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"Non c'è battito". Mia figlia non c'è più a causa di quel maledetto cordone

di mammenellarete - 29.09.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Fu un dolore immenso quando i medici mi dissero: "non c'è battito". Mia figlia non c'è più. Quel maledetto cordone l'ha portata via. Ma Giulia continua a essere con noi. Con il tempo ho imparato a pensare che lei c'è sempre, solo che non la vedo. Ma c'è, e a chiunque mi domandi: "quanti figli hai?", io rispondo... "tre".

Avere una bambina è sempre stato il mio sogno, fin da piccola.

Volevo la cosiddetta "femmina". Codini, vestitini, gonne, insomma... una mini me. Sposo nell'aprile del 2017 l'uomo della mia vita. Lo stesso anno scopro di aspettare una bambina! il mio desiderio si era avverato...

Finalmente avrò una femmina! La gravidanza procede alla grande. Faccio tutto quello che facevo prima cercando di non stancarmi. A 7 mesi preparo la cameretta. mio marito dipinge di rosa e con tanti pupazzetti. La arrendiamo, riempiamo l'armadio pieno di quelli che saranno i vestiti di Giulia... così decidemmo di chiamarla. Quei vestiti che avevo sempre immaginato addosso a lei.

Tutto procede alla grande. Siamo felici e non vediamo di avere Giulia con noi. A 38 settimane esatte, iniziano i primi dolori. Era un pomeriggio di ottobre. Avevo ospiti a casa. Inizio a sentirmi strana. Spiego a mia sorella ciò che sento, e lei mi dice: "Sono contrazioni vai in ospedale". Non sapendo cosa mi aspettasse, decido di portare con me la valigia.

Sono al pronto soccorso. Nell'attesa i dolori aumentano e, tra una paura e l'altra, ancora non realizzo che a breve avrei conosciuto la mia Giulia. È il mio turno. Mi siedo sul lettino. Il medico di turno mi visita. Utero dilatato di 2 cm. È il momento dell'ecografia.

Nel momento in cui appoggiano l'ecografo mi assale un'ansia assurda. Il dottore mi guarda, guarda mio marito.  Attonito chiede all'ostetrica di chiamare un altro medico. Chiedo spiegazioni. Nessuno ha il coraggio di dirmi quella frase che ancora oggi sento... "Signora, mi dispiace, non c'è battito".

"Non c'è battito". Mia figlia non c'è più a causa di quel maledetto cordone

Sprofondo in un pianto disperato, chiedo di poter partorire subito in modo da poterla salvare. Ma io vedo quell'immagine, quell'immagine di mia figlia, ferma lì, che non si muove. Quando invece fino alla mattina si era mossa tantissimo. Poco dopo dò alla luce Giulia con parto spontaneo. Podalica. Che brutto non poter dire "ho dato alla vita...", perché Giulia purtroppo di vita non aveva nulla.

Era bellissima. Tre kg di bellezza, bionda e identica al papà. Mio marito era con me. Ce la fanno tenere tra le braccia. Ricordo ancora il suo profumo, il suo odore, la pelle morbida, e quegli occhietti chiusi che mai si sono aperti. L'ho abbracciata, l'ho accarezzata. Poi me l'hanno portata via... e non l'ho più vista.

Quel cordone maledetto me l'aveva portata via. Dopo due anni circa rimango incinta di un'altra femminuccia. Ho vissuto la gravidanza con la paura che mi potesse capitare di nuovo. Mia figlia è venuta al mondo con un pianto assordante, quel pianto che mi ha fatto emozionare. Quella bambina me l'aveva donata Giulia. Ed io la ringrazio sempre. Ogni giorno.

Poco tempo fa ho avuto anche un maschietto. Giulia mi manca tantissimo. Non c'è giorno in cui io non ripensi a quei momenti.

Il dolore resta nel cuore... ma si impara a convincerci. Per forza... perché la vita ti impone di andare avanti e tu non devi fare altro che assecondarla. Oggi sono felice con i miei figli, ma Giulia è sempre con me. Con il tempo ho imparato a pensare che lei c'è sempre, solo che non la vedo. Ma c'è, e a chiunque mi domandi: "quanti figli hai?", io rispondo... "tre".

di Giusy

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