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TTTS, sindrome da trasfusione feto-fetale e gravidanza gemellare. La mia storia

di mammenellarete - 28.11.2022 - Scrivici

gemelle
Fonte: Shutterstock
Ho portato avanti una gravidanza gemellare con la sindrome da trasfusione feto-fetale. Emma e Viola oggi camminano, hanno fatto i test psicomotori raggiungendo altissimi risultati e sono sanissime. Non finirò mai di ringraziare i medici che mi hanno seguito.

In questo articolo

Salve, vorrei raccontare la storia della mia gravidanza gemellare, un'odissea vera e propria. A febbraio 2021 scopro di essere incinta di due gemelle, gravidanza monoamniotica e monocoriale. Faccio i controlli ogni 15 gg, faccio il DNA fetale per stare tranquilla e la gravidanza procede. Al quarto mese ho una pancia enorme che mi fa male al tatto ma le persone a cui lo dico mi rispondono che sono esagerata. 

Al quinto mese il mio ginecologo si accorge che qualcosa non va, ma non sa cosa perché in Calabria non abbiamo i mezzi per valutare questo tipo di gravidanza e perciò mi manda da un ginecologo im Campania, il quale mi dice che avrei dovuto rinunciare ad una gemella per salvare l'altra, ma che comunque quella che sarebbe nata sarebbe stata malata e addirittura le sarebbe mancato il labbro.

Io e mio marito ci informiamo e scopriamo che a Milano c'è un ospedale importante e un dottore che si occupa di questo tipo di gravidanza, per cui prendiamo un aereo e andiamo. La diagnosi è TTTS, sindrome da trasfusione feto-fetale, una bimba stava assorbendo tutto l'ossigeno dell'altra causandole una sofferenza cardiaca e un'ischemia, ma comunque NON erano malate e tantomeno malformate.

TTTS, sindrome da trasfusione feto-fetale. Le mie gemelline sono sane!

Mi operano subito, separano con il laser la placenta a metà, in modo che ogni bimba abbia la sua, ma mi dicono che bisogna aspettare 24 ore prima di sapere se l'intervento ha avuto successo. Dopo 24 ore l'intervento ha successo, le piccole sono vive ma una delle due ha una piccola formazione al cuore che non si sa di che natura sia, forse va operata alla nascita.

Dopo un po' la cardiologa dice che forse quella formazione potrebbe essere sintomo di neurofibromatosi ma che bisogna aspettare la nascita e una risonanza per saperlo e quindi dobbiamo restare a Milano fino al parto. Al sesto mese si rompe il sacco amniotico e mi ricoverano, per fortuna è un buco piccolo e inizio la terapia per ritardare il parto.

Nel frattempo si era formata una briglia amniotica che stava stringendo il piede di una bimba.

A 30 settimane le bimbe decidono di voler nascere e il 9 agosto 2021 vengono al mondo Emma (1,370 kg, 36 cm) e Viola (1,200 kg, 35 cm). Viola viene rianimata con massaggio cardiaco e sono trasferite entrambe in TIN neonatale. Quando le ho viste ho pensato che non sarebbero mai cresciute.

Restano in ospedale un mese e mezzo, facciamo la risonanza e... Emma e Viola sono sane, ogni dubbio è sparito, le mie guerriere tornano a casa e dopo 3 mesi possiamo tornare in Calabria. Ad oggi sono passati 15 mesi e la formazione al cuore di Viola è miracolosamente sparita, forse era dovuta ad un esito ischemico, forse, non si sa, ma non c'è più.

Emma e Viola oggi pesano 10 kg, camminano, hanno fatto i test psicomotori raggiungendo altissimi risultati e sono sanissime. Non finirò mai di ringraziare il dottore che mi ha seguito e tutto lo staff dell'ospedale di Milano, il reparto di ginecologia, il reparto di TIN neonatale. 

Non vi fermate ad un unico parere medico, soprattutto se quel parere viene dal sud... se mi fossi fidata una delle mie piccole non ci sarebbe oggi. È brutto da dire ma a sud si vive bene finché non si hanno problemi di salute. Grazie e spero che la mia storia sia utile a qualcuno.

di Ilaria 

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