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Un miracolo per due, cesareo d'urgenza a 27 settimane

di mammenellarete - 25.06.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Un miracolo per due, cesareo d'urgenza a 27 settimane. E' la storia di Elena e del suo parto prematuro, d'urgenza, che vede il suo bimbo salvo per un pelo.  Un vero miracolo!

In questo articolo

Un mircacolo per due, cesareo d'urgenza a 27 settimane

Settembre 2023... Siamo immersi nei preparativi per il primo giorno di scuola elementare di Aurora (6 anni), così tra scatoloni e emozioni varie non mi rendo conto di nulla di strano... Ho saltato il ciclo. Quando me ne accorgo è già ottobre. Compro un test di gravidanza in farmacia che mi dice che sono incinta, già da qualche settimana. La gioia è tanta, sia da parte mia che del mio compagno. Prenoto una visita il prima possibile; voglio assicurarmi che tutto vada bene, visto gli sforzi fatti il mese prima. Ed è così, la gravidanza procede bene, tutto sembra andare per il meglio (a differenza della prima volta); il bambino cresce bene, è più grande del normale e la morfologica conferma che è un bel maschietto. Diciamo ad Aurora che diventerà sorella maggiore.

8 febbraio 2024
Arrivo alla visita della 25ª settimana; la gravidanza procede sempre nella norma, ci vediamo tra un mese per il prossimo controllo, è ora di iniziare a pensare a un nome. Buttiamo giù qualche idea, ma nulla di convincente. Aurora è innamorata di nomi che a noi non piacciono tanto e viceversa. Ma sì, tanto abbiamo ancora tempo.

Ventisettesima settimana di gravidanza: iniziano le contrazioni

22 febbraio 2024
Torno a casa dopo una giornata impegnativa di lavoro... Non vedo l'ora di andare in maternità, ci sono molte cose da fare e sono sempre più stanca. Mi faccio una doccia e mi preparo per controllare i compiti di Aurora, mentre papà cucina la cena. Sono le 18:30 e sotto la doccia inizio a sentire dei dolori di pancia, che nel corso della serata diventano più insistenti. Ho mangiato qualcosa che mi ha dato fastidio, penso... Vado in bagno, ma dopo essere andata di corpo i dolori non passano. Inizio a monitorare il tempo tra un dolore e l'altro. Non posso crederci: sono contrazioni.

Sono solo a 27 settimane di gravidanza!!!

Alle 21:00 io e il mio compagno saliamo in macchina e corriamo verso l'ospedale... Cerchiamo di prendere la strada meno trafficata visto che abitiamo a 45 minuti di viaggio in macchina. A metà strada inizio a sentirmi molto male, oltre alle contrazioni inizio ad avere dei forti giramenti di testa che mi provocano mancamenti continui. Il mio compagno non si demoralizza, e mentre guida a tutta velocità, cerca di tenermi sveglia, mi dà istruzioni su come tenere alte le gambe e come respirare.

Arriviamo al pronto soccorso. Ci fanno entrare d'urgenza e mentre un signore mi fa accomodare sulla sedia a rotelle e mi accompagna al pronto soccorso ostetrico, altri infermieri chiedono al mio compagno di spostare la macchina...

Entro nel pronto soccorso ostetrico, da sola. Due ostetriche iniziano a farmi mille domande, a metà di questa conversazione inizio ad avere un forte capogiro e lo faccio presente, dicendo che mi manca l'aria e mi sento svenire... Una delle due mi fa sdraiare sul pavimento, facendomi alzare le gambe sulla sedia. Entrambe sono subito sull mia pancia, la scoprono per visitarmi, si guardano dicendo "questa è una contrazione, bella forte". Una delle due corre a prendere qualcosa, quando si avvicina mi rendo conto che è l'ecografo portatile per sentire il battito del bambino.

Inizio ad essere preoccupata. Intanto dalla porta entra un'altra ostetrica che chiede "come mai la ragazza è a terra?". Appena finita la domanda, appare il ginecologo alle sue spalle; una delle due ostetriche spiega che ho delle contrazioni troppo ravvicinate con giramenti di testa, nessuna perdita di sangue o liquido amniotico.

