Home Storie Storie del parto

Citomegalovirus contratto in gravidanza. La nostra esperienza

di mammenellarete - 10.05.2021 - Scrivici

mamma-e-figlia
Fonte: Shutterstock
Dopo la nascita i medici hanno scoperto che mia figlia era positiva al citomegalovirus, contratto in gravidanza.  Il nostro percorso con questo virus finirà solo quando lei avrà 6 anni. Lei è una guerriera, piccola piccola, con una forza immensa.

La mia piccola Camilù è nata la notte del 31 gennaio 2020: 2,580kg di pulcino.

La nostra storia inizia così: dalle ultime ecografie avevano notato che la crescita era rallentata, se non addirittura fermata. I flussi erano okay, io stavo bene, lei scalciava. Ma era piccola...

A termine mi impongono un parto indotto e io chiedo alla mia bambina di mettercela tutta. Lei mi ascolta e nasce dopo solo 3 ore da quell'induzione, prospettata come eterna.

45 centimetri, circonferenza testa 32... appena sotto il terzo percentile. Allarme. Quattro giorni di ospedale, lei mangia e cresce, poco ma cresce. Ma loro vogliono controllare quella benedetta pipì. E io mi chiedo perché. Lo scopro al primo controllo dopo il rientro a casa...

"Signora, Camilla è positiva al CMV, dobbiamo ricoverarla". Una doccia fredda. Tre giorni: sole io e lei, in patologia neonatale, volevano che andassi a casa e tornassi ogni 3 ore per farla mangiare. Ho dormito per 3 notti su una sedia, vicino alla sua culla. Lasciarla non era un'opzione contemplata.

Dottori e infermieri si alternavano cercando di spiegarmi cosa fosse questo CMV. È un virus del ceppo degli herpes, che, se preso fuori dall'utero, provoca sintomi influenzali accentuati. Se invece passa al feto in gravidanza ha conseguenze decisamente più importanti in base al trimestre in cui viene contratto.

Il primo trimestre è il più pericoloso e sintomatico, può arrivare a provocare un aborto spontaneamente. L'ultimo (chiamato "in secondaria") è quasi asintomatico. Camilla l'ha preso in secondaria.

Citomegalovirus, la nostra esperienza

Durante il ricovero la piccola ha iniziato una terapia con un farmaco che normalmente si usa nei malati di HIV o nei trapiantati. Due dosi al giorno per 6 mesi. Le controindicazioni sono notevoli per un bambino di pochi mesi (piaghe nella zona pannolino, abbassamento dei globuli bianchi, emoglobina e ferro sono solo alcuni). Ma nulla in confronto alla possibile perdita di vista e udito, microcefalia e disturbi comportamentali.

Camilla ha fatto la risonanza magnetica che aveva 13 giorni e prelievi di sangue ogni 15 giorni per 6 mesi. Nonostante questo cresceva, era bellissima e molto molto sveglia.

Ad oggi i controlli li facciamo ogni 3 o 4 mesi e per ora va tutto bene, ma il nostro percorso con questo virus finirà solo quando lei avrà 6 anni. Questa è la nostra storia. Questo è stato il benvenuto del mondo alla mia bambina, ma lei è una guerriera, piccola piccola, con una forza immensa.

Questo è un virus di cui si parla poco, ma è molto più frequente di quanto si pensi. Se al primo prelievo la mamma risulta già immune vuol dire che il virus è già lì e può colpire. Controllate, pretendete che controllino.

E se il destino vorrà darvi questa prova sappiate che voi e i vostri meravigliosi bambini ce la farete perché insieme, voi due, siete la forza più incredibile che esista.

Spero che la mia, la nostra storia possa aiutare anche solo una Mamma... a sentirsi meno sola e più forte. Vi abbraccio, vi abbracciamo, io e la mia piccola Camilù.

di mamma Cri

Vuoi scriverci anche tu la tua storia? Mandala a redazione@nostrofiglio.it

Aggiornato il 08.05.2021

TI POTREBBE INTERESSARE