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Preeclampsia a 36 settimane. Il mio bimbo si è salvato

di mammenellarete - 16.10.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Durante la gravidanza, alla 36esima settimana, ho avuto una preeclampsia, perdendo tanto sangue. Per fortuna il mio Gabriele è nato prematuro, ma con tanta voglia di vivere. Grazie alla professionalità di tutti dopo una settimana e mezza siamo riusciti a tornare a casa. Mamme, fatevi controllare, è meglio fare una visita in più, ma essere tranquille.

Mi chiamo Cristina e al momento della mia esperienza avevo 23 anni. La gravidanza stava andando bene, il bimbo era un po' piccolino, ma nulla di anormale. Il martedì mi sono recata a fare il solito controllo: ero appena entrata nella 36esima settimana e tutto proseguiva bene. Poiché il controllo era tutto normale, ho vissuto il resto della settimana normalmente, recandomi al lavoro e passando le giornate tranquilla.

Il sabato sera ho festeggiato con mio marito il nostro primo anniversario di matrimonio e tutto era tranquillo. Durante la notte ho iniziato ad avere delle contrazioni, ma i dolori erano nella parte alta dell'addome e nella mia inesperienza ho pensato che fosse normale. Mi sono detta: "Ma sì, partono dall'alto e poi piano piano si abbasseranno man mano mi avvicino al termine". La notte è passata così tra una contrazione e l'altra.

La domenica mi sono svegliata e non avevo più dolori. Mi sentivo stanca, ma non avevo dolore e come giustificazione ripetevo: "Ma sì, sarà perché ho dormito male. Dopo pranzo andrò ad allungarmi un attimo". Così ho fatto, ho riposato un paio d'ore o tre. Appena sveglia, ho sentito un grosso bisogno di andare in bagno e lì ho visto che iniziavo a perdere sangue.

Preeclampsia e parto prematuro, la mia esperienza

Allora telefono a mio marito e gli dico di chiamare la clinica. Gli dicono che visto che le perdite non sono forti possiamo andare con calma in clinica. Però quando mi alzo dal bagno non sono più delle leggere perdite, ma sembra un rubinetto aperto. Mi caricano in auto e nel giro di 5 minuti sono in clinica. Appena le ostetriche mi vedono, mi fanno accomodare e visto che non sono dilatata dicono subito a mio marito di prepararsi e seguirle per andare in sala operatoria.

Dicono a mio marito anche di non chiamare nessun parente, perché con un'emorragia così abbondante non sanno se sopravviveremo tutti e due. Io, impaurita, continuo a dire a mio marito di pensare al bambino. Arriviamo in clinica alle 19.15 e alle 19.30 sono già sdraiata in sala operatoria con uno staff di 10 persone attorno a me. Mio marito mi tiene la mano.

Al mio risveglio sono mamma del bellissimo Gabriele, che è di 2100 kg e 44 cm, nato con tanta voglia di vivere. Anche se per il trauma del parto il piccolo smette di respirare per poco, grazie alla professionalità di tutti dopo una settimana e mezza riusciamo a tornare a casa.

Quei dolori strani riguardavano la placenta, che si stava staccando: avevo avuto una preeclampsia. La comparsa del sangue era il segno che era completamente staccata nella parte superiore. Col senno di poi, posso dire a tutte le future mamme di non aver paura di recarsi in pronto soccorso per nulla o di non aver paura di disturbare i medici per ogni piccolo dolore sconosciuto.

Fatevi controllare, è meglio fare una visita in più, ma essere tranquille. Ci tengo a dirvi che grazie a quest'esperienza ho riconosciuto i dolori e il secondo parto è stato più tranquillo.

di Cristina

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