Il ginecologo fissa l'ostetrica con l'ecografo portatile in mano, che continua a girare sulla mia pancia, e chiede "allora?". L'ostetrica intimorita guarda il ginecologo e balbettando dice "io, dottore, non sento il battito!".

Mi si spezza il cuore. Il ginecologo non le lascia terminare la frase, si fionda su di me, mi afferra di peso e mi porta sul lettino, prende di fretta l'ecografo e guarda il monitor. Io intanto mi rendo conto di tremare, ho il cuore in subbuglio e sto pregando tutti i santi. Il medico si gira verso le ostetriche dietro di lui e impartisce a tutte degli ordini. "Sala operatoria subito!"

Un cesareo d'urgenza

Io tremante chiedo "Dottore, il bambino?"

Lui per la prima volta mi guarda, mi fissa, mi poggia una mano sulla mia e dice frettolosamente "il battito è rallentato, dobbiamo fare un cesareo d'urgenza, faremo l'impossibile".

Ciò che succede dopo è un turbinio di cose che mi rimbombano in testa. Mi caricano su una sedia a rotelle e iniziano a guidare di corsa, direzione sala operatoria. Nel corridoio incontriamo il mio compagno che confuso mi chiede che stia succedendo. Posso scambiare solo poche parole perché stiamo correndo verso la sala operatoria: "mi devono operare, il battito è rallentato". Vedo lo sguardo del mio compagno, perso tra paura e dolore.

Arrivo in sala operatoria, mi tolgono tutti i vestiti e mi strappano gli orecchini. Due ostetriche mi fanno accomodare su un lettino e mi sdraiano, iniziano a legarmi le braccia. Intanto dietro di me appare l'anestesista che chiede al dottore "come procedo?", il ginecologo gli risponde bruscamente "anestesia totale, subito!". L'anestesista mi avvicina una maschera al viso e inizio a sentire l'aria venire meno, entro nel panico non riesco a respirare; l'ultima cosa che mi ricordo è la mia voce che dice "aiuto, non riesco a respirare!" e l'anestesista che cerca di calmarmi dicendomi di fare dei respiri profondi.

Poi il buio. Più nulla.

Una complicazione post parto

Non so dire quanto sia passato, se qualche ora o mezza giornata, ma inizio a risvegliarmi.

Sento delle voci che mi chiamano in lontananza... E in sottofondo un rumore di phone. Nuovamente sento chiamarmi per nome, con sempre più insistenza. Ora la voce è più vicina a me. "Buongiorno dormigliona" apro un occhio poi l'altro, di fronte a me c'è un murales con delle palme. Appare un volto di donna "oh eccoci, ti sei svegliata cara? Come stai? Come ti senti?" Non rispondo, sono ancora stordita, mi guardo intorno e di fianco a me vedo il mio compagno che mi fissa. Come una doccia fredda mi ricordo tutto, ospedale, bambino, battito rallentato... E gli chiedo subito novità del bambino.

Il mio compagno mi sta fissando, dopo un po' mi dice solo "si stanno prendendo cura di lui". È una risposta che non mi basta, inizio a tremare e gli chiedo dov'è, come sta, cos'è successo. Mi dice solo che "si sta riprendendo" e io dovrei fare lo stesso. "Devi riposare", l'ostetrica accanto a me annuisce.

In effetti sono molto stanca, ma voglio sapere di mio figlio. Ma so che non saprò di più. Così mi rimetto a dormire, ho un tubo enorme che mi punta aria calda, una coperta termica, tante flebo e il catetere. Posso riaddormentarmi.

Ogni tanto nella notte mi risveglio e vicino a me si alternano il mio compagno e mia mamma. L'indomani o forse la notte stessa (non ne ho idea perché lì le ore si accavallano tutte), mi sveglio più riposata. C'è il mio compagno con me. Ora non c'è storia, voglio sapere cosa è successo.

