giorni.

 

Erano le 13.30 di martedì 17 giugno, quando i dottori decisero di indurre il parto con il gel. Subito dopo tornai in stanza e iniziai a passeggiare in corridoio. Ero tranquillissima. Dopo sei ore mi diedero una seconda dose, che risultò essere per me acqua fresca.

 

Trascorsi la notte a dormire e a passeggiare nell'attesa che arrivasse qualche contrazione, ma niente! La mattina seguente decisero di attaccare la flebo di ossitocina direttamente in vena e finalmente giunsero le tanto desiderate contrazioni.

 

Durante il monitoraggio si accorsero che il mio bimbo aveva la testa rivolta verso l'alto e girata a destra (piuttosto che dritta con il mento posato sul petto). Allora i dottori decisero di farmi stare per circa 45 minuti o più sdraiata su di un fianco per provare a far girare il bimbo nella maniera corretta.

 

Trascorsero ben otto ore di travaglio. Io ero pronta per spingere, ne sentivo il bisogno e iniziai a farlo, ma il piccolo non scendeva. Dopo diversi tentativi il medico mi spiegò che il bambino aveva assunto una posizione che lo bloccava all'interno del mio bacino e che nonostante le spinte, lui non sarebbe potuto uscire comunque.

 

Il dottore mi guardò negli occhi e poi guardò mio marito, che era stato con me durante il mio travaglio e disse: "dobbiamo fare un cesareo d'urgenza!" Mio marito gli rispose prontamente: "dottore, faccia quello che è meglio per mia moglie e mio figlio!"

 

Entrai in sala operatoria alle 15.12 del 18 giugno. Non facevo che guardare la parete alla mia sinistra, alla quale era appeso un grande orologio. Accanto all'orologio c'era un crocifisso. Io lo guardavo e pregavo continuamente affinché tutto andasse per il meglio!

 

Alle 15.20 in punto nacque finalmente il mio meraviglioso bambino. Pesava 3.700 kg: sembrava un coniglietto nelle mani dell'ostetrica, la quale lo avvicinò subito al mio viso.

 

Era ancora tutto umido e aveva due grandi occhioni spalancati che mi fissavano. Piansi per la gioia e dimenticai la lunga attesa in quell'istante. Riuscii a sussurrargli: "amore mio grande, finalmente ti vedo, vai da papà ora e fatti conoscere anche da lui!"

 

Sono trascorsi undici mesi da quel giorno e ringrazio Dio per mio figlio, il mio immenso dono.

 

di mamma Francesca

 

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

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