Due parti

Gli angeli esistono e le mie due figlie ne sono le prove

Di mammenellarete
figlie
20 Febbraio 2019
Poco dopo la morte di mia mamma, incontrai il mio futuro marito. Dopo il matrimonio, rimasi incinta e partorii una splendida bambina. Dopo provammo di nuovo ad avere un figlio, ma questa volta non andò bene poiché ebbi un aborto. Al terzo tentativo invece andò bene, perché rimasi incinta della mia seconda figlia! Sono convinta che un angelo mi sia sempre stato accanto, assistendomi nei momenti più difficili, e penso che le mie figlie siano una prova concreta di ciò.
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Correva l'anno 1999 ed era precisamente il 31ottobre. Il cancro portò via la mia mamma all età di 33 anni. A quell'epoca avevo 14 anni e mio fratello solo 6. Dopo solo sei mesi conobbi il mio attuale marito, la mia forza...

 

il nostro fidanzamento durò circa 12 anni. Furono anni durante i quali provai il desiderio di diventare mamma, perché ritenevo di avere tanto da donare. Cercavo qualcosa che mi permettesse di colmare quel vuoto.

 

Nel mese di maggio del 2012 finalmente convolammo a nozze, precisamente l'8 maggio. Era la festa della mamma e io dedicai il mio matrimonio a lei, al mio angelo. A partire da quel giorno iniziammo la ricerca della cicogna. Con grande stupore il 22 maggio il ciclo non arrivò. Attesi il 24 maggio ed acquistai uno stick.

 

Andai a farlo a casa di mio padre, ma non dissi nulla né a lui né ad altri. Il test risultò POSITIVO. Uscii dal bagno strafelice a iniziai a ridere a crepapelle. Mio padre mi chiese cosa avessi e gli dissi che sarebbe diventato nonno.

 

Mi avviai verso casa, confezionai il test e scrissi un bigliettino, attesi l'arrivo di mio marito e glielo feci trovare sul tavolo. Lui lo spacchettò e si stupì di aver fatto subito centro. Sinceramente anche io, ma supponevo che il mio angelo in qualche modo mi avrebbe fatto sentire la sua presenza... in effetti mi regalò la mia primogenita (o per lo meno io voglio convincermi sia andata così).

 

Dopo 5 anni decidemmo di dare un fratellino/sorellina alla nostra bimba, anche in questo caso in pochissimi tentativi rimasi incinta, ma in cuor mio non ero serena. Ero assalita da una strana sensazione, infatti quando feci le beta i valori non risultarono altissimi. Pensavo che magari non lo erano perché avevo concepito da poco.

 

Dopo tre giorni tornai a rifarle. Si sa che questi valori dovrebbero salire in fretta, invece per me salivano poco e quindi i miei sospetti iniziarono a prendere vita! Arrivò il 29 febbraio 2017, mi svegliai come mia abitudine presto per accompagnare la bimba a prendere il pulmino, ma sugli slip vidi delle macchie rosso vivo. Panico!

 

Portai la bimba a scuola, chiamai mio marito e andammo al pronto soccorso. Arrivati lì, mi rifecero le beta ed anche l'eco. Le beta erano già in forte discesa e l'eco non mostrava nemmeno la camera gestazionale. Mi dissero che molto probabilmente se non avessi avuto fretta di fare le analisi nemmeno mi sarei accorta di essere in attesa, avrei pensato a un semplice ritardo dovuto a stress o altro.

 

Ma io cercavo la gravidanza, quindi... a calcoli fatti se questa gravidanza non avesse preso la piega che poi prese, la data presunta sarebbe stata a fine ottobre (stesso periodo in cui persi mia madre).

