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Protossido d'azoto: "Ho partorito con il gas"

di mammenellarete - 03.08.2016 - Scrivici

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Fonte: Science Photo Library
Non è cambiata tanto la percezione del dolore, passata da 9 a 7, quanto rispetto alla fortissima tensione muscolare che mi irrigidiva e ostacolava la dilatazione. In due ore e mezza sono passata da 3 cm alla dilatazione completa... Nessun punto, nessun effetto collaterale. 

Era l'inizio di luglio del 2014 ed ero alla 36esima settimana della mia seconda gravidanza (terza, in verità. Ma la seconda gravidanza, extrauterina, è una storia a sé...).

Dopo un primo parto alla 36esima settimana, speravo ed ero fiduciosa di arrivare a termine e invece, come nel precedente parto, rottura spontanea delle acque.

A mezzanotte si parte, via! La paura di replicare l'esperienza passata, con 21 ore tra la rottura delle acque e la nascita del mio bimbo, avvenuta dopo induzione, episiotomia, ventosa e manovra del primario sull'addome per agevolare l'espulsione, era proprio tanta, ma speravo in bene.

Le ore però passavano senza che riuscissi a dilatarmi, e quando alle 8 del mattino dopo mi hanno chiesto di scegliere tra l'induzione e l'uso del protossido d'azoto, ho accettato quest'ultima soluzione perché troppo spaventata all'idea di rivivere l'esperienza precedente.

Così, verso le 10, ho iniziato ad usare il gas; il beneficio maggiore non è stato tanto a livello di percezione del dolore (passata da 9 a 7), quanto rispetto alla fortissima tensione muscolare che mi irrigidiva e ostacolava la dilatazione. In due ore e mezza sono passata da 3 cm alla dilatazione completa e con un ultimo sforzo... il mio regalo meraviglioso era appoggiato a me, in un abbraccio di felicità infinita!

Nessun punto, nessun effetto collaterale.

È stata davvero un'esperienza positiva, una risorsa che ha condizionato positivamente sia il travaglio ed il parto che le ore seguenti.

Di Virginia

storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook

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Aggiornato il 20.07.2017

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