Storie

Setticemia dopo il cesareo e depressione post parto, la mia esperienza

Di mammenellarete
post-parto
4 giugno 2020
Dopo il parto cesareo, ho avuto una brutta setticemia in ospedale e sono stata molto male. Passata l'emergenza, torno a casa, ma riconosco i sintomi di una depressione post parto e chiedo aiuto. Solo dopo circa un mese e mezzo dal parto inizio a sentirmi meglio e a provare emozioni positive, quelle che ogni mamma  immagina e che avrei tanto voluto accompagnassero la nascita della mia bambina, che ha sette mesi ed è la mia gioia più grande.

 

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Se mi avessero chiesto di immaginare il mio parto, mai avrei pensato di dover elaborare un evento così traumatico come lo è stato stato per me... Ho 32 anni, nel 2019 io ed il mio compagno decidiamo di provare ad avere un bambino, e così rimango incinta. La gravidanza procede alla grande, continuo a lavorare fino all'ottavo mese, E. sarebbe dovuta nascere a fine ottobre.

 

Inizio a fare i primi tracciati, supero la data presunta ed anche le due settimane ostetriche. Arriva il giorno del ricovero in ospedale per induzione del parto. Iniziano con la fettuccia, ma le contrazioni sono sporadiche, procedono con la flebo di ossitocina e lì arrivano contrazioni fortissime e ravvicinate, ma dopo 30 ore ero dilatata di soli quattro centimetri. Cesareo d'urgenza per mancata progressione.

 

Il mio compagno ed i miei genitori sono fuori dalla sala operatoria ed alle 23.45 nasce E., che, a causa di una posizione della testa particolare, non riusciva ad incanalarsi. Gioia immensa, mi sentivo in un sogno, E. sta bene e da subito si attacca al seno. Il giorno dopo ricevo tutte le visite dei miei cari, fiori, regali, palloncini....Tutti vanno via e resto con la mia piccolina e mia madre.

 

La notte vengo svegliata da brividi, convulsioni e una sensazione tipo allucinazioni. Chiamo l'ostetrica che mi misura la temperatura, febbre a 40. E da lì inizia il mio incubo... Con l'antipiretico la temperatura si abbassa, per poi ritornare alta terminato l'effetto del farmaco. Inizio ad avvertire dolori lancinanti all'addome che non era per niente sgonfio, come se non avessi ancora partorito.

 

Setticemia dopo il parto, la mia esperienza

 

Il giorno seguente effettuano prelievo del sangue ed un valore che indica la presenza di un'infezione è molto elevato. Iniziano a somministrarmi antibiotici ad ampio spettro, che però non hanno effetto, così per due giorni continuo ad avere febbre alta, dolori fortissimi e dissenteria. In tutto questo continua ad allattare E., ma non ho forze, sono disperata e terrorizzata. Inizio a pregare.

 

Finalmente dopo 4 giorni, individuano batterio, mi sottopongo a rx toracica e addominale e tac con mezzo di contrasto. Emerge la presenza di una raccolta di sangue a livello del taglio cesareo ed inizio somministrazione dell'antibiotico specifico ad infusione continua 24 h/24. Sepsi puerperale è la diagnosi, un'infezione nosocomiale presa probabilmente in sala operatoria, in altre parole setticemia.

 

Ero piena di accessi venosi di antibiotici, sali e vitamine; riuscivo a sollevarmi dal letto con una fatica immane, trascinando le aste delle flebo. Non potevo prendere in braccio la mia piccolina,  riuscivo solo ad allattarla dopo che me la posizionavano. I giorni erano tutti uguali, lentissimi e tristissimi, emotivamente ero a pezzi, piangevo dai dolori giorno e notte, temevo di non farcela e di non poter vedere crescere la mia bambina.

 

Guardandola nella sua culletta accanto al mio letto pensavo "Lei è così piccola ha bisogno di me" , ma io stavo così male da non riuscire nemmeno a badare a me stessa. I medici non si sbilanciavano, a volte erano più incoraggianti, altre volte sembravano preoccupati. Io non capivo più niente.

 

Il mio compagno e la mia famiglia sono stati la mia forza. La febbre inizia a calare lentamente, i valori si stabilizzano, i dolori addominali continuano ma con meno intensità. Nonostante i dolori, e con il supporto delle ostetriche continuo ad allattare. Dopo 8 giorni di antibiotici continui mi dimettono. Sono stata ricoverata per 16 giorni.

 

L'infezione è stata debellata. Arrivati a casa, sono ancora molto debole e dolorante, non riesco nemmeno a cullare mia figlia, cammino con difficoltà, sono triste ed arrabbiata, apatica ed abulica, tutte le volte che guardo E. singhiozzo disperata. Credo di riconoscere i sintomi di una depressione post parto e decido di chiedere aiuto. Inizio una psicoterapia, con EMDR, una tecnica utilizzata per il trattamento di eventi traumatici.

 

I giorni passano, i dolori diminuiscono, ritorno a muovermi normalmente. I controlli successivi vanno bene. Dopo circa un mese e mezzo dal parto inizio a sentirmi meglio ed a provare emozioni positive, quelle che ogni mamma  immagina e che avrei tanto voluto accompagnassero la nascita di E. Tutte le volte che ripenso al mio parto, sento un magone che mi sale in gola, ma purtroppo la vita è piena di eventi negativi che vanno accettati e superati. Ringrazio Dio e tutte le persone che mi sono state vicine. Ora E. ha sette mesi, è la mia gioia più grande. La coccolo e la cullo all'infinito per recuperare il tempo perduto... siamo felici.

 

di Anonima

 

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