Me lo racconta assieme al ginecologo e a un medico di neonatologia, venuti apposta per spiegarci cosa è successo. Appena hanno tagliato per fare il cesareo, la mia placenta si era staccata e avevo una emorragia interna, non sanno spiegarsi come sia potuto capitare all'improvviso.

Ma io e il bambino eravamo in serio pericolo.

Quando hanno tirato fuori il piccolo, già non respirava più. Un'infermiera ed il neonatologo hanno cominciato subito la rianimazione... E dopo 4 minuti, il cuore del mio bimbo ha ricominciato a battere, in maniera molto flebile. Lo hanno intubato, e fatto tutto ciò che potevano, ora spettava al nostro bimbo. Al nostro Gianluca lottare.

Il ginecologo, mi ha detto che con l'emorragia interna che avevo, ho rischiato molto anche io, mi hanno dovuto fare delle trasfusioni di sangue d'urgenza, dopo avermi ricucito, due sacche di sangue e una di piastrine. Ora dovevo solo aspettare di stare meglio per andare dal mio bimbo ricoverato in TIN (Terapia intensiva neonatale).

Quando sono usciti dalla stanza, penso di aver consumato tutte le lacrime che avevo. Il mio compagno va di sopra in TIN a vedere come sta Gianluca e io ne approfitto per dormire un altro po'. Quando l'ostetrica delicatamente mi sveglia: "Ti devo visitare cara". Non appena ha guardato nel mio pannolino ha fatto una smorfia. Ha chiamato la ginecologa di turno che mi ha visitata a sua volta. Continuavo a perdere troppo sangue. Ha controllato con l'ecografo e ha visto che ero piena di coaguli interni. "Dobbiamo pulirli subito". Così mi hanno dovuto dare nuovamente l'anestesia totale, per evitarmi il dolore e pulirmi dai coaguli.

Quando mi sono svegliata ero ancora più intontita di prima.

Un miracoloso lieto fine per due

Ma quando mi sono svegliata accanto a me c'era il mio compagno che era stato in TIN da Gianluca. Gianluca stava bene, i battiti si stavano regolarizzando, e pesava 1,200 kg, ottimo peso per un bimbo di 27 settimane. Era nell'incubatrice chiusa e lo avevano stufato per permettergli l'ossigeno con la CPAP, aveva la pelle ancora non del tutto formata e molto delicata e il sondino al naso che assieme ad altre sacche nutritive, lo nutrivano.

Aveva dovuto subire delle trasfusioni di sangue anche lui.

Tutte queste belle notizie mi avevano reso felice e piena di speranza. Gianluca si stava riprendendo; così ho fatto l'impossibile per guarire in fretta e andare a trovare mio figlio (3 giorni dopo ero in piedi e andavo a trovare Gianluca). Ora Gianluca ha compiuto 4 mesi il 22 giugno 2024 (di età corretta avrebbe un mese), non porta più ossigeno. Abbiamo trascorso 2 mesi e mezzo in TIN e siamo a casa da 1 mese e mezzo, mangia tanto e pesa la bellezza di 4,600 kg.

Io e Gianluca abbiamo avuto un bellissimo miracolo!!! Gianluca ha dimostrato di essere un guerriero sin da subito. Ha lottato per sopravvivere, e quella notte di 4 mesi fa, credo fortemente che accanto a lui ci siano stati tutti i nostri angeli custodi a proteggerlo. Ora con l'infermiera ed il medico che lo hanno rianimato e salvato (i nostri eroi) abbiamo stretto un ottimo legame (come con tutte le infermiere e gli infermieri che per 2 mesi e mezzo lo hanno seguito), ma con loro il legame è diverso... Li tengo aggiornati su tutte le visite e su tutti i progressi che facciamo... Ovviamente Gianluca, essendo nato prematuro e non avendo avuto battito per 4 minuti, ha parecchie visite da dover fare.

Ma lui è ed è sempre stato il mio bimbo forte, un leoncino con tanta voglia di vivere. E quando lo cullo o lo prendo in braccio, tutti i giorni gli dico sempre ciò che il suo medico Giovanni, gli diceva in TIN: "tu, bambino mio, darai una pista a tutti!!!"

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