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Setticemia post parto: la mia esperienza, sperando non capiti a nessuno

di mammenellarete - 28.10.2014 - Scrivici

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Dopo il parto cesareo ho rischiato la mia vita a causa di una setticemia. Racconto questa storia perché desidero fortemente che a nessuno accada ciò che è accaduto a me.

Racconto la mia storia con un motivo preciso. Vorrei che alcuni errori medici non accadessero più.

 

Ho 21 anni e mio marito ne ha 37. Adesso abbiamo due figli.

 

Ma comincio il racconto dall'inizio, più precisamente dal momento del mio matrimonio. Trascorso un anno dalle nozze, decidemmo di avere un figlio. Finché finalmente, dopo aver aspettato per un bel po', rimasi incinta.

 

In ospedale i valori delle analisi erano molto bassi, perciò mi diagnosticarono un probabilissimo aborto naturale e mi consigliarono un raschiamento.

 

Io me ne andai, sicura che la mia bambina fosse dentro di me, viva e vegeta. Scelsi allora un ginecologo privato, il migliore, aggiungerei. Costui mi visitò ed effettuò l'ecografia, poi mi disse che ero incinta di due settimane e che per questo i valori erano bassi.

 

Portai avanti la gravidanza assieme a lui e al settimo mese iniziai a pensare che avrei partorito a momenti, prima del termine. Ma lui mi disse che la mia bambina pesava 3.500 Kg e che le perdite che avevo e la rottura del tappo non significavano nulla.

 

Mancavano cinque settimane alla data presunta del parto, quando una notte, alle 04:00, mi si ruppero le acque. Andai in ospedale e i dottori mi dissero che ero dilatata di due centimetri. Mi tennero così fino alle 23:00, facendomi rischiare un parto prematuro.

 

Infine partorii con un taglio cesareo. I giorni seguenti avevo dolori anomali. Premetto che la soglia del dolore per me era ed è molto alta. Così andai dal mio ginecologo, il quale mi visitò, facendomi un'altra ecografia e dicendomi che stavo bene.

 

Mi recai anche al pronto soccorso dove lui lavorava per ben due volte. Lì sapevano che ero sua paziente e anche loro mi dissero che non era niente. Tornai ancora una volta da lui, ma mi disse le stesse cose.

 

Mi accorsi dopo 15 giorni che avevo perdite dal taglio, così andai ad un pronto soccorso normale, dove mi visitò un chirurgo che mi riaprì la ferita subito, senza anestesia. Questo perché il mio ginecologo, che era colui che aveva fatto nascere mia figlia, mi aveva lasciato un'enorme sacca di sangue vecchio e la ferita era in stato di putrefazione.

 

Stavo praticamente per morire di setticemia. Feci per due mesi, a giorni alterni, le "zaffature", ma ancora oggi, che la ferita è chiusa, pago le conseguenze della superficialità del ginecologo.

 

di mamma Kia

 

(storia arrivata come messaggio privato sulla pagina Facebook editata da Sara De Giorgi)

 

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