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Distacco della placenta e operazione d'urgenza. Uno dei miei angeli è in cielo

di Sara De Giorgi - 06.10.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Aspettavo il mio secondo bambino, ma al quarto mese ho avuto problemi legati al distacco della placenta e ho dovuto subire un'operazione d'urgenza. Ho perso il piccolo. E' la prima volta che lo racconto a qualcuno. Ho sempre tenuto per me questo lutto. Io dico dentro me: ho due angeli, uno in terra e uno in cielo. E il bambino in cielo veglia sulla sua famiglia.  
Alla fine del 2017 scoprii di essere incinta del secondo figlio. Purtroppo non era per noi un ottimo periodo perché il mio compagno era all'estero per lavoro e tornava solo nei weekend, quando poteva. Io ero da sola a casa con un bambino di 4 anni ai tempi (ora ne ha sei). Il primo mese di gravidanza andò bene e non ci fu nulla di insolito.
 
All'inizio del secondo mese iniziai ad avvertire forti dolori al basso ventre e andai dal ginecologo. Mi diagnosticò un distacco piccolo piccolo della placenta ma niente di allarmante. Mi disse di non fare grandi sforzi e di stare a riposo il più possibile. Di stare a riposo mi era impossibile, con un bambino di 4 anni, ma prestavo molta attenzione a tutto e chiedevo aiuto per la spesa (vivo al terzo piano di un edificio senza ascensore).
 
I dolori peggioravano di giorno in giorno finché ebbi la mia prima emorragia davanti al bambino. Finii a terra e non riuscivo più ad alzarmi. I vicini mi sentirono urlare per il dolore e chiamarono subito i soccorsi e l'ambulanza. Mia mamma lasciò il lavoro e si precipitò da me per prendersi cura di mio figlio. Arrivata in ospedale mi dissero che il distacco era diventato molto grande.
 
Feci un giorno di riposo in ospedale e ritornai a casa. Dopo ancora qualche giorno stessa cosa, di nuovo una forte emorragia, dolori atroci, come le contrazioni preparto... finii di nuovo in ospedale. Mi dissero che si era creato un altro distacco della placenta ma che era piccolo. Dovevo stare a letto senza fare nulla. Rimasi ancora in ospedale per un po'... ritornata di nuovo a casa, era diventata la routine.

Distacco della placenta e gravidanza difficile. Il mio angelo è ora in cielo

Era sempre così, era sempre peggio. Dopo tanti andirivieni dal medico e man mano che il dolore diventava più forte mi dissero che la seconda placenta si era unita alla prima. Praticamente c'era un distacco della placenta enorme. Il bambino in pancia era completamente distaccato da tutto... ma il cuore per ragioni assurde batteva ancora... non demordeva!
 
Al quarto mese dopo questo via e vai e quasi sempre in ospedale, all'ultimo ricovero, mi dissero che non c'era quasi più nulla da fare. Avevo due possibilità: portare avanti la gravidanza e rischiare pure io la vita o interromperla prima del peggio. Il bambino di fatto era ancora vivo, ma al 99,9% la gravidanza non sarebbe terminata e più passava il tempo più sarebbe stato grave per entrambi.
 
Di fatto dovetti scegliere, ma i medici mi fecero capire nel modo più adeguato che non c'era nulla da fare. Mi operarono d'urgenza alla fine. I dolori erano lancinanti ed io mi sentivo soffocare. Ogni dolore era la placenta che peggiorava, mi spiegarono così. Poi pensai a mio figlio di 4 anni. Non volevo che restasse senza mamma. Se non avessi avuto lui, ci avrei provato a rischiare. Ma l'amore di mamma è l'amore di mamma e la situazione era chiara per tutti.
 
Come detto mi operarono d'urgenza al quarto mese. Ormai era finita, anche se avessi voluto combattere non c'era più nulla da fare. Prima dell'anestesia guardai il mio ginecologo di fiducia e gli chiesi: "E' maschio vero?". Ricordo che mi accarezzò dolcemente e mi guardò. Non disse nulla... avevo capito che era maschio. Mi svegliai dopo l'operazione e tutto era finito. Ritornai a casa e vidi le cose che avevo già preparato per il suo arrivo.
 
I completini, le copertine, i biberon se ne avesse avuto bisogno... e i regali per il papà. Vidi le ecografie appese in cucina... buttai tutto. Era troppo per me. Doveva nascere il 25 ottobre del 2018. Adesso avrebbe quasi compiuto due anni. Questa gravidanza terminò male, anche perché ora non posso più fare figli. Sono ad oggi molto sensibile e soggetta a vari problemi e sono ancora sotto controllo.
 
Mio figlio ancora adesso mi chiede del fratellino... gli ho spiegato che il fratellino è in un altro posto, ma che sarà sempre con noi, nei nostri cuori. Il mio compagno ritornò a casa che io non ero più incinta. Non ne abbiamo mai parlato. Nemmeno a distanza di due anni. Mai nulla.
 
Delle volte mi chiedo che cosa pensa e se ci pensa. Io non riesco ad affrontare il discorso perché mi fa stare troppo male. Anche adesso che vi scrivo... è la prima volta che lo racconto a qualcuno. Ho sempre tenuto per me questo lutto. Io dico dentro me: ho due angeli, uno in terra e uno in cielo. E il bambino in cielo sorveglia su di noi e sulla sua famiglia, noi. 
 
di una mamma 
 
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