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Mai perdere la speranza. La mia bambina arcobaleno

di mammenellarete - 18.01.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Dopo un doloroso aborto, è arrivata la nostra bambina arcobaleno, che adesso ha quasi sette mesi ed è la nostra felicità. Mai perdere la speranza, nei momenti difficili soprattutto, anche perché quando meno ce lo aspettiamo arriva il nostro arcobaleno.

Vorrei raccontarvi la mia storia per poter essere d'aiuto a tante future mamme che perdono la speranza.
Ci sposiamo nel 2018, iniziamo subito a provarci perché il nostro desidero più grande è quello di avere un bambino. Passano i mesi ed ogni mese é una delusione perché arriva il ciclo.

Così dopo sei mesi di tentativi, fisso un appuntamento dal ginecologo per vedere se abbiamo qualche  problema e iniziamo a fare tutti gli esami sia io che mio marito. Tutto nella norma. Proviamo a fare una cura con clomid, teniamo monitorata l'ovulazione, ma non succede nulla. A maggio 2020 il ginecologo ci consiglia l'ultimo esame, quello delle tube.

Tutto perfetto, le tube sono aperte. Ci consiglia di contattare un centro per PMA visto che è tutto nella norma ma non arriva. Lì perdiamo la speranza e il mese dopo... incinta! Faccio 3 test e tutti segnano le due lineette.  Non ci potevamo credere, sembrava un dono arrivato dal cielo. Tutto normale, stavo bene, stanchezza, pesantezza alle gambe.

Immaginiamo già il/la nostro/a piccoletto/a. Siamo su un altro pianeta dalla gioia. Arriva il giorno della prima visita e… ci cade il mondo addosso. "L'embrione c'è ma è troppo piccolo e non si sente il battito, ci vediamo settimana prossima ma non posso darvi molte speranze".

Mai perdere la speranza. La mia bambina arcobaleno

Usciamo dall'ambulatorio che siamo con il morale sotto terra. Attendiamo il giovedì dopo per la visita, ma il lunedì inizio ad avere qualche perdita di sangue. Chiamo subito il ginecologo che mi mette a riposo. Faccio la visita dopo due giorni e l'embrione è cresciuto e c'è anche un leggero battito. Le perdite però continuano e il giorno dopo decido di andare in ospedale.

Ovviamente da sola perché per covid non possono entrare gli accompagnatori. Una dottoressa molto maleducata mi dice: "Signora non c'è battito, mi dispiace le partirà il ciclo... e se non parte ritorni qui che le mettiamo le pastiglie. E non pianga, vuol dire che non è sterile". Esco piangendo e vado incontro a mio marito e non riesco a parlare.

Il giorno dopo mi sento strana, mal di pancia, crampi... e le perdite continuano. La sera vado in bagno e mi parte un'emorragia. Chiamiamo l'ambulanza che mi porta via a sirene spiegate e quando arrivo in ospedale dopo aver perso troppo sangue mi dicono: "Signora, dobbiamo estrarlo con le pinze altrimenti non si blocca l'emoragia".

Così fanno, mi fanno vedere questo sacchetto… mi si spezza il cuore. Ero di 10+4. Mi ricoverano e mi tengono sotto controllo per due giorni, poi mi mandano a casa... piano piano mi riprendo, aspetto il ciclo e faccio le analisi per vedere se è tutto okay. I giorni passano e mi sento sempre peggio, mi manca qualcosa, mi manca quel bimbo anche se era ancora una cellula.

Mio marito decide di portarmi 5 giorni a Riccione per distrarmi un po'. Ci divertiamo, siamo spensierati... e il mese dopo non arriva il ciclo. Faccio un test e… incinta! Panico... passo dalla felicità più assoluta all'ansia più grande. Faccio la prima visita ed è tutto perfetto. Faccio test Dna ed anche quello perfetto.

Ogni visita è un'ansia enorme ma arriviamo a giugno e una settimana prima del termine la nostra piccola decide di arrivare e dopo un lungo e doloroso travaglio ce l'ho tra le mie braccia! E tutta l'ansia passata nei mesi precedenti svanisce!

Ora la nostra piccola ha quasi 7 mesi ed è la nostra felicità. Ogni tanto ripenso a quello che abbiamo passato e scende una lacrima, ma penso anche che se avessimo perso la speranza non avremmo mai avuto la nostra gioia più grande! Mai perdere la speranza, nei momenti difficili soprattutto, anche perché quando meno ce lo aspettiamo arriva il nostro arcobaleno!

di Giulia

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