Bimbo prematuro

Pre-eclampsia severa: mio figlio è nato prematuro

Di mammenellarete
bimboprematuro

16 Settembre 2015 | Aggiornato il 21 Febbraio 2018
Sei mesi fa partorii il mio piccolo bimbo prematuro. Trascorsi notti insonni su internet a cercare di capire cosa significasse il termine "prematuro". Avevo paura che avesse dei problemi. Però, per fortuna, tutto è andato bene. Il piccolo è bellissimo, tosto, volitivo, mangione e curioso di tutto e di tutti. Sono felice, lo sono veramente, ma... in me qualcosa forse si è rotto. Però con il tempo passerà.

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Oggi è un giorno speciale. Per questo desidero raccontare anch'io la mia esperienza. Esattamente sei mesi fa accadeva qualcosa di spaventoso e, in seguito, di meraviglioso allo stesso tempo.

 

Pre-eclampsia severa, cesareo d'urgenza. In sala parto ci ho quasi lasciato le penne. E per fortuna l'ho capito solo dopo. Mio figlio è nato prematuro. Le mamme intorno a me erano con i loro cuccioli in camera e i parenti festosi. Io ho visto il mio meraviglioso gnometto solo dopo un giorno. L'ho tenuto in braccio per la prima volta dopo due giorni, forse anche tre.

 

i ricordi di quei giorni sono per me vaghi. Io ero dolorante e sfinita, imbottita di farmaci e avevo la "faccia da tossica". Ci mettevo cinque minuti a percorrere il corridoio per arrivare al nido. Ricordo il dolore di quell'ago nella mano che faceva malissimo quando la piegavo per accogliere quei due chili di piume.

 

Trascorsi notti insonni su internet a cercare di capire cosa significasse il termine "prematuro". "Avrà dei danni permanenti?", "Sarà meno intelligente degli altri?", "Potrà avere una vita normale?". Mi facevo continuamente questo genere di domande. "Lo prenderanno in giro a scuola perché sarà il più piccolo?"

 

Dopo qualche tempo, tutto è andato meravigliosamente. Io adesso sto benissimo e il piccolo guerriero continua ad essere tale. Bellissimo, tosto, volitivo, mangione e curioso di tutto e di tutti. Sono felice, lo sono veramente, ma... qualcosa forse si è rotto. E' lì in una "nicchia", mi sta rallentando e sto cercando di ripararlo. 

 

In questo momento sono schiva, forse anche un po' asociale, poco interessata a ciò che è fuori, al mondo esterno. Ma il cuore è andato avanti, la vita anche. Forse il corpo e la mente hanno un tempo tutto loro per sciogliere i traumi. Lo vivrò. 

 

di una mamma 

 

(storia arrivata sull'e-mail della redazione)

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