Parto prematuro

Tra gioe e dolori: la mia piccola prematura ce l'ha fatta, mia madre no

Di mammenellarete
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02 Ottobre 2017
Il 2015 è stato per me un anno di gioie e dolori. Ho vissuto con l'angoscia una gravidanza a rischio; poi la mia bambina è nata prematura: piccola e fragile e nello stesso periodo mia madre si è ammalata. E quando la mia bimba si è salvata da un soffocamento, mia mamma è peggiorata. Questa strana coincidenza mi fa pensare che si sia sacrificata per la nipotina che non potrà mai conoscere. 

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Buongiorno,

Volevo condividere la mia storia, fatta di gioie e di dolori. 


Nel dicembre del 2014 mio marito ed io scopriamo di aspettare un bambino. Siamo al settimo cielo, lo volevamo tanto e ci provavamo da un annetto circa.

Ma per via della gravidanza perdo il lavoro, cosa che purtroppo oggi succede troppo spesso. Eravamo comunque così contenti che non questa ingiustizia non riuscì a scoraggiarci. 


La data del parto è prevista per il 13 agosto 2015, ma durante una visita a inizio giugno (ero alla 30a settimana) la ginecologa mi dice che c'è il rischio di parto prematuro perché il collo dell'utero misura solo 0.8cm. Quindi devo essere immediatamente ricoverata. Piangendo e nel terrore più grande vado in ospedale dove rimango per 14 giorni con flebo h24 in vena per arrestare eventuali contrazioni, punture per la maturazione polmonare del feto e a riposo totale.

Nello stesso momento mia mamma viene ricoverata per un auto trapianto di midollo osseo (aveva un mieloma multiplo al midollo osseo).

Quindi ero preoccupata per me, per la nostra piccola (finalmente avevamo avuto la certezza che fosse una femminuccia) e per la mia mamma. 


Dopo due settimane posso finalmente tornare a casa, ma sempre assumendo medicinali contro le contrazioni e stando il più possibile a riposo. 
 A inizio luglio (34a settimana) la ginecologa si accorge che la bimba non cresce più, aveva già rallentando la crescita in precedenza ma adesso era proprio ferma, dal peso la stimavano ferma attorno alla 29a-30a settimana. 
Si valuta quindi la possibilità di indurmi il parto per il 12 luglio e fare crescere la piccola fuori.
Faccio un'ultima visita il 10 luglio per dare ancora una possibilità alla piccola e mi dicono che è aumentata di peso: da 1.600kg aè salita a quasi 1.900kg.

Sembrava molto strano, ma meglio così, si sa che più rimangono nella pancia della mamma meglio è.
La dottoressa allora mi dice di interrompere con i medicinali, che da adesso in avanti se dovesse nascere non è più nulla di grave o preoccupante.

 

 

Domenica 12 luglio alle cinque del mattino cominciano le contrazioni, mi dico aspetta che magari sono solo dolori passeggeri. Non me la sentivo di svegliare mio marito di domenica a quegli orari.

Verso le sette mio marito si sveglia e si accorge di cosa sta succedendo e tempo due minuti è pronto a partire per l'ospedale (velocità mia vista prima) e per le otto circa arriviamo in ospedale.

La nostra cucciola Melissa nasce alle 13.37 con parto naturale con tre giri di cordone, uno introno al collo, uno in vita è uno attorno ai piedi. Ma mi dicono che lei sta bene.
Me la mettono in braccio e siamo le persone più felici del mondo; si è piccolina, ma al momento non mi rendevo conto di quanto. 


Fanno tutti i vari controlli la bimba sta bene ma pesa solo 1.605kg e soffre di ipoglicemia devono quindi portarla subito in pediatria e metterla in incubatrice.
Un dolore che solo le mamme premature possono capire, doversi ritrovare lontano dalla propria creatura è una cosa terribile.
Fortunatamente Melissa si riprende: aumenta di peso e dopo 12 giorni di TIN e con un peso di 1.800kg la possiamo portare a casa. 


Nel frattempo la mia mamma è stata trasferita in un ospedale a tre ore da casa per fare il trapianto da donatore del midollo osseo.
Comincia la nostra vita da genitori, molto impauriti perché Melissa era comunque ancora tanto piccola e fragile. 


E, infatti, dopo solo pochi giorni che siamo a casa succede un bruttissimo incidente: Melissa stava soffocando a causa di un rigurgito di latte bloccato, essendo così piccola non riusciva né a mandarlo giù né a buttarlo fuori.

 

Abbiamo dovuto chiamare l'ambulanza e farla portare in ospedale. Per fortuna appena è arrivata l'ambulanza, i paramedici sono riusciti a liberarla dal rigurgito, ma hanno voluto lo stesso portarla in ospedale e tenerla un giorno in osservazione. 
Per fortuna è andato tutto bene e siamo potute tornare a casa, ma da quel giorno e per diversi mesi il terrore che potesse succedere di nuovo non ci ha lasciato dormire: di notte facevamo a turni mio marito ed io per controllarla, eravamo distrutti.


Poi da inizio agosto dopo il trapianto mia mamma comincia a peggiorare, ha preso un infezione durante il periodo di isolamento ed essendo senza difese immunitarie l'infezione la stava distruggendo. 
Finisce in terapia intensiva intubata e con tantissimi medicamenti in vena per cercare di salvarla. Il 27 agosto ci dicono di andare la che bisogna prendere una decisione.
Quindi il 28 partiamo con il nostro minuscolo fagottino per un viaggio di tre ore.
Arrivati capiamo anche noi che non c'è più nulla da fare e ci troviamo a dover dire addio a mia mamma, che come per ogni figlio, per me lei era tutto.
Un dolore indescrivibile a maggior ragione che non avrebbe mai potuto conoscere la sua prima nipotina.
Nonostante tutto la vita va avanti e trovo la forza di reagire grazie a mio marito e a nostra figlia.
Ritroviamo un nostro equilibrio, Melissa cresce bene, recupera alla grande e supera la media in peso e lunghezza.
Ma purtroppo non è finita qui, il 19 settembre riceviamo una telefonata dai parenti di mio marito che il nostro cuginetto di 17 anni è morto in un incidente stradale, e ci vediamo crollare il mondo di nuovo. 
Mio marito che a malincuore ci lascia per raggiungere la famiglia in Sicilia e io che con la bimba così piccola non me la sento di intraprendere un viaggio del genere rimango con tanti sensi di colpa a casa.


Questo è stato il nostro 2015 tra gioie infinite, paure indescrivibili e tanto dolore.
Ma abbiamo superato tutto, ho voluto raccontare la nostra storia da una parte per dire alle mamme di bimbi prematuri di credere sempre in loro, hanno una forza che noi non ci immaginiamo e dall'altra per dire di non lasciarsi mai andare, di trovare la forza in noi o in chi amiamo e abbiamo accanto per superare e risollevarci dai dolori e dai momenti bui.
Io per questo non ringrazierò mai abbastanza il mio dolcissimo marito che nonostante tutto mi è sempre stato accanto e la mia piccola Melissa che il destino ha voluto avesse gli stessi occhi della mia cara mamma.
Rimango infatti dell'idea visto la coincidenza degli avvenimenti che la mia mamma si sia sacrificata per la sua nipotina perché quando Melissa si é ripresa dal soffocamento mia mamma ha cominciato a peggiorare. 


Magari é un caso ma io non credo.

Spero di non essermi divulgata troppo e che la mia storia possa essere un sostegno ad altre persone che hanno o stanno passando situazioni simili. 

Cordiali saluti.

La piccola Melissa

 

Storia di una mamma, editata dalla redazione.

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