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Partorire a Londra nel 2013

di mammenellarete - 31.03.2014 - Scrivici

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Vi racconto la mia storia con un pizzico di invidia verso quelle mamme che rimpiangono di aver fatto un cesareo e che volevano un parto naturale a tutti i costi... La mia gravidanza è stata serena, nausee a parte, ed ho lavorato fino all'ottavo mese. Il mio bimbo è nato il 28 gennaio 2013 a 41+2. Venerdì 25 iniziano finalmente contrazioni irregolari. La sera vado in ospedale. Mi dicono "dilatata la punta di un dito". Torno a casa, consapevole che in ospedale ci posso andare solo con contrazioni ogni 3 minuti e/o dilatata 4 cm, perché qui così funziona. Domenica 27 gennaio, di nuovo finalmente, mi si rompono le acque

alle 7.45 di mattina. Corriamo felici e sereni in ospedale, io e mio marito.

 

Purtroppo mi rimandano a casa dicendomi che se non succede nulla devo tornare la mattina seguente per l'induzione. Appena rientrata a casa, a 2 ore dalla rottura delle acque, verso le 10 di quella domenica mattina, iniziano le contrazioni fortissime, sempre piu ravvinate ma al massimo ogni 5 minuti l'una dall'altra.

 

La notte tra domenica e lunedì torno in ospedale perché esausta. Stavolta mi tengono. La mattina di lunedì, dopo 24 ore di travaglio, sono dilatata solo 1 cm, per cui mi inducono il parto alle 11.

 

Alle 15, dopo 29, chiedo l'epidurale, alla faccia di tutte quelle che dicono che i dolori bisogna sentirli... donne che forse hanno partorito in 15 ore (non in 36), che non sono state indotte o che addirittura non hanno mai partorito.

 

Alle 7 di sera, dopo 33 ore, sono completamente dilatata, ma mi lasciano riposare fino alle 8.40, dopodiché inizio a spingere. Spingo per un'ora ma niente. Arrivano i medici (qui in UK sei seguita solo da midwives) e decidono di ricorrere al forcipe. Io do l'ok senza immaginare a cosa sarei andata incontro. Quindi inseriscono il forcipe, fanno episiotomia, mi lacero internamente e riporto una rottura del perineo di 3' grado+emorragia. Il medico cambia faccia ed io penso subito che sia successo qualcosa a mio figlio.

 

Il mio bimbo bellissimo esce fuori con i segni del forcipe in viso. Forte e sano, gli sono rimasti solo dei capillari rotti sul nasino.

 

Esco d'ospedale 5 giorni dopo.

 

Dopo 2 settimane torno in ospedale con febbre altissima causa infezione a tutti i punti (mai mi dissero quanti erano, qui non si usa). Sono rimasta in ospedale per 9 giorni durante i quali mi hanno fatto flebo di antibiotico.

 

Tutto questo l'ho vissuto con molto poca consapevolezza. Il parto non mi ha affatto spaventato, ma a distanza di un po di tempo ho tirato fuori un po' di rabbia per come é stato gestito il tutto.

 

Il mio prossimo bimbo, se mai ne avrò uno, dovrà nascere con cesareo per via dei danni procurati da un sistema sanitario da schifo.

 

di Lara

 

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

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