Parto pretermine

Sono mamma di un bimbo prematuro, nato a 29 settimane: un lottatore!

Di mammenellarete
prematuro

10 Agosto 2015 | Aggiornato il 02 Febbraio 2018
Rimasi incinta nel 2014: io e il mio compagno fummo da subito felicissimi. La gravidanza proseguì bene fino al giorno in cui l mia pressione schizzò alle stelle. La mattina del 18 dicembre, a 29 settimane più 6, alle ore 11.40, con TC in anestesia totale, nacque il mio piccolo guerriero Leonardo. Dopo dovemmo affrontare 95 giorni di terapia intensiva neo-natale, giorni di pianti disperati, angoscia e rabbia. Ma il mio bimbo ha lottato con tutte le sue forze dal primo giorno.

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Dopo due anni di convivenza con il mio uomo, il 22 giugno 2014 scoprii di essere incinta.

 

Da qualche giorno avevo un ritardo del ciclo e le sensazioni che provavo erano così strane e insolite che mi resi conto, ancora prima di effettuare il test, che avrei potuto seriamente essere incinta.

 

Quando lo scoprimmo, io e il mio compagno fummo felicissimi e decidemmo senza esitare che questo piccolo regalo sarebbe dovuto nascere. Passarono i mesi, la mia pancia quasi non si vedeva.

 

Continuai a lavorare in negozio sentendomi sempre molto stanca, ma, essendo la titolare, non potevo permettermi di rimanere a casa. Il 29 novembre, sesto mese inoltrato, iniziai a sentire delle contrazioni strane. Erano strane, ma non dolorose.

 

Chiamai il ginecologo, che mi disse di mettermi a riposo e di prendere due Buscopan. Così feci. Per due giorni continuai con la terapia consigliatami dal dottore e lui, il 28 novembre, durante la visita di controllo, mi disse che andava tutto bene. L'unica cosa cui dovevo stare più attenta era l'alimentazione: avevo infatti preso tropo chili in una settimana (ben sei!).

 

"Nulla di strano", diceva lui. Mi prenotò l'appuntamento seguente per il 22 dicembre. L'11 dicembre iniziai a sentirmi strana, avevo i piedi molto gonfi e la tachicardia. Mi recai in farmacia per farmi misurare la pressione: 110/100. Venni ricoverata d'urgenza all'ospedale Sant'anna di Torino dove, dopo svariate visite, mi informarono che sarei rimasta in osservazione fino al termine previsto (27 febbraio 2015).

 

Il 17 notte cambió tutto. La mia pressione schizzò alle stelle, il mio bambino rallentò il battito cardiaco e la mattina del 18 dicembre, a 29 settimane più 6, alle ore 11.40, con TC in anestesia totale, nacque il mio piccolo guerriero Leonardo.

 

970 grammi di amore puro. Il giorno dopo l'operazione venne da me il mio compagno, che mi accompagnò finalmente a conoscere nostro figlio. Ero così emozionata! Ben presto mi resi conto dell'angoscia che avrei provato e portato nel cuore per sempre.

 

Il mio piccolo era intubato nell'incubatrice, tanto che non riuscii a vedere neppure il suo visino... che osservai per la prima volta solo un mese dopo. Iniziarono in quell'istante i tre mesi più lunghi della mia vita. 95 giorni di terapia intensiva neonatale, giorni di pianti disperati, angoscia e rabbia. Giorni di conquiste, Kangaroo care, sorrisi ed amore.

 

Leonardo ha lottato con tutte le sue forze fin dal primo giorno. Dopo infezioni varie, apnee e desaturazioni terrificanti, finalmente il 21 marzo 2015, fu la data del vero inizio della nostra famiglia. Ho un uomo fantastico al mio fianco, senza il quale non ce l'avrei mai fatta!

 

Il mio compagno è la colonna portante della mia vita. Nostro figlio è ciò che di più bello io abbia mai fatto in 25 anni. La paura è stata tanta, ma sin da subito mi sono sentita la mamma "prematura" più fortunata del mondo! Grazie.

 

di mamma Marylou

 

(storia arrivata sull'e-mail della redazione)

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