 

Decidemmo di riprovarci. Pochi tentativi anche in tal caso (la fortuna per questo mi assiste) ed il 27 marzo il ciclo non arrivò. Nemmeno il giorno dopo e così via. Sapevo di essere nuovamente in attesa, ma avevo paura di ammetterlo e non riferii a nessuno del mio ritardo. Qualche giorno dopo, andai a fare compere con mia cognata, con una scusa mi fermai in una farmacia ed acquistai un test. Lo feci di nascosto da tutti, perché avevo paura mi giudicassero o che pensassero che io iniziavo a fissarmi.

 

Andai a casa e feci il test. Era POSITIVOOOO! Ma mille domande mi frullavano in testa: mi chiedevo, ad esempio, se quel positivo fosse dovuto ancora a possibili ormoni in circolo dell'aborto precedentemente avuto. Andai il giorno dopo a fare le analisi, che confermarono la gravidanza. Quindi lo dissi a mio marito, che fu immensamente felice. Contattammo la ginecologa e fissammo l'appuntamento. A otto settimane portai anche la mia bimba. Sentimmo il suo cuoricino battere e fu emozionante per tutti e tre.

 

Data presunta? 5 dicembre, ma in cuor mio sapevo che la data sarebbe slittata al 10. Passarono i mesi, arrivò il 5 dicembre, ma la bimba di nascere ancora non voleva saperne. Effettuai i tracciati e arrivò il giorno che io ritenevo sarebbe stato il giorno in cui avrei incrociato gli occhi della mia bimba. Quel giorno ricordo che persi il tappo mucotico. La piccola aveva striature rosee ed avvertivo qualche lieve dolorino. Ma il tracciato non lo rilevava. Mi visitarono ed avevo due centimetri di dilatazione, il collo era ancora duro... quindi le mie speranza si affievolivano.

 

Ci recammo a pranzo dai miei suoceri. Finito di pranzare andammo a casa, mi sdraiai sul divano a guardare la tv, finché alle 17 una fitta dolorosissima al basso ventre mi fece scattare in piedi. Ero impaurita, non sapevo se chiamare mio marito. Decisi di andare in bagno e controllarmi, ma niente. Ritornai sul divano e tra i mille pensieri decisi finalmente di chiamare mio marito. In quel momento RUPPI LE ACQUE, quindi feci i salti di gioia!

 

Mio marito arrivò e ci avviammo verso l'ospedale. Tutto avvenne alle 17, il tempo di partire ed arrivare... si fecero le 18 e qualcosa. Feci il triage, mi visitarono ed avevo solo 4 centimetri di dilatazione. Per loro la strada era ancora lunga, mi ricoverarono alle 19 e iniziò il mio travaglio. Ero in compagnia di mio marito, delle mie cugine e di mia zia (sorella di mia madre), che era stata con me anche durante il travaglio precedente.

 

Durante la prima notte in ospedale, si parlò e si scherzò. Quella sera avrebbero dato in televisione l'ultima puntata della mia serie preferita e mio marito, in modo scherzoso, alle 20 mi disse di sbrigarmi perché lui avrebbe voluto vederla. A quel punto gli dissi che sentivo spingere. Chiamammo l'ostetrica, che non mi voleva visitare (per cambio turno). Insisteva sul fatto che avevo solo quattro centimentri di dilatazione e che il collo non era del tutto ammorbidito.

 

Io insistetti e le chiesi di rivisitarmi perché sentivo di dover spingere. Lei mi visitò ed effettivamente avevo 8 centimetri di dilatazione. Mi spiace per lei, ma dovette fare gli straordinari. L'ostetrica preparò la sala parto e la mia bimba alle 20.30 era tra le mie braccia. Aveva la pelle rosea, i capelli biondi e gli occhi azzurri (colori che mantiene tuttora), un viso angelico. E venne al mondo il 10 dicembre 2017, proprio il giorno in cui anche la mia mamma compiva gli anni. Morale? Io sono fermamente convinta che gli angeli esistano e le mie figlie per me ne sono la prova!

 

di mamma Valeria

 

(storia arrivata sulla pagina Facebook di Nostrofiglio.it)

 

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