Parto

Vi racconto di quando ho messo al mondo i tre uomini della mia vita

Di mammenellarete
donna1
21 Dicembre 2018
Ho avuto tre parti, con i quali ho messo al mondo gli uomini della mia vita: Francesco nel 2007, Bruno nel 2012, Alessandro nel 2017. Certo, il parto non va sempre come lo si immagina dopo aver guardato i video, fatto ricerche e chiesto alle amiche. Ogni gravidanza è a sé ed ogni parto pure... l'importante è che in un modo o nell'altro, con parto naturale o cesareo, questi figli vengano al mondo. Vi racconto le mie esperienze.
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Il parto è l'unico appuntamento al buio dove sai per certo che incontrerai l'uomo (o la donna) della tua vita. E io ne ho incontrati tre: Francesco nel 2007, Bruno nel 2012, Alessandro nel 2017.

 

Certo, il parto non va sempre come lo si immagina dopo aver guardato i video, fatto ricerche e chiesto alle amiche. Ogni gravidanza è a sé ed ogni parto pure... l'importante è che in un modo o nell'altro, con parto naturale o cesareo, questi figli vengano al mondo. Da qualche parte dovranno pure uscire!

 

Ma cominciamo con il primo. A vent'anni si è giovani sì, ma se ci si sposa non è che la sera si può stare a guardare la televisione, quindi dopo un paio di mesi di matrimonio... ecco il test positivo! Ed anche se lo cercavi, hai paura, tanta paura! Le lacrime di felicità si mischiano a quelle dell'ansia, l'amica che mi accompagnerà per mesi e mesi. Ed ora???

 

Gravidanza passata malissimo: ricoveri, flebo e a riposo fino alla 38esima settimana. E poi, a 38 più un giorno? Poi basta riposo! Camminiamo, camminiamo, camminiamo fino alla 42esima settimana, perché poi alla fine non è che avesse tutta sta voglia di nascere... quindi induzione con gel alle sei di mattina... e niente!

 

Alle 15.00 un'altra volta induzione, ma nulla... intanto alle 18.00 conosco già ogni minimo segno del pavimento della scala dell'ospedale, osservato dal primo al quarto piano salendo e scendendo in continuazione.

 

Insomma, per farla breve, mio figlio Francesco nasce alle 20.00 con parto cesareo, avallato, oltre che dall'esigenza, anche dalle mie urla e suppliche. Lo ricordo con orrore il primo parto, però, siccome i dolori passano, ecco che dopo un paio d'anni mi riviene la felice idea. Ne facciamo un altro? Neanche l'avevo detto e già c'era...

 

E siccome noi donne siamo sadiche e ci piace soffrire, ecco che, supportata dal mio medico, a 42 settimane tento un parto naturale dopo il cesareo, quindi passo la mia bella notte attaccata al monitoraggio, dando pugni al muro in silenzio per il dolore.

 

Mio figlio è troppo grande, quindi, a dilatazione completa e dopo mezz'ora di spinte, ecco che mio figlio, 3 chili, 700 grammi, 54 centimetri, viene al mondo con parto cesareo.

 

Ma ho dimenticato anche quei dolori e dopo 5 anni esatti da Bruno è nato Alessandro con cesareo programmato. "Una volta si frega la vecchia", diceva mia nonna. Comunque vada, abbiate fiducia e forza, non chiedete a nessuno e fidatevi solo del vostro corpo. In quanto ai dolori poi... quando mi chiedono "Com'è partorire, cosa si prova?" Io rispondo sempre: "Si muore e si ritorna".

 

di Francesca

 

(storia arrivata sulla pagina Facebook di Nostrofiglio.it)

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