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Preeclampsia: il mio parto vissuto come fallimento

di mammenellarete - 22.03.2021 - Scrivici

gravidanza
Fonte: shutterstock
Mi piacerebbe che di preeclampsia, che arriva all'improvviso senza permesso, se ne parlasse di più. Perché è devastante ritrovarsi in un letto di ospedale con delle vite appese. Così nel giro di pochissime ore.
Ho avuto una gravidanza bellissima, nessuna nausea, nulla di più bello si potesse immaginare.
Poi tutto ad un tratto precipita tutto alla 32esima settimana, ricovero in ospedale per preeclampsia e rischio morte fetale. E anche mia! All'epoca il medico fu diretto. Mi fecero partorire a con parto cesareo alla 34esima settimana (5 anni fa).
 
Per fortuna la mia bambina stava benissimo, aveva solo un blocco sulla crescita e pesava poco più di 1kg200. Ma era bellissima e piena di vita. E' rimasta in terapia intensiva neonatale per 10 giorni. Io sono rimasta molto più in ricovero...
 

Un parto vissuto come un fallimento

 
Oggi mi trovo con la mia piccola che mi chiede un fratellino con cui poter dividere i suoi giochi. A me mi si spezza il cuore e piango ogni qual volta lei me lo chiede. Perché non so se posso avverare il suo desiderio. Mi sento triste impotente e mi arrabbio molto con me stessa. Perché quel parto io l'ho preso come un fallimento.
 
Non so se sono in grado di portare a termine la gravidanza: rivivere il tutto mi devasterebbe di nuovo. Mi trovo dunque in un tunnel buio senza luce. Mi chiedo allora, se devo prendere coraggio dal sorriso di mia figlia. 
Mi piacerebbe che di preeclampsia, che arriva all'improvviso senza permesso, se ne parlasse di più. Perché è devastante ritrovarsi in un letto di ospedale con delle vite appese. Così nel giro di pochissime ore. Io ero stra felice il giorno prima ed il giorno dopo catapultata in ospedale con il rischio di perdere la mia bambina e la mia vita.
 
Grazie per ascolto.
 
Di mamma Veronica
 
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Che cosa è la preeclampsia?

Le preeclampsia è una malattia tipica della gravidanza, che colpisce dunque solo le donne incinte (per questo in passato era detta gestosi), potenzialmente pericolosa sia per la mamma sia per il feto. Interessa circa il 3-5% delle donne in attesa.

Compare, generalmente in modo improvviso, nella seconda parte della gestazione, dopo le 20 settimane. Per evitare danni, anche seri, è fondamentale diagnosticarla per tempo, soprattutto tenendo sotto controllo la pressione arteriosa e con regolari controlli delle urine.

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