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Infezione durante il parto e terapia intensiva neonatale. Pietro per fortuna sta bene

di mammenellarete - 17.02.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ho avuto, durante la gravidanza, un'infezione alle vie urinarie alte, che mi ha dato grossi problemi durante il parto. Dopo la nascita, mio figlio è stato portato subito in terapia intensiva, nella quale è rimasto 12 giorni. A breve Pietro compirà un anno ed è un bimbo estremamente vivace e curioso; questo mi offre la forza per dimenticare il mio parto disastroso.
Vi racconto  di come è venuto al mondo Pietro. Nel mese di giugno 2018 scopro di essere incinta, un mix di emozioni si fa largo nella mia mente ed in quella del mio compagno che deve realizzare che diventerà papà.
 
La gravidanza inizia come quella di molte altre donne, con nausea e molto sonno, ma tutto va bene finché a 25 settimane il mio principe pensa bene di usare il rene come cuscino. Ciò provoca un'infezione delle alte vie urinarie e un conseguente ricovero di 15 giorni. Poiché questa posizione a lui è tanto cara, l'infezione non guarisce.
 
E da quel momento devo ricorrere spesso a terapie antibiotiche. In realtà ogni 15 giorni sono sotto antibiotico. Nonostante ciò, il piccolo cresce bene sia in lunghezza che in peso. Il 18 febbraio alle 10 di mattina vengo nuovamente ricoverata, poiché la febbre è di nuovo troppo alta. 

La nostra esperienza in terapia intensiva neonatale

Mi viene somministrato del paracetamolo per far scendere la febbre e alle 16 mi viene indotto il parto. Alle 20 le contrazioni sono insopportabili, ma anche la febbre non aiuta, ho di nuovo 39. Mi viene fatto un monitoraggio. E di nuovo assumo paracetamolo. Alle 22 mi fanno un nuovo monitoraggio e il controllo del travaglio. 
 
Non sono dilatata di una virgola. Pietro è in sofferenza conclamata. Viene avvisata la sala operatoria. A 00.08 nasce, ma i parametri non vanno bene (Apgard con punteggio 2 su 15, dopo 5 minuti 6 su 15) e viene portato subito in terapia intensiva. 
 
Per quanto mi riguarda sono stata sottoposta ad anestesia totale ed ho visto mio figlio solo 72 ore dopo (non sono potuta andare senza il permesso dei medici). Dopo dodici giorni di terapia intensiva finalmente ci hanno dimesso.
 
A breve Pietro compirà un anno ed è un bimbo estremamente vivace e curioso; questo mi offre la forza per dimenticare il mio parto disastroso. 
 
di Federica
 
(storia arrivata all'e-mail della redazione)
 
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