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Mamma a 40 anni dopo un intervento all'utero

di mammenellarete - 30.07.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Sono diventata mamma a 40 anni dopo un difficile intervento all'utero. Oggi nostro figlio ha quasi cinque anni, è l'essenza delle nostre vite.

Parlo poco di lui, del mio primo bambino. È arrivato, desiderato e fortemente voluto, quando io avevo già 38 anni. Il mio utero purtroppo, a causa di molti fibromi, non era adatto ad ospitarlo, per cui a 20 settimane, ha deciso che era arrivato il momento di venire al mondo. Troppo presto, ti prego, resta ancora dentro la mamma!

Niente, la mamma purtroppo non è riuscita a fare ciò che avrebbe voluto fare per tutta la vita, proteggerti! Purtroppo il suo corpo non glielo ha permesso. Siamo a Bologna in una calda giornata di agosto, sono a casa, rompo le acque, sono in travaglio. Troppo presto, porca miseria.

Sapevo che con l'utero in quelle condizioni non avrei potuto arrivare al termine della gestazione, ma così è troppo presto. Oddio, perdo sangue, sono piena di sangue. Ambulanza, pronto soccorso, visite. . . Signora, mi dispiace, il bambino non ce l'ha fatta, lei sta perdendo ancora troppo sangue, dobbiamo portarla in sala operatoria ed arrestare l'emorragia.

Chi è il marito? Presto, ditegli di avvisare i parenti perché anche la mamma potrebbe morire. . . Ma come?!?! Fino a stamattina eravamo le persone più felici del mondo! E adesso? Sette trasfusioni, quattro giorni in rianimazione, almeno sono viva. . . Viene il medico, signora, dice, mi dispiace ma il suo utero dovrà essere asportato.

Non tutte le donne sono fatte per avere figli, lei è una di quelle. Baratro. Chiamo la mia ginecologa, un medico straordinario e una donna splendida, è negli Stati uniti, mi dice solo: "Fatti rimettere in sesto. Al tuo utero ci pensiamo dopo. " Così è stato. Alla fine non mi hanno tolto l'utero, ma mi dicono che è troppo compromesso per affrontare una gravidanza.

Mamma a 40 anni dopo un intervento all'utero

Dopo quindici giorni di ospedale esco, svuotata del mio bambino, del mio futuro. Mio marito, il mio grande amore, è lì, al mio fianco.

Ha perso il suo bambino ed ha rischiato di perdere la sua donna. Si fa forza, mi dà forza, ma è distrutto. Mi rassicura, mi dice che non importa, che viaggeremo, che ci ameremo e che ci dedicheremo a noi due, che lui di figli non ne vuole.

Che vuole me, viva e accanto a lui. Ma io, io sono cocciuta. Comincio a fare visite, scopro che un chirurgo, un luminare, avrebbe potuto operarmi cercando di conservare l'utero per consentirmi un'altra gravidanza. Il rischio di un'altra emorragia c'è, ma io sono convinta. Lo voglio fare questo intervento!

Mio marito, la mia forza, è preoccupato ma è sempre lì, vicino a me. Mi ricoverano a marzo 2015. Dopo quattro ore di intervento, "Signora il suo utero è salvo". Un po' malandato ma può provare, non prima di fine anno, ad avere un bambino. Uh, che sollievo! Nel frattempo ho quarant'anni. Cavolo!

Sono tanti, ma non ci voglio pensare. A Natale iniziamo la nostra dolce ricerca. . . Il 15 gennaio, test di gravidanza positivo! Il mio bimbo voleva proprio arrivare. Nato in uno splendido martedì di settembre, nel 2016, con un meraviglioso parto cesareo programmato. Mamma e papà felicissimi.

Oggi ha quasi cinque anni, è l'essenza delle nostre vite. Penso che suo fratello gli abbia dato una mano ad arrivare da noi, penso anche che sarà il suo angelo custode sempre. Un giorno glielo racconterò che un fratello ce l'ha anche lui.

di anonima

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