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Se desiderate davvero un figlio, lottate e non fermatevi

di mammenellarete - 11.06.2014 - Scrivici

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Conosco mio marito a 16 anni: lui ne ha 18, è amore a prima vista. Dopo 9 anni di fidanzamento, nel 2009 decidiamo che è giunto il momento di sposarci. Io prendo la pillola, anche perché la nostra decisione è di non avere subito figli, ma di "goderci" il primo anno di matrimonio da coppia. Passato il primo anno, decidiamo che è giunto il momento di provarci. Passa il primo mese, passano il secondo e il terzo. Passa un anno, ma della cicogna nemmeno l'ombra. Decido così di fare una visita ginecologica e con l'ecografia scopro che ho le ovaie micropolicistiche. Il ginecologo dice che non è impossibile concepire, ma che è difficile e poi aggiunge: "facciamo un controllo anche a tuo marito, perché se dobbiamo cominciare delle cure su di te, dobbiamo essere sicuri che lui è a posto".


Così prescrive uno spermiogramma, così ci accorgiamo che anche mio marito ha qualcosa che non va: varicocele di secondo grado e quindi deve fare l'intervento. Si opera e l'intervento va bene, nel frattempo io comincio la cura e i monitoraggi. Ma niente, due mesi di tentativi andati male... proprio mentre abbiamo ormai perso le speranze, ecco le beta positive.

 

Dopo due giorni ho delle perdite e dall'eco scopriamo che è un uovo bianco: è inutile raccontare la tristezza e la delusione, per fortuna il mese dopo ho nuovamente le beta positive, siamo felicissimi. Facciamo la prima eco e va tutto bene: il bambino (scopriremo poi che sará una bambina) sta bene, dopo quanche giorno ho di nuovo perdite di sangue e vado di corsa al ginecologo, che mi riscontra un distacco di placenta. Per fortuna con il riposo e con qualche puntura, la gravidanza procede meravigliosamente finchè alla 31esima settimana cominciano le contrazioni e vengo ricoverata in ospedale.

 

Cercano con le flebo di placare le contrazioni, ma niente, la mia bimba decide di nascere a 31 settimane con il peso di 1,480. Viene calata a 1,310, abbiamo fatto 37 giorni in tin, ma oggi é sana e sta benissimo.

 

Questa è più o meno la mia storia e quello che voglio dire a chi in questo momento, per una cosa o per l'altra, vede il suo sogno di diventare mamma lontano, io dico "lottate, lottate e non fermatevi".

 

di mamma Carmen

 

(storia arrivata sulla pagina facebook di nostrofiglio.it)

 

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