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Post parto: la mia degenza in ospedale e il rooming in

di Daniela Zaina - 18.06.2013 - Scrivici

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Ho avuto due cesarei e due post parto molto diversi. Ma anche le strutture alle quali mi sono rivolta sono state differenti! Nel primo ospedale non favorivano l'allattamento al seno. Nel secondo c'era il rooming in...

--- di Daniela Zaina

Due parti in due strutture differenti, due cesarei con post parto molto diversi (il primo con dolori alla ferita per un bel po', il secondo quasi come se non lo avessi fatto) e due degenze su alcuni aspetti molto simili. Per il primo figlio ho dovuto affrontare un cesareo d'urgenza con anestesia totale in quanto sembrava che il bimbo avesse problemi al cuoricino, per questo motivo è stato ricoverato in patologia neonatale e quindi non lo potevo tenere con me. Tralasciando la poca umanità di alcune infermiere e il fatto che da subito hanno cercato di cacciare via mio marito malgrado io non riuscissi ad alzarmi dal letto, quello che veramente mi aveva lasciato basita era il non favorire l'allattamento al seno (e parlo di 11 anni fa ). Il reparto di ostetricia e il nido e la patologia neonatale erano su due piani diversi e questo creava non pochi problemi e non mi permetteva di allontanarmi ogni volta che volevo. In più c'era una totale mancanza di comunicazione tra i reparti per cui se il bimbo si svegliava non venivo chiamata ma gli davano il biberon (con il mio latte o con l'artificiale); se era l'orario in cui dovevo scendere per allattare puntualmente arrivava un'infermiera a mettermi una flebo, così giù non vedendomi arrivare gli davano il biberon e non riuscivo ad allattare. Con il secondo cesareo, nessun problema per la bimba e un altro ospedale, ma meno male che ero al secondo figlio! Va bene il rooming in, ma una donna che ha appena partorito avrebbe anche bisogno di essere aiutata e consigliata. Invece prendevano il bimbo al mattino giusto per lavarlo e cambiarlo (anzi lo dovevi portare tu al nido e anche in orario altrimenti brontolavano), poi ti chiamavano per andarlo a riprendere e durante la giornata a momenti non riuscivi nemmeno ad andare in bagno. Capisco che una mamma deve entrare da subito nel suo ruolo ma credo che un po' di riposo fintanto che è ricoverata in ospedale sia sacrosanto. Mio marito la prima sera ha quasi litigato per lasciare la bimba al nido; l'aveva portata perché io avevo una flebo al braccio che sarebbe andata avanti tutta la notte e quindi mi risultava difficoltoso gestire la piccola. La penultima notte me l'hanno fatta passare in bianco; avevo chiamato l'infermiera perché la bimba continuava a piangere, ho fatto presente che magari aveva qualche colica, ma non c'è stato verso che la tenessero al nido (oltretutto non ero in camera da sola). Però ho anche avuto la fortuna e il piacere di trovare delle persone che veramente amano il loro lavoro (peccato solo una notte su tre giorni di degenza) e devo dire che è stato rassicurante sapere che se le avessi chiamate mi avrebbero aiutato senza farlo pesare. Spero che sempre più strutture prendano coscienza che il ricovero in ospedale dopo il parto deve essere di aiuto alle neo mamme che si trovano a gestire una situazione nuova e soprattutto che il personale non faccia sentire la partoriente come un'incapace che non è in grado di gestire il figlio, visto che genitori non si nasce ma si diventa. Leggi anche: i regali per la nascita del Neonato e Le prime ore con il neonato

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