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Alessia e Giorgia: le mie due bimbe nate in un lampo

di mammenellarete - 20.06.2017 - Scrivici

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Fonte: Pixabay
Con due spinte sono diventata mamma della mia bellissima e dolcissima Alessia! E nel mio secondo parto, due anni e mezzo dopo, arrivata al Pronto Soccorso, mi hanno mandato subito in reparto e dal reparto in sala parto, coi miei vestiti, senza tracciato e senza documenti di ricovero. Giorgia è nata così. Un uragano nel nascere e un uragano nella vita!

Il mio primo parto. . . come è stato?

Ho frequentato il corso preparto e avevo già capito che non sarebbe stato semplice. Da buona ansiosa che sono. Ma parlavo spesso alla mia cucciola in grembo, Alessia, e le dicevo:

"TI PREGO, NON MI FARE MALE".

Quel giorno ero più stanca del solito nonostante avessi ancora qualche giorno davanti a me e ogni tanto perdessi pipi (credevo io!). Poi mi sono fatta convinta ad andare in ospedale e al Pronto Soccorso mi dissero che mi avrebbero ricoverato: quella che stavo perdendo non era pipì, ma una piccola rottura delle membrane. . .

"Oh, no!"

Mi sono coricata, non mi ricordo per quanto tempo! Senza nemmeno dolori!

Nella notte invece, ho qualche dolorino sporadico. Sopportabile, tra massaggi e respirazione.

Verso le 6 di mattina i dolori si fanno più vicini e alle 10, nonostante l'ostetrica mi avesse visitato poco prima, mi viene da spingere! Feci come mi dissero: trattenere perché non era ancora ora. Ma la seconda spinta venne più forte di prima così l'ostetrica urgentemente ha chiamato una barella e velocissimamente entro in sala parto. Con due spinte sono diventata mamma della mia bellissima e dolcissima Alessia!

Il mio secondo parto è stato a 2 anni e 3 mesi di distanza dal primo. Il tempo stava finendo, ma Giorgia non si decideva. . . una notte ebbi dei dolori che andavano e venivano. Essendo sporadici aspettai la mattina per andare in ospedale.

Lì mi visitarono e mi dissero che mi stavo preparando e non sapendo che non fossi una primipera mi fecero decidere se ricoverarmi o tornare a casa e aspettare i dolori. Io, con una bimba piccola, tornai a casa.

Passai la giornata tra una contrazione e una sistematina a casa finché la sera mandai a letto la piccola col papà e io rimasi sul divano a sonnecchiare.

Iniziarono i dolori che durarono un'ora, dopo di che mi si ruppero le acque e partimmo per l'ospedale. Nel frattempo a me veniva da spingere. Così, arrivati al Pronto Soccorso, mi mandarono subito in reparto e dal reparto subito in sala parto, coi miei vestiti, senza tracciato e senza documenti di ricovero.

Giorgia è nata così. Un uragano nel nascere e un uragano nella vita!

di mamma Giulia

(storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook)

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