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Il mio parto cesareo dopo un travaglio lungo 22 ore

di mammenellarete - 18.06.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ho partorito il mio bambino dopo 22 ore di travaglio. Infatti, mentre ero in sala travaglio, la dilatazione non aumentava, probabilmente a causa del mio utero spesso. Stanca e distrutta, scelsi di fare il cesareo. Non è stato facile, ma sono stata fortunata, perché tutto è andato nel verso giusto. Ora il bimbo ha 20 mesi ed è un terremoto.  
Il mio nome è Vincenza. Tutto iniziò la settimana prima del mio ricovero. Ero a 39 settimane. Feci il primo tracciato dalla mia ginecologa e si rese conto che avevo le prime contrazioni. Lievi, ma c'erano. Io credevo che fossero dei movimenti talmente forti del bambino in grado di indurire tanto la pancia. Ma in effetti erano delle contrazioni... così ogni due giorni ripetevo il tracciato lì da lei allo studio. Fino al venerdì 12 ottobre 2018, giorno nel quale decise di ricoverarmi domenica 14, per controllare in ospedale ogni giorno con il tracciato il bambino.
 
 
Lunedì iniziai la serie di visite e tracciati per fare sì che tutto procedesse nel migliore dei modi. Il mercoledì decisero che mi avrebbero indotto il parto con gel il giorno successivo, ma mercoledì pomeriggio alle 17.20 si ruppero le acque e da lì andai in sala travaglio per un tracciato. Dopo una scarsa mezz'ora iniziai la flebo di ossitocina. A questo punto il gel non serviva più, ma bensì serviva l'ossitocina per indurre il parto... e da lì anche le tante visite, super dolorose e fastidiose, ma che dovevano esserci...
 
 
La mia dilatazione purtroppo era molto lenta, dopo circa 3 ore ero ancora di due centimetri. Il dolore dovuto alle contrazioni si sentiva, ma dovevo resistere per poter arrivare a 5 centimetri e fare l'epidurale. Nella mattina di giovedì 18 arrivai alla dilatazione di 5 centimetri e decisi di farmi l'epidurale. Si sa che l'epidurale rallenta le contrazioni e quindi la dilatazione e di conseguenza ero dilatata solo di 5 centimetri.

Il mio parto cesareo

Restai lì in sala travaglio ed ebbi la fortuna di poter vedere ogni tanto mio marito e mia madre, ma non sempre, perché c'erano altre donne pronte al parto e quindi non era possibile fare entrare gente da fuori, se non il parente della partoriente. Ero lì sul mio lettino con le mie contrazioni da sola e sentivo anche il dolore e le urla di chi su un altro letto era pronta per dare alla luce il proprio figlio.
 
Rimasi in sala travaglio 22 ore e vidi partitore tante donne. Io non mi dilatavo e, stanca e distrutta, decisi di farmi il cesareo. Le ostetriche erano bravissime: mi tenevano compagnia e mi incoraggiavano dicendomi che ce l'avrei fatta. Ma alla terza dose di epidurale capii che non mi sarei dilatata più di quanto ero.
 
L'epidurale durò poco. La notte del 18 ottobre non sentivo più nemmeno le contrazioni per il dolore: avevo la testa come se fosse sotto una pressa e la schiena... era come se me la tirassero da due lati opposti. Quindi appena iniziò il turno successivo chiesi con l'aiuto di mio marito di poter fare il cesareo.
 
Mi fecero un'altra visita ed ero dilatata solo di 6 centimetri, purtroppo il mio utero era molto spesso, quindi non mi sarei dilatata ancora molto facilmente. Per fortuna il venerdì 19 ottobre, una santa ostetrica e un dottore vennero prima per fare il cesareo. Alle 9.10 del 19 ottobre nacque il mio piccolo ometto di 3.820 kg...
 
Ringrazio tutti in reparto, ma, in particolare, il dottore e l'ostetrica che mi hanno dato la precedenza sul cesareo, dicendomi anche che il piccolino si stava girando... quindi, se avessi continuato con l'induzione, non so come sarebbe andata...
 
Vederlo poi accanto a me e poi sul mio petto mi ha fatto provare la sensazione più bella e meravigliosa mai vissuta in vita mia. Non è stato facile, ma sono stata fortunata, perché tutto è andato nel verso giusto. Ora il bimbo ha 20 mesi ed è un terremoto.
 
di Vincenza 
 
 
Guarda il video completo di Vincenza:

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