Bambini prematuri

I miei due bimbi prematuri hanno lottato fin dalla nascita

Di mammenellarete
prematuro
24 Luglio 2019
Il mio primo figlio, Jonathan, è arrivato prima del tempo e ha dovuto trascorrere 32 giorni in Tin. Due anni fa Jonathan è diventato il fratello maggiore di Samuel, l'altro mio figlio guerriero, anzi lui più di Jonathan. Io e mio marito avevamo deciso di regalare un fratellino a Jonh, e così fu. Samuel è stato molto più tempo in Tin, perché è nato anche con l'intestino immaturo. Ad oggi sono la mamma di due bimbi guerrieri che fin dalla nascita hanno lottato aggrappandosi alla Vita. Per questo sono bimbi speciali!

 
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Mi chiamo Elisa. Ero fidanzata da 6 anni e all’epoca avevo 26 anni e prendevo la pillola. Ebbi l'ultimo ciclo a giugno 2011. Arrivati a luglio, non feci tanto caso al ritardo perché, appunto, prendevo la pillola: dopo qualche giorno notai dei piccoli cambiamenti in me, ma a tutto pensai... tranne all'idea di poter essere incinta!

 

Ne parlai con la mia migliore amica e lei subito mi disse: "Tu sei incinta"! Io negai. Ma lei qualche giorno più tardi mi si presentò davanti con un test di gravidanza e io scioccata e incredula le risi in faccia dicendo che non era possibile tutto ciò. Mi convinse a fare il test e... tac! Fu subito positivo, rimasi senza parole, non sapevo a cosa aggrapparmi... ma la realtà era una sola: aspettavo un bambino.

 

Cominciai le prime visite. Tutto bene, tutto nella norma, avevo saputo di aspettare un maschietto e si sarebbe chiamato Jonathan. Sarebbe dovuto nascere il 31 marzo, ma ahimè... alla visita del 26 gennaio alla flussimetria qualcosa non andava. La mia ginecologa rimase più di 2 ore ad analizzare e a fare l'eco, ma concluse dicendomi: "Suo figlio ha un ritardo di crescita, il bambino si è fermato alla 28esima settimana, vada subito in un ospedale di terzo livello e vedrà che lo faranno nascere".

 

Tra lacrime e paure, corsi a casa e partimmo subito per l'ospedale. Dopo giorni di ricovero, analisi, ecografie e molto altro, il primario decise che il bambino doveva assolutamente nascere. Così il 31 gennaio 2012 alle ore 22 e 17 nacque Jonathan con peso di 1,340 kg per 38 cm. Il post cesareo non è stato dei migliori, io non ero preparata a tutto ciò e non sapevo cosa fare. Man man che passavano i giorni, tutti gli infermieri e le ostetriche mi insegnarono piano piano quello che dovevo fare con un bimbo prematuro.

 

Fui dimessa dopo tre giorni, ma lui rimase in Tin per ben 32 giorni. Non vi dico le lacrime che versai quando tornai a casa perché non avevo il mio bambino con me. Ero triste, mi mancava qualcosa, ogni istante che passavo a casa pensavo a lui.

 

Piano piano cominciai a stare meglio anche io. Andavo in ospedale dalla mattina fino alla sera per stare con lui e per fare la marsupioterapia, dargli il latte e riempirlo di coccole. Finalmente Jonh venne dimesso: io mi occupavo di lui in ogni istante. Era così piccolo, fragile... eppure piano piano è diventato un bambino grande. Oggi Jonh ha 7 anni ed è un bambino fortissimo, molto intelligente e molto curioso.

 

Due anni fa Jonh è diventato il fratello maggiore di Samuel, l'altro mio figlio guerriero, anzi lui più di Jonathan. Io e mio marito avevamo deciso di regalare un fratellino a Jonh, e così fu. Tutto andava bene, prendevo le medicine necessarie per non dover di nuovo partorire prematuramente, e, invece, già alla morfologica, qualcosa cominciò ad andare storto, così mi sostituirono la cura che stavo facendo con delle punture.

 

Avevo il cesareo programmato per il 3 agosto 2017, ma verso maggio cominciai a gonfiarmi come un pallone, mi gonfiavo ogni minuto di più, ogni secondo di più, non riuscivo a stare in piedi. Il ginecologo mi fece fare delle analisi specifiche... e per la mia felicità (si fa per dire) erano completamente sballate. Mi chiamò di corsa dicendomi di correre in ospedale perché avrebbero fatto nascere il mio bambino!

 

Era il 6 giugno. Io questa volta avevo ancora più paura, perché sapevo a cosa sarei andata incontro: tutta la trafila, andare avanti e indietro per l'ospedale, ecc. Così dopo il ricovero d'urgenza l'11 giugno 2017 nacque Samuel, 1,380 kg per 40 cm. Questa volta fu più dura e complicata perché io prima di andare in sala operatoria entrai in pre-coma, stavo per morire. Mi salvarono per il rotto della cuffia, avevano subito capito la gravità. Mi avevano riscontrato una preeclamsia gravissima.

 

Samuel rispetto a Jonh è stato molto più tempo in Tin, perché è nato anche con l'intestino immaturo, quindi non mangiava bene, non digeriva ed è stato alimentato per tre settimane con la pompa, poi gavage, per poi arrivare al seno, ma sempre con mille difficoltà! Ora Samuel ha 2 anni ed è un terremoto, non sta mai fermo ed è la mia seconda gioia! Sono la mamma di due bimbi guerrieri che fin dalla nascita hanno lottato aggrappandosi alla Vita. Per questo sono bimbi speciali!

 

di Elisa

 

(storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook)

 

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